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Storiografia artistica e Giorgio de Chirico: il periodo parigino.

Giorgio De Chirico verso la patria della rivoluzione artistica: l’ambiente parigino

Nei primi del ‘900 Parigi è il crogiolo dell’arte internazionale, che segue le orme lasciate dalla rivoluzione impressionista. Qui si affaccia quasi tutta l’arte del ventesimo secolo. Vi arrivano artisti da tutto il mondo, praticanti le arti più varie. Ne fanno parte musicisti, poeti, letterati come Max Jacob, Andrè Salmon, Guillaume Apollinaire e altri dal campo della scultura e della pittura, come Matisse, Derain e Braque.

Insieme, queste personalità, creano un intenso movimento migratorio verso la capitale francese: a prevalere sono soprattutto i giovani, interessati a costruire il futuro di quella che ormai è l’arte nuova e interagiscono tra loro generando un’incredibile scambio di idee e di opinioni, formando così una comunità internazionale dell’arte e della cultura.

Come punti di riferimento avranno Montmartre e Montparnasse. I più determinati a far sentire la propria voce sono i pittori che, in attesa di catturare l’attenzione di critici e intenditori d’arte, condividono una vita di stenti e in piena libertà, salvo alcune eccezioni. Fra i tanti giungeranno Picasso, Chagall, Modigliani, i futuristi ecc. Questi artisti, lontani dalla propria terra, sembrano accantonare gli influssi e le tradizioni proprie del loro paese d’origine e di cui si è nutrita il loro animo artistico.

Gli impulsi all’emancipazione di questa nuova generazione di artisti, trovarono terreno fertile in questa città, dove fu ben accolta la creatività sfrenata e lo spirito di ribellione. Qui le nuove idee non solo saranno accolte, ma verranno esaltate, lodate ed incoraggiate risvegliando aspettative, così che gli artisti matureranno nuovi modi espressivi, in cui non permane nulla dei rispettivi debiti culturali.

Parigi è la “scuola del mondo”, vivace e cosmopolita, che fa sorgere in ognuno un istinto ad emergere. Qualcuno qui troverà fortuna, successo e accettazione, altri invece saranno scoraggiati da questa città bella ma spietata allo stesso tempo, che li porterà verso atteggiamenti di ribellione, facendo nascere così i cosiddetti “artisti maledetti”.

De Chirico non fece parte di quest’ultima categoria, ma essendo stato fin dall’infanzia una personalità in continuo movimento, anche lui fece tappa nella città Parigina. Fin dai primi anni di vita iniziò questo suo vivere da nomade, spostandosi di città in città e di nazione in nazione, cambiando addirittura continente ma quello francese fu uno dei periodi più significativi e di valore, per quanto riguarda la sua carriera artistica.

Il fratello Alberto Savinio si era spostato in Francia precedentemente: dopo l’insuccesso di un suo concerto a Monaco, fu consigliato di andare verso la patria dell’arte moderna, dove con più probabilità avrebbero apprezzato quel genere di musica. La madre, decise con Giorgio di partire insieme per Parigi raggiungendo il fratello. Qui, avrebbe potuto mettere a frutto l’esperienza maturata fino a quel momento, in un paese dalle mille opportunità, in cui, in effetti, prenderà il via la sua carriera anche a livello ufficiale. Fu in Francia, infatti, che esporrà alle prime mostre riconosciute, come il Salon D’Automne e il Salon des Indépendants.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Storiografia artistica e Giorgio de Chirico: il periodo parigino.

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Carlini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Cristina Galassi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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