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Elaborazione di un sistema per lo studio dell'Immagine del Corpo in Psicopatologia

Procedimento per la valutazione del volto

E' utile innanzi tutto sottoporre ai soggetti che verranno esaminati con questo metodo un breve questionario che richieda di indicare professione ed eventuali hobby perché è stato verificato da Allebeck et al. (2) che le persone che svolgono come lavoro o passatempo un'attività nel campo delle arti figurative come pittori, fotografi ecc., sono più accurati nel valutare la deformazione dell'immagine di un oggetto. E' anche utile avere informazioni su eventuali disturbi visivi dei soggetti.

Per stabilire l'altezza a cui dovrà essere posta la telecamera, la persona viene fatta sedere sulla stessa sedia che utilizzerà quando verrà inquadrata dalla telecamera e con un altimetro viene misurata la sua altezza da seduta. Si sottraggono cm. 10 per avere l'altezza da terra alla radice del naso che si è scelta come punto medio dell'inquadratura del volto. Questa sarà l'altezza della telecamera. Il soggetto poi si pone seduto davanti alla telecamera a cm. 65 di distanza.

L'operatore spiega al soggetto che potrà vedere il proprio volto deformato sullo schermo televisivo e che potrà modificare la deformazione. Il soggetto dovrà avvertire l'operatore quando vedrà sullo schermo l'immagine che ritiene corrispondere a come egli è in realtà.

A questo punto, l'operatore aziona l'apparecchiatura, facendo comparire l'immagine alla massima deformazione verticale negativa (immagine appiattita al massimo) e, lentamente, agendo sul comando del potenziometro, diminuisce la deformazione. Si ferma quando il soggetto glielo indica e legge il valore digitale corrispondente. La prova viene ripetuta e si calcola la media dei due valori digitali ottenuti. Questa, viene tradotta in percentuale di distorsione secondo la tabella 25.

Nello stesso modo si esaminano le deformazioni verticale positiva, orizzontale positiva, orizzontale negativa.
E' chiaro che così il test richiede un tempo lungo e possono subentrare fattori interferenti quali, ad esempio, la distrazione del soggetto esaminato, il fastidio da illuminazione intensa. Finora gli Autori hanno utilizzato metodiche che permettevano la deformazione dell'immagine solo su un asse o verticale od orizzontale. E' quindi interessante poter confrontare i dati ottenuti sugli stessi soggetti dai due tipi di deformazione perché potrebbe risultarne utile una soltanto.

E' d'altra parte necessario, relativamente ad un tipo di distorsione (orizzontale o verticale) fare prove separate, partendo sia dalla massima deformazione positiva, sia da quella negativa e di esse ottenere la media, per minimizzare l'errore di "effetto direzionale" già evidenziato da altri Autori. Vale a dire, quando un soggetto vede inizialmente l'immagine deformata al massimo in positivo (allargata o allungata) tende a considerare come immagine corretta un' immagine più o meno deformata in positivo. Il contrario, quando il soggetto vede inizialmente un'immagine deformata al massimo in negativo.

Dopo le prove sulla valutazione del proprio corpo, al soggetto viene mostrata l'immagine di un oggetto neutro (es. un vaso o un manichino) sempre con gli stessi accorgimenti adottati per la valutazione dell'immagine del soggetto. E' necessario che il soggetto osservi l'immagine televisiva e non direttamente l'oggetto neutro. Si rimanda a quanto rivisto in precedenza sul significato delle prove con l'oggetto neutro.

Qui si nota solo che il manichino potrebbe rappresentare un oggetto di significato intermedio tra la neutralità (es. di un vaso) e, all'estremo opposto, lo stimolo emotivo dato dall'immagine del proprio corpo.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Elaborazione di un sistema per lo studio dell'Immagine del Corpo in Psicopatologia

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Orlandi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1986-87
  Università: Università di Modena
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Gian Paolo Guaraldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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