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Fenomeni franosi: dall'analisi alla stabilizzazione

Scivolamenti o scorrimenti

Nello scivolamento si ha una deformazione di taglio e spostamento lungo una o più superfici piane o concave con disgregazione della stessa e sovrapposizione alla porzione di terreno originario posto a valle. Se avvengono in presenza di terreno argilloso può evolversi in un colamento.
Si divide in scorrimento rotazionale e scorrimento traslativo.
Il primo avviene con rotazione della massa attorno ad un punto posto al di sopra del baricentro (vedi figura 2.6). Si caratterizzano da una superficie di scivolamento concava verso l'alto che porta alla suddivisione della massa in vari blocchi che possono rimanere integri con varie scarpate trasversali oppure scomporsi.

Lo scorrimento traslativo, invece, avviene quando la massa si muove su una superficie di scorrimento più o meno piana o debolmente ondulata, corrispondente di solito a discontinuità stratigrafiche o giunti di fessurazione, di solito con giacitura in franapoggio, che porta a una suddivisione del materiale in blocchi oppure ad una completa destrutturazione dello stesso.
Esso può avvenire sia in terreni sciolti che in presenza di ammassi rocciosi (vedi figure 2.7 e 2.8).

Le cause di innesco del movimento sia rotazionale che traslativo corrispondono ad un decremento delle forze di attrito oppure ad un incremento delle forze di taglio, si solito in terreni già in precarie condizioni di equilibrio. Le cause più frequenti sono: intense precipitazioni, abbondanti infiltrazioni d'acqua, scalzamento del piede del versante, sollecitazioni sismiche o vibrazioni artificiali, scavi in trincea del pendio, ecc.

Espansioni laterali
Le espansioni laterali si verificano quando uno strato di terreno rigido e fratturato (ad esempio blocchi di roccia) è sovrapposto ad uno strato di terreno a comportamento plastico (ad esempio argilla). Il movimento si innesca quando la pressione delle rocce sovrastanti supera la resistenza del terreno sottostante producendo delle deformazioni di tipo plastico.

Il movimento si manifesta in due modi:
* in presenza di materiali rocciosi si ha un'estensione della stessa con fratture e abbassamenti, senza l'individuazione di una zona di taglio o deformazione plastica;
* in altri terreni si verifica una fratturazione ed estensione del materiale superficiale coerente dovuto a liquefazione e deformazione plastica del materiale sottostante (vedi figura 2.9).

Di solito i movimenti si manifestano con velocità molto ridotte e in versanti quasi pianeggianti, con velocità talmente ridotte da non essere percettibili a livello umano, ma solo con studi geomorfologici o sul monitoraggio dei danni causati alle strutture (vedi figura 2.10).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Fenomeni franosi: dall'analisi alla stabilizzazione

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Informazioni tesi

  Autore: Rino Griguoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze e Tecnologie
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Stefania Lirer
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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