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Smart Drugs: Stimolatori cognitivi e loro utilizzo

Metilfenidato

Il Metilfenidato o anche Methylphenidate (Fig. 3.1) o semplicemente MPH è uno stimolante del sistema nervoso centrale usato più comunemente nel trattamento dei disturbi da deficit di attenzione nei bambini. In particolare è indicato come parte di un programma globale nel trattamento dell’ADHD, nei bambini a partire dai 6 anni di età e negli adolescenti, nei casi in cui i soli interventi psico-sociali o psico-comportamentali si dimostrino insufficienti. L’eziologia propria di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un unico esame diagnostico.

Una diagnosi adeguata necessita di un’indagine di tipo medico, neuropsicologico, educativo e sociale. Un programma globale di trattamento, di solito, comprende misure terapeutiche di tipo psicologico, educativo e sociale oltre che farmacologico e mira a stabilizzare i bambini che presentano una sindrome comportamentale caratterizzata da sintomi che possono includere una storia cronica di attenzione limitata nel tempo, tendenza alla distrazione, labilità emotiva, impulsività, iperattività di grado da moderato a severo, segni neurologici secondari ed EEG anormale.

Ad ogni modo l’utilizzo del Metilfenidato non è indicato in tutti i trattamenti con diagnostica ADHD, il suo utilizzo si deve basare su una valutazione molto approfondita della gravità e della persistenza dei sintomi in relazione al quadro generale del bambino. Altre patologie prevedono l’impiego del Metilfenidato come la narcolessia e la cura di pazienti astenici o con disturbi apatici. Uno studio del 2017 condotto da Ter Keurst A., Tuerlings J. e colleghi, descrive come l’apatia sia un sintomo frequente di diverse malattie neuropsichiatriche in comorbidità con depressione e condizioni somatiche. La sua incidenza, riportano gli autori, ha una variabilità che traguarda un 1,3% negli anziani sani a oltre un 50% negli anziani con depressione o demenza.

Nello studio, quindi, Keurst A. e colleghi, hanno riscontrato come un uso del Metilfenidato a basso dosaggio, su pazienti geriatrici e con apatia, permetta di rilevare una percettibile riduzione dei sintomi apatici ed una conseguente reattività psicofisica. D’altro canto lo studio condotto sul deficit di attenzione ed iperattività a cura Martìnez Aguayo, Arancibia M. del 2017, ha posto in luce come l’utilizzo della molecola potrebbe indurre delle vulnerabilità sullo sviluppo di un disturbo psichiatrico a lungo termine.

In particolare gli autori considerano che livelli più alti di dopamina inalcuneregionicerebraliincongiunzioneconunastoriafamiliaredidisturbimentali, potrebbero aumentare il rischio di psicosi secondaria. Diversamente dalla classe delle amfetamine le cui applicazioni sono state indicate in precedenza (Capitolo 1), la molecola, viene considerata un farmaco psicostimolante maneggevole ovvero più sicuro (AIFA) e trova indicazione in Italia, generalmente in neuropsichiatria infantile.

Proprietà farmacodinamiche

In linea generale il MPH è uno psicostimolante, alla stregua delle amfetamine e della cocaina, il suo meccanismo di azione è tale da bloccare i trasportatori DAT che riconsegnano sia la dopamina che la norepinefrina verso il neurone presinaptico, a valle del loro rilascio nella fessura sinaptica.

Inibendo il DAT, il MPH aumenta le concentrazioni extracellulari di dopamina nel cervello, ottenendo in risposta una stimolazione del segnale postsinaptico prolungato. Questa inibizione rappresenta, almeno in parte, il cambiamento sugli effetti comportamentali e locomotori derivanti dalla sindrome da ADHD. Il processo innescato dal Metilfenidato, dunque, prolunga la disponibilità di questi due neurotrasmettitori nelle sinapsi, determinando conseguenti effetti sui neuroni postsinaptici.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Smart Drugs: Stimolatori cognitivi e loro utilizzo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Rossi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Claudio Puoti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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