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''Piccolo Orso scopre l'aurora'' Violenza assistita: cos'è, conseguenze sul bambino e intervento pedagogico.

La psicoterapia: efficace intervento di ristrutturazione del rapporto madre-figlio

La psicoterapia della relazione genitore-bambino generalmente attinge dalla teoria dell'attaccamento, integrandola all'interno dei classici modelli psicoteraputici.
Esistono diverse forme di psicoterapia, di lunga o breve durata, che si focalizzano su un singolo problema, proprio come nel nostro caso, e che presentano delle caratteristiche comuni, riconducibili a:

• la relazione terapeutica, ovvero la relazione interpersonale fra paziente e terapeuta che prevede dei preliminari requisiti come:
1. la riservatezza,
2. l'accettazione del paziente senza giudizi su di lui e sul suo comportamento,
3. l'esclusione, da parte dello psicoterapeuta, delle proprie convinzioni, e dei propri valori e principi, sociali, religiose, morali e politiche,
4. assenza di un preliminare legame o coinvolgimento dello psicoterapeuta con il paziente;

• il setting all'interno del quale si svolge la relazione terapeutica;

• l'offerta, da parte dello psicoterapeuta, di nuovi prospettive e angolazioni da cui poter analizzare le sensazioni confuse e indefinite portate come problema;

• le tecniche e le procedure che delineano la modalità di operare del terapeuta.

Il fulcro della relazione qui presa in esame si esplica nell'interazione tra il genitore e il bambino e sulla conoscenza della percezione di entrambi rispetto all'altro, al fine di fronteggiare una situazione di emergenza come quella della violenza domestica e fare in modo di alleviarne le conseguenze connesse. Lieberman e Van Horn (2000) delineano i principali obiettivi di questa psicoterapia, che dal punto di vista pratico prevedono il potenziamento della sintonizzazione emotiva, a livello di motivazioni e bisogni reciproci, del bambino-genitore con il fine di correggere e trasformare i pattern di interazione negativi che diventano più intensi ad ogni episodio di violenza domestica, mentre dal punto di vista teorico prevedono la costruzione di una rete di significati, i quali derivano dai modelli operativi interni su di sé e dell'altro di ciascun partner della relazione, che vengono condivisi all'interno di essa. In altre parole, “l'intervento terapeutico ha l'obiettivo di modificare le rappresentazioni mentali poco accurate e disadattate sia del genitore sia del bambino, promuovendo la motivazione a comprendere e rispettare il mondo interno dell'altro.” (A. F. Lieberman e P. Van horn, 2000)

Il modello terapeutico genitore-bambino basato sulla relazione è centrato su cinque premesse teoriche che sottolineano l'importanza delle relazioni per lo sviluppo e la salute mentale del bambino nei primi anni di vita. La prima delle cinque premesse si basa sul sistema dell'attaccamento, che come esplicitato precedentemente, afferma che assistere ad episodi di violenza domestica nuoce l'idea del bambino circa il genitore, il quale si presenta sensibile ai propri bisogni e capace di salvaguardarlo dal mondo esterno. La psicoterapia, affermano Lieberman e Van Horn (2000), “si pone l'obiettivo di aiutare i bambini a modulare le emozioni negative, ad esprimere i sentimenti in modo socialmente adeguato e a imparare modalità di riconoscimento e di rispetto delle motivazioni e dei sentimenti del genitore appropriati all'età.” Un'ulteriore premessa riguarda lo sviluppo del senso del sé positivo del bambino attraverso la relazione con le figure di attaccamento.

Per fare in modo che ciò avvenga, la psicoterapia cerca di ricostruire un ambiente di accudimento sicuro e protettivo nel quale vengano favorite le interazioni bambino-genitore, e tenta di limitare gli episodi di violenza. Inoltre, poiché la violenza domestica è definita da una pluralità di fattori di rischio, tra cui quelli che riguardano l'interazione tra il bambino e il contesto sociale, i quali spesso risultano di difficile gestione da parte del genitore e danneggiano lo sviluppo del bambino, la psicoterapia si sforza di favorire la competenza sociale e genitoriale della figura d'accudimento, la quale trova sostegno emotivo e una guida all'autoriflessione nella relazione terapeutica.

Un'aggiuntiva premessa è rappresentata dall'idea che la violenza interpersonale è un fattore di stress traumatico e, a tal proposito, Lieberman e Van Horn (2000) affermano che “i ricordi traumatici possono influenzare la qualità della relazione genitore-bambino provocando delle risposte di stress traumatico che vengono fraintese dal contesto perché non sono collegate alle origini traumatiche.” Quindi, la psicoterapia osservando la relazione attraverso l'ottica del trauma e dell'attaccamento, interviene sull'effetto che il trauma ha sulla relazione e la promuove affinché diventi protettiva e funzionale a far fronte al trauma nella maniera più efficace. L'ultima premessa riguarda la decisione comune del terapeuta, bambino e genitore su determinati obiettivi volti al miglioramento delle difficoltà di interazione e all'aumento delle aree di armonia, competenza e benessere.

Nella psicoterapia genitore-bambino, a prescindere dalle modalità di trattamento scelta e condivisa dai soggetti dell'azione, deve essere effettuata una valutazione su determinate tematiche relative sia al genitore che al bambino. Questa valutazione riguarda, in particolare, l'osservazione del bambino in interazione con il proprio caregiver, con chi effettua la valutazione e in almeno due situazioni differenti con setting ecologicamente validi. Inoltre, lo psicoterapeuta dovrà tenere in considerazione il vissuto evolutivo del bambino, ponendo attenzione sui sintomi presenti al momento, e la narrazione del bambino e della situazione familiare da parte dei genitore. Non di minore importanza, per la valutazione da parte dello psicoterapeuta, risulta la storia e il funzionamento psicologico del genitore, ma anche il background culturale, composto da valori e modalità educative che si ripercuotono sul bambino stesso.

Questo brano è tratto dalla tesi:

''Piccolo Orso scopre l'aurora'' Violenza assistita: cos'è, conseguenze sul bambino e intervento pedagogico.

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Informazioni tesi

  Autore: Cassandra Steca
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione Primaria N.O.
  Corso: Scienze della Formazione Primaria N.O.
  Relatore: Andrea Epifani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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Parole chiave

bowlby
relazione educativa
intervento pedagogico
violenza assistita
intimate partner violence
witness violence

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