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La demonologia di Shenute

Il dualismo shenutiano e la battaglia contro il Demonio

‘Dualismo cosmico’ è probabilmente la miglior espressione per tratteggiare la visione shenutiana del mondo e della storia, teatri di uno scontro tra Gesù e Satana che coinvolge l’umanità intera: sebbene Dio possa in ogni momento disintegrare il Demonio e disperderlo come polvere, egli permette che il Nemico resti in vita e che si perpetui il combattimento celeste tra lui e Cristo. La posta in gioco di questa battaglia è la salvezza dell’uomo: se da un lato è assodato che la volontà di Dio è che nessuna anima si perda, è altrettanto vero che l’obiettivo di Satana è che nessuna anima si salvi. L’uomo si trova quindi al centro di uno scontro titanico dove è in gioco il suo destino eterno e dove non vi può essere alcuna terza via: o si è di Dio, o si è del Diavolo. Più precisamente, coloro che non invocano l’aiuto di Dio saranno inevitabilmente preda di Satana e il loro destino ineludibile sarà la dannazione definitiva. Anche in questo caso Shenute è allineato al dato evangelico, dove Gesù afferma chiaramente che «chi non è con me è contro di me». Spiritualmente non esiste quindi alcuna ‘zona neutra’ e ognuno decide da che parte stare mediante il suo libero arbitrio, ma la scelta è limitata a due opzioni: Dio o il Diavolo, e chi sceglie la seconda sceglie la rovina eterna. Due contendenti, due possibili destini.
Scopo dichiarato di Satana è quello di condurre il giusto alla morte eterna, per questo lo spia e non lo perde d’occhio al fine cogliere l’occasione propizia per indurlo a peccare. Data la sua precedente natura angelica egli dispone di capacità nettamente superiori a quelle dell’uomo ed è perciò in grado di ingannarlo facilmente per portarlo al peccato, al vizio, all’empietà, rendendolo stolto e spudorato, senza rimorso e vergogna per il peccato. Shenute, rifacendosi anche in questo caso alla Sacra Scrittura, sottolinea però che il Signore non abbandona il giusto: se egli cade nella mano del Diavolo ma successivamente si pente per lui non ci sarà giudizio di condanna.
Egli fornisce anche una spiegazione teologica al fatto che l’uomo non solo è in grado di lottare contro Satana, ma addirittura è suo preciso dovere intraprendere questo scontro, premettendo però che il cristiano rischia cadere in un duplice tranello: da una parte, pensare che Satana sia imbattibile e non fare nulla per contrastarlo considerandosi sconfitto in partenza, dall’altra credere di essere già salvi grazie alla redenzione di Cristo e pensare che non sia necessario fare nulla di più. Shenute offre invece una sintesi equilibrata tra queste due posizioni, affermando che, se da una parte è vero che il Diavolo dispone di una potenza ben superiore a quello dell’uomo, d’altro canto, dopo la venuta di Cristo, la sua forza si è notevolmente affievolita, le sue opere oscure sono state portate alla luce ed è stato dato all’uomo il potere necessario per calpestarlo. Ovviamente l’uomo non dispone di questo potere da se stesso, ma lo ottiene tramite la preghiera, la quale è in grado di chiamare in causa gli angeli, di smuovere la misericordia di Dio e di distruggere il potere del Diavolo.
È curioso inoltre notare come Shenute tenga in considerazione anche lo stato di salute in cui si trova l’uomo: al contrario di Giobbe che patì molte sofferenze a causa del Demonio, colui che si trova in perfette condizioni fisiche, senza malattie o dolori di sorta, non dovrebbe avere alcuna difficoltà a combattere il peccato, dato che quella dovrebbe essere la sua unica vera preoccupazione.
Una delle prospettive dalle quali si può osservare la vita di Shenute è quindi quella del soldato impegnato in una perenne battaglia contro il Satana, assieme ad un ristretto gruppo di giusti impegnati a fronteggiare il male in tutte le sue forme.
Requisito fondamentale nel combattimento contro Satana è il saperlo riconoscere, come già abbiamo sottolineato parlando del discernimento. Se è impossibile per chiunque contemplare la magnificenza di Dio come è impossibile fissare il sole, è altrettanto vero che l’uomo spirituale, cioè colui che ha meritato l’amicizia dello Spirito Santo, ha in dono da Dio la capacità di riconoscere il Demonio e le sue opere, come quando una persona viene messa in guardia da un’altra sulle malefatte di una terza. La soglia di attenzione deve essere mantenuta alta, perché, come ha già precisato San Paolo, anche Satana può travestirsi da angelo di luce, e così facendo ha già tratto in inganno molti, soprattutto i pagani. I santi, invece, portando la luce di Cristo nel cuore, sono in grado di riconoscerlo perfino nell’aria, dove invece i ‘semplici’ non vedono nulla di particolare.
Shenute precisa che Dio non ha destinato l’uomo ad essere sottomesso a Satana, al contrario è Satana ad essere destinato alla sottomissione da parte dell’uomo. Ovviamente, chi non sceglie Dio soccomberà alle fauci del Diavolo, normale conseguenza patita dagli «uomini che hanno preferito le tenebre alla luce», come sta scritto nel prologo del vangelo secondo Giovanni.
In ogni caso, è Gesù stesso che ha deciso di lasciare in vita il Diavolo per dare l’opportunità ai cristiani di vincere su di lui e di dare prova di essere giusti, raggiungendo così la gloria. Nonostante sia stato drasticamente depotenziato dalla venuta di Cristo, egli cerca ancora affannosamente di porsi come ostacolo tra il fedele e Dio, con l’unico scopo di provocare la dannazione eterna. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

La demonologia di Shenute

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Manfrin
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Storico-Religiose
  Relatore: Paola Buzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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