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Cyberwar: l’instabilità nelle relazione internazionali

Cyberwar come nuova strategia

In virtù di quanto esposto nei tre paragrafi precedenti, risulta evidente che la cyberwar è uno spazio in cui gli Stati e i militari devono escogitare nuove strategie di difesa e di attacco. Questo sistema innovativo di condurre le guerre è ormai entrato con prepotenza nell’ambiente militare: infatti, già in passato era accaduto che nuovi metodi e l’utilizzo di mezzi quali i carri armati o i velivoli da combattimento avessero riscontrato molta resistenza da parte dei governi ma anche dei gerarchi militari; nello specifico, nel 1919 un giovane stratega britannico, Liddell Hart, propose di modernizzare la fanteria inglese adottando dei cingolati. Numerosi furono gli ufficiali e gli uomini politici che non erano d’accordo con lui, sia per una questione prettamente economica, sia per motivi tattici. Dopo il 1930, però, successivamente alla guerra lampo condotta dai nazisti, ci fu un cambiamento di strategia nel pensiero militare inglese, che adottò i mezzi corazzati creando delle divisioni della “Royal Tank Corps”.

Un ulteriore sistema che fece fatica a essere concepito dagli strateghi e dai politici era costituito dall’aeronautica che cominciò a essere presente nelle battaglie dal 1908 grazie a Wells; all’inizio, risultava difficile capire che essa poteva rappresentare un valore aggiunto nella strategia, pertanto, in primis veniva impiegata soltanto per la ricognizione e per attività di inseguimento, solo verso la fine della Prima guerra mondiale si iniziò a pensare all’aeronautica come a una vera forza utile dal punto di vista tattico.

Come si può notare, lo stesso atteggiamento viene oggi tenuto nei confronti della cyberwar, poiché ancora non viene concepita come una nuova metodologia militare da adottare, e questo soprattutto negli ambienti dei policemaker, che hanno una visione limita della strategia bellica, visto che ormai le infrastrutture economiche e militari, che sono tutte connesse alla rete, sono diventate una parte fondamentale per la sicurezza nazionale di un Paese, presentando però una maggiore vulnerabilità; lo stesso ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva scritto che «La cyber minaccia alla nostra nazione è una delle più gravi per la sicurezza economica e nazionale».

In passato, le Nazioni intraprendevano guerre per tutelare i propri interessi contro gli altri Paesi, oggi tutto questo non è più necessario, visto che l’economia, il commercio e la finanza si sviluppano tramite la rete; pertanto, per uno Stato è più facile compiere un’azione aggressiva tramite il cyberspazio. Attaccare un’azienda o una società equivale a invadere direttamente uno Stato, poiché trafugare, rubare o spiare e appropriarsi dei brevetti va a ledere l’economia di una Nazione. Un esempio si può ritrovare nell’attacco informatico subito dalla Sony Pictures Entertainment (24 novembre 2014), che ha provocato all’azienda un danno economico di 100milioni di dollari rappresentando anche un danno per lo Stato – visto che il commercio è una voce del PIL di un Paese –, interessando di conseguenza anche la sua sicurezza nazionale. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Cyberwar: l’instabilità nelle relazione internazionali

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Informazioni tesi

  Autore: Settimo Vitanza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Corrado Stefanachi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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Parole chiave

relazioni internazionali
estonia
instabilità
georgia
cyberwar
guerra cibernetica
guerra
cyberspazio

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