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Le neuroscienze applicate alle funzioni musicali

Una sintassi per la musica: IGF

L'interesse per l'organizzazione strutturale delle varie forme musicali ha da sempre attirato e destato l'attenzione di musicologi e semiologi della musica. Nell'ultima metà del secolo scorso inoltre, sia musica che linguaggio, son state oggetto discusso di studi, in qualità di conquiste dell'espressività esclusive della specie umana, non senza inferenze speculative alle qualità formo-sintattiche acquisite nel corso del tempo.

Fitch rielabora quelle che sono le idee espresse dallo psicologo comportamentalista Lashley da una prospettiva moderna e facendo uso di dati imaging cerebrale, riprendendo l'idea della strutturazione gerarchica delle sequenze temporali.
Fitch rivolge particolare attenzione all'area di Broca e alla corteccia prefrontale come zone deputate all'elaborazione di strutture gerarchiche nel tempo.

Tale area si trova giro frontale inferiore (IFG) di cui si trovano attivazione differenziali tra i due emisferi quando si confrontano transizioni di accordi regolari e irregolari (basate su teorie nell'armonia tonale occidentale). Come dimostrato dall' fRMI, se nel caso della musica vi è una maggiore attivazione dell'IFG destro in caso di un “errore sintattico”, nel caso della lingua vi è una maggiore attivazione nell'emisfero sinistro.

Un'altra zona, coinvolta anch'essa nel linguaggio, è quella del planum temporale. Questo territorio, localizzato appena posteriormente alla corteccia uditiva, è stato studiato in seguito alla sua implicazione ed attivazione in seguito all'ascolto di melodie. Non solo la risposta registrata non è semplicemente la somma delle risposte ad ogni nota facente parte della melodia , ma si è notato come l'attivazione dei territori cognitivi dovuta alla via ascendente della percezione uditiva embricati nella corteccia temporale, sia accompagnata da un'attivazione della corteccia prefrontale, in particolare nel lato destro, nel momento in cui la melodia stessa venga evocata a livello mentale, con l'ausilio di un modello memoriale.

Quindi un oggetto musicale rappresentato mentalmente è irrimediabilmente soggetto ad un intervento di componenti nervose sia sensoriali che prefrontali; queste ultime operano una sorta di “etichettamento concettuale” su una melodia che si basa fortemente sui processi di memoria. Non è un caso che gli studi sulla preferenza musicale in genere rilevano che il gradimento aumenta con l'esposizione a date sequenze melodiche, disposizione usata non poco nella moderna musica di consumo e a fini commerciali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le neuroscienze applicate alle funzioni musicali

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Liaci
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master in Sonic Arts
Anno: 2018
Docente/Relatore: Maria Donatella Caramia
Istituito da: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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Parole chiave

musica
neuroni
scienze cognitive
cervello
neuroscienze
musicologia
neuroestetica
corteccia prefrontale
corteccia uditiva
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