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L'Irpef tra criticità e prospettive di riforma

Le aliquote 

La terza questione problematica che l'Irpef oggi presenta è quella delle aliquote. L'aliquota è la grandezza che esprime l'entità del prelievo rispetto al reddito imponibile. Si tratta forse del numero più importante di un sistema tributario. 

A livello tassonomico si possono distinguere diversi tipi di aliquote: in primo luogo vanno considerate le aliquote marginali legali, che in un contesto di imposta proporzionale per scaglioni come l'Irpef rappresentano la percentuale da pagare su ogni euro in più guadagnato dal contribuente a seconda del livello del reddito stesso.

L'aliquota media è invece il rapporto tra l'imposta lorda e la base imponibile: essa può differire dall'aliquota marginale legale nel caso in cui la base imponibile rientri in uno scaglione successivo al primo. Quando sono presenti deduzioni e detrazioni, queste due misure non sono però sufficienti per una valutazione del sistema fiscale. Occorre infatti tenere conto anche delle aliquote marginali effettive: anche stavolta si tratta della percentuale di imposta da pagare su ogni euro in più guadagnato, ma a causa della variazione di alcune deduzioni e/o detrazioni al variare del reddito, le aliquote marginali effettive risultano diverse da quelle legali.

Il caso più frequente è quello di aliquote marginale effettive elevate dovute al ridursi di deduzioni e detrazioni all'aumentare del reddito. Similmente, l'aliquota media effettiva è il rapporto tra l'imposta netta e la base imponibile. 

Le aliquote marginali legali attualmente in vigore per l'Irpef sono le seguenti: 
• 23%, per i redditi imponibili da 0 a 15.000 euro; 
• 27%, per i redditi imponibili da 15.000 a 28.000 euro; 
• 38%, per i redditi imponibili da 28.000 a 55.000 euro; 
• 41%, per i redditi imponibili da 55.000 a 75.00 euro; 
• 43%, per i redditi imponibili oltre i 75.000 euro. 

È interessante notare la distribuzione di queste aliquote rispetto alla distribuzione dei contribuenti per reddito imponibile. La maggior parte dei contribuenti (41,6%)31 sottopone il proprio reddito imponibile alla aliquota più bassa del 23%. Dopodiché la frequenza diminuisce: il 37,7% dei redditi imponibili rientra nel secondo scaglione (con aliquota marginale al 27%), il 16,1% nel terzo (con aliquota marginale al 38%) e solo il 2,2% e il 2,4% rientrano rispettivamente nel quarto e quinto scaglione (con aliquote marginali del 41% e 43%). Per quanto riguarda l'aliquota media essa rimane pari a quella marginale per tutto il primo scaglione per poi iniziare ad aumentare, sebbene in maniera omogenea e in misura minore delle aliquote marginali. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'Irpef tra criticità e prospettive di riforma

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Armillei
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scuola di Economia, Management e Statistica
  Corso: Economia, Mercati e Istituzioni (L-33)
  Relatore: Stefano Toso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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Parole chiave

fisco
reddito
imposte
tasse
irpef
deduzioni
aliquote
detrazioni
progressività
flat tax

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