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Roma 1849. La Costituzione della Repubblica

Il progetto Saliceti

Come detto in precedenza il testo proposto dalla commissione costituente fu rielaborato dalla commissione mista, composta anche dai delegati delle otto sezioni dell’Assemblea. Il 10 giugno, il nuovo relatore, Aurelio Saliceti, propose all’Assemblea un rinnovato testo costituzionale, ridotto a settantuno articoli. Nel testo proposto da Saliceti, furono eliminati trentasei articoli previsti dal testo di Agostini. Ventitré furono le disposizioni aggiunte e trentaquattro articoli furono modificati profondamente.

Quattordici articoli non furono soggetti ad alcuna modifica, mentre sette disposizioni subirono lievi correzioni lessicali, le quali non comportarono una variazione del significato giuridico delle norme. Nella sua relazione Saliceti si limitò a esporre le variazioni rispetto al progetto originario:
Secondo il nuovo progetto: Nei comizi il suffragio è pubblico; non v’ha Tribunato; I Consoli son tre; L’Assemblea li nomina; Hanno un Ministero risponsabile; Non si conosce la dittatura; Il Consiglio di Stato non è inamovibile; Non fa proposta ad impieghi; La truppa di linea è alloggiata nelle frontiere.

I temi concernenti il Tribunato e il voto pubblico saranno analizzati in un paragrafo dedicato.
Saliceti nella relazione spiegò l’aumento dei consoli da due a tre. La parità nel numero dei consoli metteva in risalto la democraticità delle decisioni. Secondo il progetto originale, in caso di discordia tra i due consoli, la decisione doveva essere assunta dall’Assemblea. Questa procedura fu osteggiata in seno alla commissione mista perché l’azione dell’esecutivo ne risultava rallentata.

C’era il rischio concreto che si sovraccaricasse anche il lavoro del Parlamento, con una conseguente commistione tra il potere esecutivo e quello legislativo. La soluzione proposta da Saliceti, quindi, prevedeva il numero dei consoli fissato in tre, così da riuscire in ogni caso a prendere una decisione.
Inoltre nel progetto Agostini, all’articolo 21 era prevista l’elezione diretta dei consoli. Nel nuovo progetto l’elezione divenne indiretta per opera dell’Assemblea: «la vera democrazia non posa sul principio che tutti sieno chiamati a esercitare gli stessi diritti, ma che ciascuno è chiamato a esercitare quel diritto di cui è capace».

Questo principio riprendeva la classica separazione dei poteri. Il popolo avrebbe eletto i propri rappresentanti, i quali a loro volta, scegliendo tra i migliori, avrebbero
nominato i tre consoli. In concreto, Saliceti riteneva che eleggendo un deputato corrotto, lo stesso sarebbe stato sovrastato dalla maggioranza, invece, eleggendo un console inadeguato, si sarebbe provocato un danno alla Repubblica. Per terminare il discorso in merito al Consolato, Saliceti ricordò ai deputati che il presidente Luigi Napoleone, il quale, in quel momento stava attaccando la Repubblica romana, era stato eletto tramite suffragio diretto dai cittadini francesi. «Il Consolato eletto direttamente dal popolo comportava questo rischio, degenerazione di tipo cesaristico e spostamento del potere verso l’esecutivo»

Un’ulteriore modifica al progetto Agostini fu la creazione di un Ministero responsabile. L’articolo 46 del precedente progetto prevedeva che «i consoli hanno facoltà di nominare, mutare i funzionari che dirigono le varie parti della pubblica gestione, che sono innanzi a essi responsabili». La figura che venne descritta in quest’articolo non fu quella dei Ministeri. Si avvicinò di più a quella di semplici direttori di aree della Pubblica Amministrazione. Fu proprio questa la critica mossa dalla commissione mista. Nel nuovo progetto apparve la figura del ministro responsabile a seguito dell’inserimento degli articoli 34 e 42.

L’articolo 37 del progetto Agostini lasciava aperto uno spiraglio alla figura del dittatore. Nel caso in cui la patria fosse stata in pericolo, l’Assemblea avrebbe potuto decretare l’instaurazione di una dittatura per salvaguardare lo Stato. Il plenipotenziario sarebbe dovuto sottostare solamente alla vigilanza del Tribunato. La commissione mista non riuscì a digerire questa stortura della democrazia e richiamò alla memoria dei rappresentanti un ricordo della Roma imperiale: «non è nel luogo, dove il pugnale di Bruto trafiggeva l’ultimo dittatore, che voi dobbiate proclamar la dittatura».

Nel progetto Saliceti scomparve ogni possibile accenno alla figura del dittatore.
La relazione di Aurelio Saliceti terminò con la spiegazione di altre due modifiche sostanziali al disegno Agostini: la prima variazione riguardava il Consiglio di Stato, il quale divenne un organo ausiliario e non irremovibile.

L’ultima modifica riguardava gli alloggiamenti della “Linea” che, secondo la commissione mista, dovevano essere a ridosso delle frontiere e non vicino a Roma. La Costituzione di Saliceti rispetto al progetto precedente perdeva in parte la carica rivoluzionaria e innovatrice, ma acquistava in semplicità e concretezza. Il testo del Progetto Saliceti, confrontato con il progetto Agostini e con il testo della Costituzione approvata è riportato in appendice.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Roma 1849. La Costituzione della Repubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Antonelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antonio D'Alessandri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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