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Malattia di Alzheimer e Ikebana. Studio sull'impiego dell'arte giapponese del disporre i fiori nell'attività di sostegno educativo alla persona malata.

Campi di impiego e usi terapeutici dell’Ikebana

L’ikebana per la sua peculiare delicatezza e inoffensività si è da sempre prestato ad essere una pratica adatta a tutti, tanto che in epoca Meiji viene scelto tra le arti destinate a rappresentare il Giappone nel mondo, essendo un’arte in grado di esprimere qualità caratteristiche della cultura giapponese.
L’ikebana stesso può essere visto anche come una pratica che possiede una forte componente terapeutica. Questo aspetto tuttavia non è ancora stato approfondito; la pratica ikebana ad oggi non conosce un impiego specifico in ambiti di cura e sostegno della persona.

Un possibile impiego è stato messo in pratica da Keiko Ando Mei, che ha voluto creare presso il Centro di Cultura Giapponese di Milano un corso, chiamato Ikebana Therapy, incentrato su questa caratteristica dell’ikebana: il corso è rivolto a partecipanti desiderosi di applicarsi nell’arte dei fiori principalmente per scopi di cura e conoscenza di se stessi. Vengono illustrati di seguito tre studi volti ad approfondire le potenzialità dell’ikebana: nel primo, i ricercatori canadesi hanno voluto sondare i significati e i vari aspetti della pratica; nel secondo, i ricercatori giapponesi hanno evidenziato le potenzialità dell’ikebana quale riduttore dell’ansia; nel terzo, i ricercatori, anch’essi giapponesi, hanno sperimentato l’ikebana come riduttore di sintomi patologici della sfera emotiva su due ospiti anziane di una struttura residenziale di assistenza integrata.

L’Ikebana Therapy è una pratica fortemente ispirata al kado (via dei fiori) che coniuga la composizione floreale giapponese con la meditazione zen. La Ando Mei intende promuovere una pratica che ha lo scopo di aiutare la persona a scoprire se stessa, esprimendosi attraverso le composizioni ikebana, per giungere alla piena realizzazione. Va precisato che l’inclinazione a vedere l’ikebana come un tutt’uno con il praticante è tipica della scuola Koryu di cui la Ando Mei è maestra. Il motto della scuola Koryu recita: l’ikebana è il riflesso spirituale di se stessi.

L’attività promuove un cammino interiore in cui l’ikebana diviene un momento formativo della giornata: la persona si ferma e si concentra su se stessa mentre dispone i fiori. La ricerca della calma e del silenzio si lega all’espressione di sentimenti ed emozioni.

Il primo passo che deve compiere il partecipante consiste nel saper trovare il tempo per dedicarsi all’ikebana: questo spazio può essere esiguo ma è d’importanza cruciale al fine di liberare la persona dall’oppressione della vita quotidiana che le impedisce di conoscersi veramente e pienamente. Ne segue il contatto con la natura stessa, attraverso il quale si risvegliano e si rigenerano pensieri, sensazioni, sentimenti.

La composizione floreale nell’Ikebana Therapy non si basa su canoni stilistici ed estetici, ma cerca di capovolgere la visione della bellezza da esteriore ad interiore: una bella composizione, pur appagando lo sguardo e soddisfacendo il praticante, può essere inespressiva della persona.

L’insegnamento tenuto dalla Ando Mei si svolge in gruppi che si incontrano per apprendere sia le tecniche base dell’ikebana sia gli insegnamenti del kado, compiendo un percorso volto alla conoscenza e alla crescita interiore dei partecipanti.
Un gruppo di ricerca canadese, in campo di terapia occupazionale, ha voluto approfondire quanto l’ikebana sia in grado di influire sulla vita dei praticanti in termini di benessere e coinvolgimento personale.
I soggetti partecipanti sono nove donne appartenenti a diverse scuole ikebana, di età superiore ai 19 anni. Vengono scelte persone il cui livello di esperienza varia da principiante a maestro, da qualche anno a oltre quarant’anni di pratica.

