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Le imprese femminili: crisi e processi di risanamento

Le difficoltà nell’accesso al credito bancario per le donne

Nell'ambito dell'imprenditoria femminile, il delicato tema dell'accesso al credito è un dibattito ormai frequente, infatti che si tratti di avviare un impresa, di acquisire le risorse, di rivoluzionare l'impresa rendendola più tecnologica, o semplicemente avere liquidità in un periodo di crisi, prima o poi, una donna imprenditrice avrà bisogno di chiedere ad una banca un prestito o un finanziamento e qui sorgeranno i primi problemi.

Le donne hanno difficoltà ad ottenere finanziamenti bancari allo scopo di avviare attività di impresa e di investimento. Il banchiere è come se non si fidasse delle donne, ritenendo insoluto il finanziamento anticipato prima ancora di averlo dato, è forse anche il caso di pensare che la situazione cambierebbe se l'intermediario finanziario fosse una donna.

Fatto sta che l'accesso al credito, per le donne, risulta essere contraddistinto da una condizione anormale: da un lato gli istituti di credito considerano le donne un cliente di particolare interesse per quanto riguarda le diverse forme di “credito al consumo”, al punto tale che alcune banche hanno lanciato prodotti rivolti a questo segmento di potenziale clientela. Dall'altro, le donne accedono in misura limitata, talvolta non riescono ad accedere proprio ai crediti erogati per finanziare attività di impresa e di investimento.

Attraverso l'analisi di studi effettuati in passato, è stato messa in luce una differenziazione netta in termini di finanziamenti erogati agli uomini rispetto a prestiti concessi alle donne. Le donne, infatti, innanzitutto danno inizio alla propria attività con un capitale molto più basso rispetto a quello che richiedono gli uomini, ma non solo, esse attingono anche da “fondi familiari” oppure si rivolgono a quella rete di rapporti personali al fine di poter finanziare la propria attività, ricorrendo in tal modo, solo in un secondo momento e in misura decisamente inferiore, al prestito bancario.

Tutto questo, non è detto che sia dovuto soltanto a discriminazioni di genere, poiché a tal riguardo sono emerse dagli studi effettuati spiegazioni differenti e poco chiare difatti “le divergenze riguardano le interpretazioni di questa evidenza empirica, che possono essere ricondotte a due posizioni: l'attribuzione alle donne di una minore propensione al rischio e l'accusa agli istituti di credito di discriminazione nei confronti delle donne''.

Se da un lato è vero che le donne vorrebbero investire, ma a volte troppo difficile chiedere un finanziamento, dall'altro chiedono cifre molto più basse di un uomo, e parliamo di cifre per una donna che si aggirano sui 50.000, mentre per un'impresa maschile superiamo anche i 500.000. Le donne evidentemente chiedono cifre così basse per poter investire nella creazione di un'impresa soltanto per il timore di non riuscire a saldare il debito con le banche. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le imprese femminili: crisi e processi di risanamento

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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Pantaleo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Paola Paoloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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Parole chiave

donne
crisi
aziende
risanamento
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imprenditrici
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imprese femminili

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