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Islamic Banking

Futuro dell'Islamic banking in Gran Bretagna: post Brexit

Con il termine Brexit si indica l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. La Brexit è il risultato della vittoria del “Leave” con il 51,9%, sancita attraverso il referendum che si è svolto nell'Isola lo scorso 23 giugno 2016. Questo risultato ha definito la totale chiusura della Gran Bretagna verso l'Europa e, euro o non euro, ha comunque sempre rappresentato una nazione piuttosto importante per quest'ultima in termini di economia e geopolitica.

Un aspetto che bisogna osservare è l'impatto che la Brexit ha avuto sulla fiorente finanza islamica, che si è affermata nella city di Londra.
Come già sappiamo Londra e il Regno Unito nell'ultimo decennio si sono affermati come sede europee più importante per la finanza Islamica e ad oggi ospitano 20 banche internazionali, più di 60 istituzioni che offrono prodotti e servizi Shariah-compliant e circa 22 Università con programmi di laurea specializzati in Finanza Islamica.

Questa apertura e propensione del governo Inglese per la finanza Islamica ha incoraggiato molti investitori musulmani abbienti a intraprendere nuovi affari nel Regno Unito e far individuare loro l'Inghilterra la via migliore per accedere al mercato europeo. Infatti banche, imprese di investimento, gestori patrimoniali, assicurazioni, intermediari assicurativi potevano godere della direttiva “Passaporto”, ovvero l'esercizio del diritto di una società iscritta nello Spazio economico Europeo di fare affari in qualsiasi altro stato senza la necessità di nuove autorizzazioni, ed esportare” prodotti e servizi finanziari sharia-compliant nei Paesi dell'Unione Europea. Cosa che si stava già avvenendo per alcune istituzioni, come l'importante banca Islamica Al-Rayan Bank, che stava guardando con interesse le numerose comunità islamiche presenti in Francia e in Germania.

Ma tutto ciò potrebbe non essere più realizzabile se nei prossimi mesi l’Inghilterra deciderà di attuare l’art. 50 del Trattato di Lisbona, che prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall'Unione europea. Di conseguenza i più importanti operatori internazionali perderanno il passaporto e dovranno valutate se trasferire le proprie sedi operative da Londra in Ue.

Altro aspetto importante che abbiamo sottolineato è che gran parte del patrimonio immobiliare della “City” appartiene a investitori arabi e del sud est asiatico, molti dei quali sono compliant con la finanza islamica e in caso di Brexit, quindi, gli esperti hanno forti preoccupazioni sulla possibile risposta del mercato immobiliare londinese.

Per concludere ad oggi gli esiti del Brexit sono ancora incerti, poiché tutto dipenderà dalle negoziazioni che devono ancora essere avviate tra Londra e Bruxelles. C'è sicuramente la convenzione che la Brexit avrà un forte impatto sull'ambizione Londinese di diventare il centro europeo, anche perché le filiali di grandi banche islamiche come Qatar islamic Bank, Alburaq Bank, ABu Dhabi Islamic, e grandi banche convenzionali come Jp Morgan, Goldman Sachs, Bank of America e Morgan Stanley stanno ipotizzando di delocalizzare le loro sedi in altre città europee. Ciò che frena però questi processi è che l'Ue ha un mercato troppo articolato e non omogeneo per quanto riguarda la finanza islamica.

Anche se vi sono paesi non islamici occidentali, come il Lussemburgo, con un alto numero di fondi di investimento islamici, questi non hanno comunque i tipi di vantaggi di proprietà aziendale e reali del Regno Unito. Ciò che rende forte, e per il momento difficile togliere lo scettro alla Gran Bretagna, è l'esistenza di un sistema legale ben consolidato per trattare con contratti finanziari siano essi per la finanza islamica o convenzionale e un contesto fiscale e legale altamente favorevole per le caratteristiche uniche della finanza islamica. Resta in questo clima di totale incertezza il fatto di attendere i negoziati tra l'Unione europea e Londra e vedere come evolverà.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Islamic Banking

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Ricci
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Chiara Oldani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

FAQ

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