Il dato medio rilevato è di quattordici anni. I ricercatori non hanno alcuna esperienza di ikebana, e questo viene sottolineato come punto di forza in termini di imparzialità nell’analisi dei dati emersi.
La ricerca, durata 2 mesi, è basata su un approccio descrittivo fenomenologico che prevede l’impiego di interviste semistrutturate da 60 minuti. Le domande poste ricostruiscono dettagliatamente l’esperienza del praticante e i relativi significati intrinseci.

La trascrizione dell’intera esperienza del partecipante viene analizzata secondo 3 ambiti:
- l’ikebana come attività in grado di arricchire la vita del praticante;
- l’ikebana come mezzo di trasformazione interiore del praticante;
- l’ikebana come attività in grado di portare armonia nella vita del praticante.

I risultati per il punto 1. mostrano che i praticanti considerano assolutamente l’ikebana come un’attività in grado di arricchire le loro vite, in quanto consente di portare la bellezza nelle case, di entrare in contatto con la natura, di esprimere la propria personalità, di incontrare altre persone con la stessa passione, di stabilire legami storico-culturali. L’ikebana viene visto spesso come un approccio che si estende a gran parte degli aspetti del vivere quotidiano, come una forma mentis coltivata nel tempo. I praticanti più esperti riferiscono di aver utilizzato l’ikebana per speciali ricorrenze, quali matrimoni e funerali. Il rapporto con la natura, sebbene venga descritto in modo diverso da un partecipante all’altro, risulta più intenso e coinvolgente rispetto a quando la persona non praticava l’arte dei fiori. Alcuni soggetti sottolineano l’importanza dell’entrare in contatto attraverso l’ikebana con una tradizione storico-culturale prima sconosciuta.

I risultati in termini di cambiamenti interiori, punto 2., vengono analizzati secondo quattro parametri: crescita personale; capacità di superare esperienze difficili; arricchimento del senso estetico; coinvolgimento nel processo di apprendimento. I dati emersi illustrano l’ikebana come un’attività capace di sostenere e promuovere la crescita personale del praticante. In particolare i soggetti ritengono di aver ottenuto da questo: maggior controllo dello stress nelle situazioni difficili, maggior conoscenza di se stessi, maggior capacità di esprimersi in modo creativo, maggior apprezzamento per le forme e i disegni ritrovabili nella natura stessa attraverso una nuova sensibilità estetica che si estende a molti ambiti della vita quotidiana. I partecipanti riconoscono l’ikebana come un processo di apprendimento continuo che nel tempo attraverso la pratica trasforma la persona interiormente accrescendo la conoscenza di sé.

I risultati per il punto 3. evidenziano che in generale l’ikebana viene considerato dai soggetti come una pratica in grado di portare armonia nella vita. Essi ritengono che ciò sia dovuto alla particolare capacità di relazionarsi interiormente con gli altri e con il mondo circostante, capacità che il praticante ikebana acquisisce gradualmente. L’ambito di analisi è suddiviso in quattro punti: fluire dell’esperienza, compatibilità con i ritmi di vita quotidiani, promozione della salute, significati filosofico-spirituali. L’esperienza è considerata un traguardo raggiungibile attraverso la motivazione personale; il tempo necessario al raggiungimento non viene percepito dai praticanti, essendo essi estremamente coinvolti.

L’ikebana è considerato come complementare a molti aspetti della vita dei praticanti, potendosi abbinare inoltre a varie attività artistiche o passioni già presenti (ad esempio la fotografia o il giardinaggio). Viene dai soggetti considerato un mezzo per preservare la salute fisica e mentale e il benessere generale della persona, il rilassamento provato durante la pratica è il dato più frequentemente rilevato. I significati filosofico-spirituali dell’ikebana sono generalmente riscontrabili in tutti i soggetti che li ritengono facenti parte della loro vita, in quanto l’attività oggetto della ricerca non è solamente “un modo di disporre i fiori”.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Malattia di Alzheimer e Ikebana. Studio sull'impiego dell'arte giapponese del disporre i fiori nell'attività di sostegno educativo alla persona malata.

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Rebesan
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Dip. Scienze Umane
  Corso: Scienze Pedagogiche
  Relatore: Daniele Loro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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