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La persona sottoposta a CPAP con scafandro: comfort, compliance e sicurezza. Revisione della letteratura

Dispositivi per l'erogazione di Cpap: varie interfacce

Il flusso di gas da immettere nel casco può essere erogato con scatole flussometriche ad aria compressa/ossigeno o con sistema Venturi. Le scatole flussometriche che per il loro funzionamento richiedono la presenza di aria compressa sono i sistemi di erogazione ideali per le aree di Emergenza e Terapia Intensiva. Con questi sistemi, mediante apposite formule è possibile calcolare la FiO2 (percentiale di O2 inspirato dal paziente) che si vuole erogare. In caso di erogatori che non permettono la misurazione del flusso di gas oltre i 30L/min, è indispensabile un analizzatore esterno per la determinazione della FiO2. Un'alternativa a questi dispositivi è rappresentata dai venturimetri. Questi sistemi utilizzano il principio di Venturi, ovvero la possibilità di veicolare l'aria dall'ambiente esterno attraverso l'effetto aspirante determinato dal passaggio di una quantità di gas noto attraverso una strozzatura del canale del gas. In questi dispositivi, attraverso l'utilizzo di tabelle è possibile modulare la FiO2 fino al 50% ottenendo flussi totali di miscela di circa 50litri. Nella necessità di FiO2 superiori al 50% occorre utilizzare le scatole flussometriche (6).

Il grande vantaggio di questi dispositivi è rappresentato dall'applicabilità negli ambienti di degenza non intensivi. Conseguentemente al crescente uso della CPAP, nuove interfacce di diverse forme, dimensioni e materiali sono state proposte per l'uso clinico (14). La CPAP può essere genericamente erogata attraverso l'utilizzo di una maschera nasale, facciale o tramite scafandro. La scelta dell'interfaccia è un fattore determinante del successo di questa tecnica e, spesso, la ventilazione non invasiva trova fallimento a causa del disagio derivante dalle interfacce, soprattutto la maschera facciale (14). La maschera nasale è la maschera più usata e meglio tollerata per il trattamento dell'insufficienza respiratoria cronica in quanto permette al paziente di alimentarsi e di comunicare in modo più agevole, consente l'espettorazione e ha un minor rischio di dislocazione ed una maggiore sicurezza in caso di emesi.

Necessita, però, di collaborazione da parte della persona assistita perché il paziente deve respirare prevalentemente con il naso per minimizzare le perdite aeree. La maschera facciale integrale o quella oronasale può essere utilizzata anche quando c'è meno collaborazione da parte del paziente e consente di mantenere una respirazione orale. Queste maschere sono da preferire alla maschera nasale per le patologie in acuto poiché consentono l'erogazione di pressioni più elevate e la riduzione delle perdite aeree. La maschera facciale integrale (la cosiddetta "total-face") copre tutto il viso della persona e riduce il rischio di lesioni da pressione, ma può provocare secchezza oculare. La maschera deve essere di materiale trasparente per evidenziare precocemente la presenza di secreti organici che potrebbero generare disturbi e senso di soffocamento. La maschera integrale e quella oronasale sono indicate in caso di insufficienza respiratoria acuta, atelettasia, apnee notturne e svezzamento dalla ventilazione invasiva.

Questo dispositivo è controindicato in caso di claustrofobia, emesi, distensione gastrica grave, problemi legati alle lesioni da pressione su narici e cavo orale e ridotta tolleranza da parte del paziente (13). Un sondaggio web (19) condotto da medici che si occupano di NIV in 25 paesi europei ha confermato, tuttavia, che le maschere oro-nasali sono le più frequentemente utilizzate, seguite da maschere total-face, nasali e dai caschi. Le ragioni principali per la scelta di una particolare interfaccia riguardano l'area geografica (es. In Italia si ha un maggiore utilizzo dello scafandro), il comfort del paziente, la prevenzione di perdite e complicanze ed, infine, i costi. [...]

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La persona sottoposta a CPAP con scafandro: comfort, compliance e sicurezza. Revisione della letteratura

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Calabrese
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Silvana Tosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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