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Lo sci alpino: analisi della preparazione alla montagna

Equilibrio del corpo in rapporto allo sci

L’equilibrio è lo stato di quiete di un corpo, si può considerare come un processo attivo che comporta continui aggiustamenti per la conservazione della corretta posizione nello spazio, quindi il mantenimento di questa posizione e il recupero dell’equilibrio quando il corpo perde la posizione.

Si possono avere in particolare due forme di equilibrio: statico, se mirante al mantenimento di una postura stabile; dinamico, se occorre adattarlo all'esecuzione di un movimento. lL L’età, le esperienze e i malfunzionamenti dell'apparato vestibolare o neuro-sensoriale possono influenzare le abilità dell'organismo di ottenere questi due tipi di equilibrio.

L’equilibrio è una capacità coordinativa speciale, agisce con stimoli che si oppongono alle forze esterne sul baricentro e alla forza di gravità, anche il mantenimento della posizione eretta è effetto della regolazione dell’attività che tende a mantenere il corpo in posizione rispetto allo spazio attorno a se.

Può essere distinto in tre forme:
- statico cioè la capacità di mantenere una posizione dove la verticale è passante per il baricentro all’interno della base di appoggio;
- dinamico cioè la capacità di mantenere una posizione con il corpo in movimento, sfruttando il grado di sviluppo dello schema corporeo e della strutturazione temporo-spaziale;
- in volo, quando il corpo non è a contatto col terreno.

Rapporto tra stabilità ed equilibrio
La posizione del baricentro influisce sullo stato di equilibrio: la stabilità dell’equilibrio è maggiore quando il poligono di base è ampio e quando la linea di gravità si avvicina al centro del poligono, si nota che lo sciatore in perdita di equilibrio tende ad allargare la base di appoggio allargando le gambe e abbassando il baricentro accosciandosi verso il terreno.
Esercitare i muscoli stabilizzatori previene traumi e rende il corpo più forte ed armonioso anche durante movimenti che costringono il fisico a dominare inclinazioni e traiettorie.

L’equilibrio è una caratteristica essenziale in ogni contesto motorio e di seguito sono elencati i principi fondamentali per allenare questa caratteristica:
“alternare movimenti di sforzo a periodi di ripristino sia per la tensione muscolare che nervosa, eseguire il movimento compensativo allo sbilanciamento solo al momento opportuno, prevenire e reagire ai movimenti ondulatori soprattutto delle anche e del tronco, ridurre l’ampiezza dei movimenti al minimo indispensabile ed evitare gli squilibri dovuti a movimenti e quindi muovere solo quelle parti del corpo utili a ristabilire l’equilibrio tipico nello sci, utilizzare il concetto di finanziere corporeo in quanto il corpo umano è in continua oscillazione e per ridurre tali oscillazioni è opportuno utilizzare l’arto inferiore o superiore come bilanciere o il capo, non variare un movimento senza essere in stato di equilibrio”.
Gli organi indiretti assegnati a controllare l’equilibrio sono:
- recettori cinestetici (articolari e muscolari);
- recettori tattili (periferici);
- recettori sensoriali (visivi e uditivi).

I ricettori cinestetici: la cinestesia nota anche come propriocezione è quella capacità che permette di percepire la posizione del corpo nello spazio e lo stato di contrazione muscolare assumendo una notevole importanza nei meccanismi di controllo del movimento. Questi recettori cinegetici o propriocettivi sono costituiti da terminazioni nervose disposte in tutti i muscoli, tendini, legamenti e capsule articolari, che inviano impulsi nervosi alle aree cerebrali per l’esecuzione di un corretto movimento, di cui troviamo Fuso neuromuscolare, sensore della capsula articolare, organo tendineo del Golgi, recettori vestibolari.

I recettori tattili sono i corpuscoli tattili localizzati nella cute e sono sensibili al contatto, questi sono dischi di Merkel, corpuscoli di Meissner, Pacini e Ruffini.
Hanno un ruolo importante nel riconoscere le caratteristiche del suolo ai fini dell’ adattamento allo stesso (pensiamo al rapporto scarpone-sci e tipo di neve).
I recettori visivi sono fotorecettori sensoriali composti dai coni e bastoncelli della retina, questi tramite la visione rendendo possibile l’ invio all’encefalo di info sull’ambiente esterno. L’apparato visivo elabora info utili a correggere la posizione e la postura grazie alla percezione diretta dell’ambiente che ci circonda.

Organi diretti assegnati a controllare l’equilibrio sono:
- Apparato vestibolare;
- Cervelletto.
Risulta interessante approfondire l’apparato vestibolare che si trova all’interno dell’orecchio ed ha una funzione di organo dell’equilibrio.

L’apparato vestibolare ha la funzione di rilevare la posizione del capo nello spazio e di ricevere rapidamente i cambiamenti di direzione e di velocità del movimento rilevando accelerazione lineare ed angolare.
Il cervelletto invece ha il compito di recepire le info che arrivano dalla periferia permettendo i movimenti e le correzioni controllando il tono muscolare durante i movimenti stessi, potendo influenzare lo stato di contrazione muscolare alle variazioni di carico, all’ampiezza, all’ efficacia, alla traiettoria e alla durata del movimento, così da poter ridurre al minimo le contrazioni non coordinate dei muscoli antagonisti, diminuendo oscillazioni e tremori.

Riassumendo quanto appena detto, l’equilibrio nello sci alpino è importante perché i cambi di pendio, le curve, le buche e le situazioni atmosferiche impongono un continuo adattamento alle sollecitazioni, lo sciatore dovrà cercare di variare continuamente la posizione del suo centro di gravità ogni volta che subisce una variazione per posizionare il baricentro in linea con la posizione degli sci sul terreno.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lo sci alpino: analisi della preparazione alla montagna

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Zandoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze Motorie, Sportive e della Salute
  Relatore: Ario Federici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

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