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Schubertiade

Le Schubertiadi

«…senza altro sostegno se non quanto gli veniva dalla sua attività, visse unicamente per l’arte e per un piccolo gruppo di amici.»

Con queste parole, il padre di una giovane pianista riuscì a riassumere la singolare e drammatica esistenza di Franz Schubert: una vita dedicata all’arte, e un’arte legata in modo indissolubile alla cerchia di amici che lo accompagnò fino alla morte nel 1828, all’età di 31 anni.

Nella sua brevissima vita, Schubert non riscosse successi dalla critica ufficiale né dall’aristocrazia viennese; vide pubblicata una minima parte delle sue composizioni – il cui numero “non teme confronti nella storia della musica” – e poté assistere a un solo e ultimo concerto interamente dedicato alla sua musica.

Il rifiuto di seguire la carriera dell’insegnamento e la scelta di non darsi ai generi acclamati dell’opera e del concerto lo isolarono dalla produzione ufficiale del Biedermeier e dalla carriera di direttore d’opera e di concertista. Non fu un virtuoso del pianoforte, ma amava accompagnare cantanti o condividere lo strumento con gli amici: i primi esperimenti compositivi riguardarono il Lied e il brano a quattro mani al pianoforte.

Al di là delle aspettative del pubblico dei contemporanei e dell’inserimento nel contesto artistico sociale dell’epoca, perseguì un ideale artistico nobile e generoso, che non sarebbe stato possibile senza l’appoggio di quel ristretto gruppo di amici, che lo accompagnò, dagli anni giovanili del collegio, attraverso i momenti più difficili della sua vita, e con il quale condivise gioie e amori, musica e poesia, nel clima appassionato delle Schubertiadi.

Mentre nei salotti aristocratici e nei teatri risuonavano arie d’opera e prove di artisti conservatori Biedermeier, fedelissimi seguaci di Mozart e di un Classicismo a dimensione domestica, a casa del funzionario statale Joseph von Spaun una ristretta cerchia di persone –letterati, poeti, drammaturghi, soldati dell’esercito, impiegati, burocrati e alcuni musicisti – rimaneva affascinata dalla bellezza delle composizioni del genio, ancora sconosciuto, di Franz Schubert.

Musica, danza, poesia e giochi di varia natura occupavano le serate: i Lieder costituivano il genere più apprezzato, insieme a brani per pianoforte, spesso a quattro mani, eseguiti dallo stesso Schubert e dal suo prediletto compagno Gahy. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Schubertiade

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Quaranta
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2017-18
  Università: Istituto Superiore di studi musicali "Giuseppe Verdi"
  Facoltà: Dipartimento degli strumenti a tastiera e percussione
  Corso: Pianoforte
  Relatore: Maria Francesca Baldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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Parole chiave

vienna
pianoforte
goethe
restaurazione
biedermeier
schubert
hagars klage
schubertiade
mayrhofer

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