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Evoluzione del gusto e differenziazione dei mezzi di fruizione nel mercato audiovisivo in Italia dal 2008 al 2014

Evoluzione del gusto

Una corretta analisi del gusto parte da una serie di considerazioni utili a comprenderne caratteristiche e aspetti, evitando errori ed incomprensioni che da sempre caratterizzano questo tipo di argomento.

Per gusto intendiamo un:
sistema di classificazione costituito dai condizionamenti legati ad una condizione situata in una determinata posizione dello spazio delle differenti condizioni, regola i rapporti con il capitale oggettivato: cioè con questo mondo di oggetti gerarchizzati e gerarchizzanti, che contribuiscono a definirlo, permettendogli di realizzarsi attraverso la sua specificità.

Ovvero, il gusto funziona come una bussola sociale, orientando le persone verso le posizioni sociali che spettano loro e verso le pratiche e i beni culturali che a loro si addicono. Le preferenze culturali si trasferiscono in schemi di valutazione delle distinzioni sociali e si ramificano articolandosi in «stili di vita»: in differenti sistemi di atteggiamenti, valori, pratiche, modelli che distinguono un gruppo o una classe nelle loro scelte e abitudini, ricevendone una qualifica sociale. Il gusto risulta fortemente legato al sistema dei beni offerti, ai fattori di produzione, risultando determinante nei processi di cambiamento non solo del prodotto ma soprattutto degli atteggiamenti nei confronti di esso. I gusti effettivamente realizzati dipendono dallo stato in cui si trova il sistema dei beni offerti, per cui, ogni cambiamento del sistema dei beni comporta un mutamento dei gusti; ma viceversa, ogni cambiamento dei gusti provocato da una trasformazione delle condizioni di esistenza e degli atteggiamenti correlativi è tale da determinare, una trasformazione del campo di produzione.

Il gusto è determinato dal capitale culturale, dalle conoscenze, dagli interessi che un individuo possiede. Il bagaglio culturale dell’individuo può dipendere da differenti fattori quali il contesto sociale, la famiglia, il tipo di relazioni sociali ma sopratutto l’educazione scolastica. Nell’opera di Pierre Bourdieu, La distinzione, il sociologo francese pone in evidenza il ruolo dell’educazione accademica e scolastica nello sviluppo di un determinato tipo di gusto. Distingue tre livelli scolastici riferiti a tre diverse classi sociali: Il gusto legittimo, intellettuale in grado di apprezzare un’estetica raffinata e limitata, il gusto medio, caratterizzato da un gusto a metà fra la conoscenza più alta dell’opera d’arte e quella invece più bassa, ed infine il gusto popolare. Quest’ultimo in particolare risulta interessante nell’analisi della società odierna e dei contenuti dei mass media.

L’estetica popolare si fonda sull’affermazione della continuità fra arte e vita40 e rifiuta la complessità dei caratteri simbolici, ambigui ed enigmatici dell’opera d’arte. Il pubblico popolare si appassiona agli intrecci, nel teatro come nel cinema, logicamente e cronologicamente indirizzati verso un happy end, riconoscendosi maggiormente nelle situazioni e nelle caratteristiche della semplicità. E’ un pubblico ingenuo, spontaneo e determinato dalla credulità, che cerca nella rappresentazione artistica e non, una funzione ludica e di intrattenimento. Lo spettacolo popolare è quello che produce in modo inseparabile la partecipazione individuale dello spettatore allo spettacolo e la partecipazione collettiva alla festa di cui lo spettacolo costituisce l’occasione. E’ un’estetica spettacolare, finalizzata alla sensazione emozionale, al divertimento, con un potere liberatorio dato dalla sua leggerezza.

Il gusto popolare sembra essersi prevalentemente diffuso e sviluppato nel corso degli anni, anche grazie a mezzi in grado di aumentarne la potenza espressiva e a diffonderne l’estetica, come un certo tipo di cinema ed in particolare la televisione. Sembra che oggi nell’ambito audiovisivo sia la spettacolarizzazione il fenomeno che è andato maggiormente a svilupparsi, un’industria impostata sull’intrattenimento. Eppure anche se la televisione si fa manifesto del gusto popolare e della forza espressiva più povera e semplice, negli ultimi anni sta mostrando un fenomeno inverso. Con il potenziamento digitale del medium è possibile accedere ad una programmazione molto più ricca rispetto al passato, in grado, adesso, di accontentare un pubblico molto più eterogeneo e vasto anche molto più esigente. Lo sviluppo di canali tematici per accontentare anche fasce di pubblico ancora non raggiunte, modifica l’estetica popolare tipicamente televisiva, trasformandosi in un mezzo in grado di esprimere un gusto anche ricercato e attento e capace di entrare in contatto con altre realtà comunicative determinanti come i media digitali.

Attraverso questa nuova potenzialità il gusto si trasforma si modifica attraverso una duplice azione, quella individuale della scelta e quello della condivisione e della comunicazione, in grado di creare una reale rete in continua relazione fra medium e pubblico. L’esponenziale diffusione di conoscenza e informazione resa possibile dall’intervento dei nuovi media elettronici, aperti e disponibili ad un pubblico globale, costituisce uno dei fattori di mutamento del gusto popolare, che seppur in modo approssimativo, consente all’individuo una visione più ricca e complessa del reale. Questo allargamento degli orizzonti conoscitivi non fa altro che sviluppare nell’individuo un gusto, da un certo punto di vista, più ricercato e attento, che va oltre gli schemi ed i modelli classici del semplice intrattenimento popolare, obbligando i produttori di beni di consumo e dello spettacolo, a porre una maggiore attenzione alle nuove esigenze in continua evoluzione.

In Italia questo cambiamento sta trasformando lentamente anche l’idea di cinema, modificando nuovamente il modo e la tipologia di espressione del mezzo artistico. Nonostante le numerose difficoltà economiche e legislative, qualcosa si muove nel mercato cinematografico italiano, che vede ancora forte un disinteresse per il cinema nostrano da parte del suo pubblico, ma che attraverso nuove modalità e nuove tematiche sta recuperando terreno. Negli ultimi venti anni, abbiamo assistito ad un impoverimento dell’aspetto non solo espressivo ma anche estetico dei prodotti cinematografici nostrani, cristallizzatosi su di un format basso e ripetitivo, non in grado più di accontentare il nuovo fruitore. Ed è grazie allo sviluppo comunicativo e potenziale dell’intera filiera multimediale e audiovisiva che si stanno mostrando i primi segnali di cambiamento sia nell’atteggiamento dello spettatore che in quelli del produttore. I cambiamenti negli atteggiamenti del fruitore modificano il rapporto con le modalità e le tipologie di predisposizione di un prodotto audiovisivo, che a loro volta determinano una modifica nella concezione che il fruitore sviluppa su di un certo risultato produttivo. L’evoluzione del rapporto passa da questo discorso continuo e determinante, che mette in luce l’importanza dell’atteggiamento individuale nello sviluppo di un determinato gusto ed interesse.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Evoluzione del gusto e differenziazione dei mezzi di fruizione nel mercato audiovisivo in Italia dal 2008 al 2014

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Informazioni tesi

  Autore: Giulio Ermanno Acquati
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Maria Luisa Leonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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