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Le ''Emozioni'' di Lev Vigotskij

Biologia delle emozioni

Comprendere la biologia delle emozioni aiuta a capire il comportamento della nostra specie. Alcune emozioni sono inutili e inadatte, perciò diventa vantaggioso trovare il modo per sopprimerle o attenuare le loro conseguenze. I pregiudizi razziali o culturali, ad esempio, si basano in parte sui processi automatici di emozioni sociali, convenuti evolutivamente a rilevare differenze negli altri per produrre reazioni di allontanamento o aggressione. Damasio distribuisce le emozioni su tre livelli: emozioni di fondo, emozioni primarie ed emozioni sociali.

Le emozioni di fondo non sono evidenti nel comportamento di un individuo.
Esse possono essere rilevate dal livello di energia o dall'entusiasmo in una persona appena conosciuta, oppure diagnosticati in amici e colleghi da un impercettibile stato di malessere o eccitamento, nervosismo o tranquillità. Le emozioni di fondo possono essere distinte dagli umori, un termine che si riferisce invece al mantenimento di una data emozione per lunghi periodi.

Le emozioni primarie (o fondamentali) includono la paura, la rabbia, il disgusto, la sorpresa, la tristezza, e la felicità. Esse sono facilmente identificabili non solo negli esseri umani, ma anche negli animali (Darwin, 1872). Anche le circostanze che inducono queste emozioni, come i comportamenti che le definiscono, sono assolutamente costanti in culture e specie diverse.

Le emozioni sociali (approfondite nel capitolo III) sono la compassione, l'imbarazzo, la vergogna, il senso di colpa, l'orgoglio, la gelosia, l'invidia, la gratitudine, l'ammirazione, l'indignazione e il disprezzo. Molte reazioni regolatrici e numerosi elementi appartenenti alle emozioni primarie sono identificabili come componenti delle emozioni sociali. Sotto la superficie delle emozioni sociali, in modo più sottile rispetto alle emozioni primarie, sono presenti gli ingredienti del dolore e del piacere. L'attitudine a esibire un'emozione sociale è profondamente radicata nel cervello, ed è uno strumento innato e automatico. Il termine “sociale” richiama l'idea della società e della cultura nella specie umana, ma le emozioni sociali sono presenti anche in altre specie viventi.

Dai processi dell'omeostasi chimica alle emozioni vere e proprie, i fenomeni di regolazione dei processi vitali hanno sempre a che fare con l'energia vitale e la salute dell'organismo. Tutti questi processi sono correlati ad aggiustamenti adattivi del corpo, e portano infine alle modificazioni delle mappe cerebrali degli stati del corpo che costituiscono la base dei sentimenti.

La fame e la sete, giusto per fare un esempio, sono semplici appetiti causati dalla diminuzione della disponibilità di qualcosa di vitale importanza ai fini di sopravvivenza. I comportamenti che ne derivano, però, sono rivolti all'esterno e implicano la ricerca di ciò che manca: esplorazione dell'ambiente e il rilevamento sensoriale dell'oggetto ricercato. Questo è simile a ciò che accade in un'emozione vera e propria, come la paura o la rabbia; anche qui un oggetto, o stimolo adeguato, innesca la routine dei comportamenti adattatori. Le emozioni vere e proprie possono influenzare gli appetiti e viceversa: la paura inibisce impulsi come la fame e il sesso, altrettanto fanno la tristezza e il disgusto; al contrario, la felicità promuove gli impulsi della fame e del sesso. Soffocare gli impulsi come la fame, la sete e il sesso può causare rabbia, disperazione o tristezza.

Tutti questi processi omeostatici, una volta registrati nel sistema nervoso, possono essere rappresentati come piacevoli o dolorosi e, alla fine riconosciuti come sentimenti. La cosa positiva è che gli esseri umani, possono almeno in qualche misura, sforzarsi volontariamente di controllare le emozioni. Ad esempio decidere quali oggetti e quali situazioni ammettere nel proprio ambiente, e a quali situazioni dedicare la nostra attenzione. “Controllando la nostra interazione con oggetti che causano emozioni, esercitiamo effettivamente un certo controllo sui processi vitali, guidando cosi il nostro organismo in uno stato di maggiore o minore armonia, proprio come avrebbe auspicato Spinoza” (Damasio, 2003).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le ''Emozioni'' di Lev Vigotskij

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Stassik
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Tancredi Pascucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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