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Quando i nonni raccontano. L'affettività nel laboratorio storico.

Giocattoli e scuola del presente e del passato: breve riassunto delle attività di tirocinio

Prima di affrontare nel dettaglio le numerose sfaccettature che l’obiettivo principale ha assunto, ritengo opportuno fare un breve riassunto delle attività didattiche proposte, in modo tale da legare le riflessioni teoriche a una base concreta.
Prima di entrare nel vivo del progetto, sono stati necessari alcuni passaggi preliminari, affrontati in collaborazione con la tutor:
I. un discorso introduttivo sulle fonti (cosa sono, come si possono classificare e come si utilizzano);
II. la ricostruzione in piccolo gruppo di una storia delle vacanze estive, attraverso l’uso di vari tipi di testimonianze dell’esperienza vissuta e l’inserimento delle informazioni ricavate in schemi pre-strutturati;
III. il percorso didattico sulla storia personale, che ha previsto l’introduzione della linea del tempo, del calendario e l’individuazione delle informazioni importanti ottenute in una testimonianza diretta.
Grazie all’osservazione e alla partecipazione a queste attività, ho potuto strutturare il mio percorso di tirocinio in modo da tenere conto delle preconoscenze e delle capacità degli alunni, nonché delle possibili difficoltà.

L’incipit: una lettera da nonno Mario
Ho cercato un incipit che desse impulso alla motivazione e alla curiosità. Per questo motivo, il percorso didattico è iniziato con l’arrivo in classe di un pacco contenente alcuni giocattoli e oggetti di scuola antichi, accompagnato da una lettera scritta da nonno Mario, un personaggio fittizio inventato per l’occasione (vedi allegato n°1). La lettera è stata pensata per aiutare i bambini a immergersi fin da subito nel passato e collocare approssimativamente nel tempo gli oggetti contenuti nel pacco. Dopo aver trovato somiglianze e differenze con il passato, gli oggetti sono stati classificati in due gruppi, la scuola e i giocattoli, ovvero gli argomenti che sarebbero stati al centro del percorso. I bambini sono stati molto entusiasti dall’attività e, inaspettatamente, è nata l’idea di costruire un museo di classe. La proposta è stata accolta con entusiasmo ed è nata la necessità di raccogliere più oggetti. Ho deciso, perciò, di proporre l’attività della “Scatola delle Domande”: ho distribuito ai bambini alcuni foglietti, chiedendo loro di scrivere tutte le domande che avevano per i nonni e inserirle poi nella scatola. Con esse è stata creata un’intervista da sottoporre ai nonni di ciascun bambino, in modo da avere una base consistente di informazioni da cui partire (vedi allegato n°2).

La visita al museo del giocattolo
La seconda attività è stata la visita didattica al Museo del Giocattolo di Cormano, articolata in tre momenti.
I. Breve introduzione alla visita del museo: la guida ha spiegato come i nonni costruivano i propri giocattoli con le mani, il materiale di scarto e la fantasia. Successivamente, ha mostrato il video di alcuni tra i giocattoli più originali presenti nel museo, creando curiosità e suspense.
II. La visita al museo: i bambini sono stati divisi nei sei gruppi e a ciascuno è stato assegnato un argomento ben preciso da affrontare (animali, bambole e pupazzi, soldati, mezzi di trasporto, burattini e cucina). Inoltre, in classe i bambini avevano creato un taccuino personalizzato che hanno utilizzato per annotare le informazioni nel modo da loro scelto, attraverso le parole e/o i disegni. A mio parere, lo strumento del taccuino si è rivelato fondamentale, sia poiché ha dato la possibilità ai bambini di vivere il museo in modo attivo sia poiché è risultato un forte mezzo facilitatore delle relazioni di piccolo gruppo, in quanto spontaneo è nato il confronto tra compagni di lavoro.
III. Il laboratorio: la giornata si è conclusa con un laboratorio creativo in cui i bambini sono stati invitati ad usare a loro volta le mani, il materiale di scarto e la fantasia per costruire un micro giocattolo, esattamente come facevano i nonni.

