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Turismo sostenibile e performance system: Il Tourism Optimization Management Model

Sviluppo sostenibile: origini del concetto e dibattito internazionale

Sebbene riferimenti ai limiti alla crescita imposti dalla scarsità di risorse risalgano alle teorie economiche della tradizione classica (Mebratu, 1998), si può far coincidere l’origine del dibattito internazionale sul concetto di sviluppo sostenibile con l’inizio degli anni ’70, quando Meadows et al. (1972) per primi utilizzarono il termine ‘sostenibile’ nell’accezione attualmente riconosciutagli.

Nel tentativo di esplorare il modo in cui la crescita economica e demografica interagisse con un ammontare limitato di risorse e di definire una sorta di ‘stato di equilibrio globale’, gli autori affermavano: “Siamo alla ricerca di un modello che rappresenti un sistema mondiale che sia: 1) sostenibile, senza il rischio di un improvviso ed incontrollato collasso, 2) capace di soddisfare le necessità materiali di tutti i suoi abitanti” (Meadows, D et al., 1972, pp. 158).

Tuttavia, è con la pubblicazione del report delle Nazioni Unite Our Common Future (1987) che il termine ‘sviluppo sostenibile’ viene definito in maniera più sistematica, seppur generale. Ad oggi, la definizione riportata nel documento, più comunemente conosciuto come Brundtland Report (dal nome della Presidente della Commissione incaricata della ricerca), è ancora quella più accettata ed utilizzata: “lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri” (WCED 1987, p. 37). Tale definizione già contiene alcuni degli elementi elaborati in seguito dal rapporto.

In primo luogo, il ruolo che progresso e sviluppo economico esercitano sul miglioramento della qualità della vita non viene rinnegato, contrariamente a quanto postulato da successive correnti di pensiero quali la teoria della decrescita (Latouche, 1995). Al contrario, l’aspetto economico dello sviluppo viene inserito all’interno di un paradigma più ampio, nel quale le dimensioni economica, sociale ed ambientale assumono lo stesso peso.

I benefici generati dalla crescita economica dal punto di vista dell’aumento delle possibilità individuali – in particolare dagli anni ’50 in poi - sono indubbi e non possono essere messi in discussione. Tuttavia, il perseguimento di fini meramente economici può mettere a repentaglio l’esistenza e la qualità delle risorse che stanno alla base della produzione, nel momento in cui non tiene conto della loro esauribilità. Pertanto, la sfera economica non può più essere separata da quella ambientale, e i due aspetti, insieme a quello sociale, devono essere considerati simultaneamente (WCED 1987, p. 12).

In secondo luogo, in un’epoca – quella del neoliberismo – in cui l’enfasi del mondo occidentale era focalizzata sull’aumento dei consumi come misura del livello di benessere della società, la definizione di sviluppo offerta dalla Commissione Brundtland riportava l’attenzione sul fine originale dello sviluppo stesso, ovvero il soddisfacimento dei bisogni reali dell’uomo. Secondo il rapporto, due sono gli aspetti da considerare in riferimento al termine ‘bisogni’. Innanzitutto, nell’epoca moderna tali bisogni non si limitano più a garantire la mera sopravvivenza, ma si estendono ad altre necessità quali il diritto ad una vita dignitosa ed ad un ambiente salubre.

Inoltre, il rapporto evidenzia il fatto che persino i bisogni essenziali dell’uomo (cibo, abitazione, vestiario e lavoro), non vengono sempre soddisfatti. L’ineguaglianza globale fra paesi ricchi e poveri, ma anche fra strati sociali diversi all’interno dello stesso paese, porta a chiedersi in che misura uno sviluppo che non risponde ai bisogni di tutti possa essere considerato tale. […]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Turismo sostenibile e performance system: Il Tourism Optimization Management Model

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Canducci
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia Sociale
  Relatore: Federica Farneti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

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