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Dalla polvere da sparo alla pellicola: nascita e futuro di Ferrania

Evoluzione della comunicazione e dei prodotti

La comunicazione di Ferrania e dei suoi prodotti è stata oggetto di innumerevoli adattamenti ai diversi assetti che l'industria ha assunto nel corso degli anni, e il susseguirsi di tre ragioni sociali ha fatto in modo che si presentasse con frequenza l'esigenza di comunicare realtà economiche e produttive ricche di sfaccettature, sempre al passo con i tempi.

Il primo prodotto della F.I.L.M. è la pellicola cinematografica positiva bianco e nero, un articolo di per sé senza grande attrattiva pubblicitaria e qui, la comunicazione, necessaria, si limita all'informazione tecnico-commerciale, agendo sui pochi laboratori specializzati e senza bisogno di materiale illustrativo particolarmente efficace; i prodotti sono destinati a un mercato ristretto, in cui il grande pubblico non ripone particolare interesse.

Quando la F.I.L.M. viene sostituita dalla Ferrania si percepiscono esigenze comunicative nuove: i quattro grandi campi del prodotto sensibile sono: fotografia, cinematografia (professionale e dilettantistica), radiografia (medica e industriale), arti grafiche. Presentandosi su tutti e quattro i settori, Ferrania comprende subito che è strettamente necessario lavorare sulla creazione di campagne pubblicitarie diversificate.

L'attuazione, di non immediata riuscita, deve proseguire un percorso caratterizzato da una lunga presa di coscienza nei confronti delle caratteristiche del mercato e dalla possibilità di studiarlo facendo presente che, fino ad allora, non esisteva una vera e propria tradizione nel campo pubblicitario dei prodotti sensibili, quindi, per tutta la produzione, fino al dopoguerra, la promozione viene condotta in modo empirico, vantando comunque buoni nomi di appoggio e grandi successi nel campo della sperimentazione.

Dopo l'accordo con la Cappelli nel 1932 si decide di non cambiare la confezione dei rullini della casa milanese, in quanto già sinonimo diffuso di qualità; le uniche modifiche si attuano con il cambio del nome e l'aggiunta di qualche ritocco grafico; su tutti i prodotti uscenti dallo stabilimento viene impresso a grandi caratteri il marchio dell'azienda.

Si creano anche altre tipologie di pubblicità indiretta, come ad esempio le buste contenenti i negativi, su cui era stampato a grandi caratteri il logo, immediatamente riconoscibile; le locandine pubblicitarie; le macchina fotografiche, che abbracciando l'intero arco di produzione dei rullini, riescono ad avere una diffusione di massa davvero molto elevata, diventando un oggetto comune alla portata di tutti.

L'Italia, in quel periodo, ha un incremento massiccio nel campo della comunicazione di massa, in particolare quella dei settimanali illustrati, al punto che, nel 1946 a Milano, la direzione di Ferrania propone la pubblicazione di una propria rivista di cultura fotocinematografica e nel gennaio 1947 viene stampato il primo numero di “Ferrania: mensile di fotografia, cinematografia, arti figurative”.

La rivista diventa così, per vent'anni, un'importante veicolo di comunicazione dei prodotti Ferrania e un mensile per fotoamatori, nascendo principalmente come mezzo attraverso il quale il nome della realtà industriale si divulga tramite una concezione di alto prestigio qualitativo, con l'intento di non creare una delle consuete riviste tecniche destinate a dilettanti ma di introdurre nuovi concetti culturali e critici per la fotografia, per il cinema e per gli altri prodotti che escono dagli stabilimenti di Ferrania.

Dopo l'acquisto dell'azienda da parte del gruppo 3M la rivista non viene più stampata, lasciando spazio alla ricerca verso altri linguaggi, diventati necessari nella generale modifica di struttura da cui la società è investita attraverso il suo ingresso all'interno della multinazionale. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Dalla polvere da sparo alla pellicola: nascita e futuro di Ferrania

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Informazioni tesi

  Autore: Lidia Giusto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Beni Culturali
  Relatore: Luca Malavasi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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