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Tiziano Terzani. Viaggio introspettivo alla ricerca della Verità.

Terzani storico del futuro

Nei suoi viaggi Terzani non si limita soltanto a esplorare nuove terre, ma si diletta inoltre a perlustrare minuziosamente l’arco diacronico; «Il passato è un’indispensabile guida per chi vuole visitare il presente o immaginarsi il futuro. In tutti i miei viaggi mi porto sempre dietro i libri di qualcuno che ha percorso quella strada prima di me». Tale criterio viene infatti adottato dall’autore sia in Cina che in Unione Sovietica, dove l’esigua – ma poliedrica – “biblioteca” da cui attinge per la celebre spedizione sul fiume Amur è costituita da Sur le fleuve Amour, un romanzo d’amore francese di Joseph Delteil risalente al 1922, un diario di viaggio dello scienziato Charles Vapereau, del 1892, e uno studio su Anastasia (da cui l’omonimo titolo del libro), la donna che dal 1920 al 1981 sostenne di essere l’ultima Romanov, figlia dello zar.

Sulla scorta delle suggestioni offerte dalla narrativa quindi, più propensa rispetto al giornalismo a cogliere gli elementi più intimi, quotidiani e umani di un paese, Tiziano è capace di mimetizzarsi fra le genti del luogo e di trasmetterne al lettore l’atmosfera. Questa sua abilità di affondare nelle viscere del presente grazie alla conoscenza del passato permette all’autore di formulare pronostici (spesso azzeccati) sull’avvenire.

In Cina, partito per scoprire nel presente le tracce di un passato ormai estinto, si ritrova a sbirciare, dal buco della serratura di quella “porta proibita”, un futuro dalle tinte cineree. Nel 1998, in occasione di una nuova edizione del libro, Terzani aggiunge una seconda prefazione. Nei tredici anni intercorsi dalla prima, si è concentrata la Storia: il massacro di piazza Tienanmen, la caduta del Muro di Berlino e infine il golpe a Gorbačëv. I due incipit sono agli antipodi; è con grande rammarico che Terzani, nel più recente, scrive che:
"Fare la Cassandra non è un ruolo piacevole e certo non consola, col passar del tempo, accorgersi d’aver avuto ragione a prevedere il peggio. […] quel che allora avevo, solo intuitivamente, temuto, s’è nel frattempo avverato, e molte delle conclusioni cui ero arrivato in teoria, da osservatore, si sono nel frattempo verificate nella realtà."

Non si tratta di rancore, bensì di amore. Un amore spropositato per la Cina, per la verità che essa custodisce gelosamente, e per la libertà sacrificata a tale scopo.
Se ancora non si è certi dell’abilità premonitrice di Terzani, a mettere i brividi sono gli interrogativi, a dir poco lungimiranti, instillati dall’autore nelle menti del lettore odierno. Le considerazioni che seguono fanno riferimento a una Cina che alla fine del XX secolo perseguiva – e persegue tuttora – una politica incentrata sul profitto e dettata unicamente dalle regole del mercato:

"La speranza generale – specie in Occidente – è che la Cina si salvi e con ciò salvi tutti. E se non succedesse? E se questo modello di modernità non desse i risultati sperati? E se la globalizzazione, tanto vantata come panacea di tutti i mali, come unico antidoto contro guerre e conflitti, fallisse?"

A tal proposito Zygmunt Bauman, il celebre sociologo recentemente scomparso, s’interrogò su Quanto è libera la libertà?. Egli formulò un’opinione secondo cui le politiche neoliberiste degli ultimi vent’anni hanno esaltato la libertà individuale a scapito della dimensione collettiva, sgretolando il tessuto sociale su cui si fondava. «Idque apud imperitos humanitas vocabatur, cum pars servitutis esset», diceva Tacito in merito all’edificazione di portici e terme e all’istituzione dei simposi presso le colonie britanniche.

Invero, una libertà di tale fatta, incentrata sull’assenza di limitazioni e sul conformismo, è una condizione fittizia, asservita ai modelli e ai consumi imposti dal mercato. Tuttavia, va tenuto presente che l’assenza di restrizioni imposte da un’autorità politica – frutto di una globalizzazione protesa a supportare la macchina del capitalismo – non è più nocivo di quella che filosofi come Agnes Heller, Ferenc Feher e György Markus definirono “dittatura sui bisogni”, vale a dire l’esperimento comunista della regolamentazione totale, di cui Terzani è stato prima testimone e poi vittima.

Paradossalmente, a questa mal distribuzione politica di libertà individuali e spazio collettivo dà il suo contributo un’istituzione che più di tutte dovrebbe tutelare l’essere umano, un potere temporale malamente camuffato da fede religiosa. Oggi facilmente individuabile, nella Russia del 1991 il giornalista fiorentino già annunciava di aver assistito all’esplosione di un nuovo pericoloso nazionalismo, di essere stato testimone delle prime espressioni di vitalità di quella vecchia forza destinata a giocare un nuovo ruolo, determinante per le popolazioni del territorio: l’Islam.
Terzani ci aveva messi in guardia: ora che persino l’Italia (ubicata così distante dall’origine del fenomeno) condivide con la Russia il primato dell’Islam come seconda religione più diffusa dopo il Cristianesimo, ritroviamo nelle svariate querelle su crocifissi, veli, moschee e mense halal uno dei tanti risultati di quanto prefigurato.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Tiziano Terzani. Viaggio introspettivo alla ricerca della Verità.

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Fregonas
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Alberto Zava
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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