La prima fase del progetto: la costruzione del museo e la formazione dei gruppi
Per non lasciare cadere la proposta del museo di classe, attraverso una discussione ho portato i bambini a riflettere sulle modalità con cui scegliere gli oggetti da inserire e i criteri con cui sistemarli.
Successivamente, ho voluto focalizzarmi sull’identità di gruppo e dei singoli componenti. Per fare ciò, ho proposto ai bambini differenti attività:
I. il completamento della carta di identità, concentrandosi in modo particolare sulle proprie qualità e i propri interessi (vedi allegato n°3);
II. la scelta del nome del gruppo, con la richiesta di rimanere nell’ambito storico e di arrivare a una soluzione unanime;
III. la distribuzione dei ruoli in autonomia, in base alle capacità e alle difficoltà di ognuno. I ruoli previsti erano: due scrittori, un messaggero con il compito di comunicare con le insegnanti, un museologo con il compito di riordinare il materiale in modo corretto al termine di ogni lavoro di gruppo.

I giocattoli dei nonni
La prima parte del percorso ha avuto come focus il tema dei giocattoli: a partire dalle interviste e dalla visita al museo, abbiamo creato con i bambini uno schema di analisi all’interno del quale inserire tutte le informazioni importanti, basandosi sul confronto con i giocattoli di oggi (vedi allegato n°4). Per arricchire ulteriormente il percorso, è stata organizzata una testimonianza diretta a cui hanno preso parte sette nonni.

La scuola al tempo dei nonni
La seconda fase del progetto ha riguardato la scuola. Inizialmente, ho proposto una discussione per registrare le risposte delle varie interviste a computer e creare così degli schemi di analisi per ogni argomento (organizzazione, edificio, aula, materie, materiale, punizioni e castighi), basati anch’essi sul confronto tra presente e passato (vedi allegato n°5). Terminati gli schemi, sono stati invitati nuovamente i nonni in classe per una seconda testimonianza, seguita dall’interessante esperienza di scrittura con il pennino. Durante il lavoro di gruppo, il compito dei bambini è stato cercare all’interno del museo di classe le fonti che dimostrassero ciò che stavano affermando, facendo il percorso inverso rispetto a quello precedente.

Preparazione della mostra finale
La preparazione è iniziata con una discussione a grande gruppo su cosa fosse necessario inserire nella mostra: il risultato è stata un’esposizione densa di materiali relativi all’intero percorso di storia, partendo dalla storia personale fino ad arrivare alle attività da me proposte. La scelta di includere anche la parte sulla storia personale ha indubbiamente reso ancora più proficua la riflessione storica, in quanto ha favorito il confronto a grandi linee dell’infanzia attuale con l’infanzia di 50/60/70 anni fa. Per quanto riguarda l’esposizione, non essendo i bambini ancora in grado di costruire un discorso in modo autonomo, io e la tutor abbiamo preparato una bozza scritta successivamente discussa con il singolo gruppo, aggiungendo e togliendo eventuali parti su cui i bambini non si sono mostrati d’accordo (vedi allegato n°6).

La mostra comprendeva diverse sezioni:
• i protagonisti della mostra: esposizione delle carte di identità e degli alberi genealogici di ciascun bambino;
• la storia personale: esposizione della linea del tempo fotografica e materiale (con giocattoli e lavoretti) dalla nascita a oggi;
• la scatola di nonno Mario e l’inizio del nostro viaggio;
• i giocattoli dei nonni, presentati attraverso cartelloni e fonti materiali;
• l’aula vuota trasformata in un’aula dei nonni, con cartelloni espositivi e arredamento di un tempo;
• presentazione Power Point per i saluti finali, con le foto dei bambini “dietro le quinte”.

La scheda di autovalutazione
A conclusione del percorso, ho proposto ai bambini una scheda di autovalutazione, per vedere quali conoscenze avessero realmente acquisito e favorire in loro la riflessione metacognitiva (vedi allegato n°7). La scheda è stata strutturata in diverse parti: l’indice di gradimento delle attività proposte, cosa i bambini sentono e pensano di aver imparato, come ciascuno pensa di essersi comportato durante lo svolgimento del progetto ed infine quale utilità attribuiscono a ciascun tipo di fonte. Dalla registrazione delle risposte, è emerso che la classe ha gradito la maggior parte delle attività e che l’utilizzo di fonti per la ricostruzione di una storia è stata una parte essenziale del percorso.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Quando i nonni raccontano. L'affettività nel laboratorio storico.

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Bestetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Erica Joy Mannucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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Parole chiave

storia
museo
didattica
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scuola primaria
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rapporto intergenerazionale
laboratorio storico

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