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Elezioni e partiti in Gran Bretagna: l'evoluzione del sistema partitico alla luce delle elezioni del 2017

Un sistema a tre partiti o a due partiti?

La competizione bipartitica è scomparsa a partire dall'elezione del 2005, il supporto per i due maggiori partiti è meno di 1/5 rispetto al totale dei voti, 90 circoscrizioni su 628 stabilite in Gran Bretagna furono vinte dai partiti minori. Se negli anni '50 i Conservatori e Laburisti insieme vincevano circa il 91%, tenendo presente che all'interno delle circoscrizioni i candidati appartenevano soltanto ai due partiti, nel 2005 il 69% e 67% nel 2010. Gli altri partiti si attestano a percentuali molto minori, i Liberali Democratici 24% nel 2005 e 23% nel 2010. Il numero di parlamentari eletti con la maggioranza è drammaticamente ridotta al 33% in entrambe le due elezioni, anche a causa della sempre meno affluenza diminuita dal'80% al 60%.

Il nuovo sistema ha mutato le caratteristiche da un punto di vista geografico, i sostenitori dei partiti si sono concentrati in determinate aeree, i due partiti nazionalisti PC e SNP hanno attratto voti fuori dalle zone industriali del proprio Paese, i Lib Dem hanno incrementato il supporto soprattutto in Cornovaglia e alcune parti del Galles e costruito forti legami con l'elettorato nelle zone intorno a Londra raccogliendo i voti di protesta contro i governi registrando un consenso pari al 20% e occupando in media il terzo posto nelle circoscrizioni.

Nel 2010 il numero delle circoscrizioni in cui i Conservatori e Laburisti arrivarono al primo posto è drammatico attestandosi al 45%. Ci sono regioni geografiche in cui i due partiti maggiori occuparono i primi posti, quelle particolarmente industrializzate come il Midlands, Yorkshire, Humber, Northeast e Northwest più Londra, mentre le regioni a carattere rurale si caratterizzarono per una maggioranza sempre Conservatrice, accompagnata dai Lib Dem, questi ultimi insieme ai Laburisti si trovarono nelle ampie aeree urbane.

I Conservatori hanno dovuto affrontare un sistema non favorevole che, al contrario, tendeva a favorire l'opposizione Laburista in quelle circoscrizioni dove il tasso di affluenza è basso. Fu nell'interesse dei primi che i Liberali Democratici acquisissero più voti possibili dai Laburisti. La campagna elettorale conservatrice focalizzava la sua attenzione nel raccogliere più voti possibili, in 450 seggi l'ampiezza della fluttuazione era irrilevante, nei restanti era cruciale, essi avevano necessità di vincere 116 seggi in più rispetto a quelli del 2005, una differenza di gap con gli oppositori di almeno 12 punti percentuali.

L'importanza della campagna per i seggi Conservatori diventa fondamentale nelle prime settimane, nelle quali la percentuale di voti era simile a quella del 2005, di conseguenza era impossibile che ottenesse la maggioranza assoluta. E infatti, la percentuale di voti per i Conservatori crebbe fino al 37,3% vincendo 22 dei 47 seggi e i Laburisti caddero raggiungendo il 30%, con un gap tra i due attestante intorno ai 10 e 20 punti. Nel caso dei seggi contestati da Conservatori e Liberali Democratici si determinò che in 9 seggi i primi superarono di 4 punti i secondi e 6 furono difesi fortemente dai Lib Dem che dai primi presero altri 8 seggi. La strategia messa in atto dai Liberali Democratici che doveva servire a porre tutte le risorse nelle 120 circoscrizioni o in quelle vitali per la maggioranza, non apportò i benefici sufficienti a cancellare il pregiudizio elettorale. Infine, nel caso Laburista vs Liberale Democratico esisteva un piccolo pregiudizio elettorale a favore dei primi che tra il 2005 e 2010 era di circa i 2/3.

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Elezioni e partiti in Gran Bretagna: l'evoluzione del sistema partitico alla luce delle elezioni del 2017

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Informazioni tesi

  Autore: Leila Mitta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giovanni Marco Carbone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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Parole chiave

gran bretagna
maggioritario
conservatori
bipartitismo
sistema partitico
laburisti
alternanza di governo

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