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Il Codice del consumo, la tutela dell'eccellenza italiana e il ''nuovo'' vino Orange

Dalla tutela del consumatore a quella del produttore

Oltre alle garanzie offerte dalle norme internazionali, europee e nazionali, le quali tutelano pienamente i consumatori attraverso i continui interventi di rettifica dettati dall’incessante sviluppo economico-sociale, esistono nel nostro Paese importanti associazioni a difesa de quo che meritano attenzione per la consistente attività che svolgono e, dato al quanto inverosimile, gran parte degli utenti non sono al corrente della loro esistenza e neanche di quanto possano essere influenti sul piano legislativo. Esse, infatti, possono presentare proposte legislative agli organi istituzionali preposti, al fine di potenziare e completare la sfera dei diritti dei consumatori: si possono ricordare importanti azioni contro le frodi olearie mosse dall’Unione Nazionale Consumatori “(UNC)”, nata il 25 novembre 1955, che portarono alla realizzazione delle norme per la classificazione e la vendita degli “olii d’oliva”; quelle azioni sulla tutela delle denominazioni d’origine dei vini, sull’igiene degli imballaggi, recipienti e utensili destinati al contatto con gli alimenti e sostanze alimentari, senza tralasciare le norme sulla biodegradabilità dei detergenti sintetici, sull’apposizione della data di scadenza degli alimenti, sulla produzione, vendita confezionamento ed etichettatura dei surgelati, nonché la disciplina sulla sicurezza degli impianti elettrici e a gas, sull’etichetta in lingua italiana e sull’obbligo di etichettatura su i prodotti tessili la cui disciplina è stata per molto tempo messa in discussione dagli stessi commercianti tessili perché contrari alla sua approvazione.

Oltre all’UNC, il nostro sistema nazionale è fornito di altre importanti associazioni, tra le più rilevanti si possono annoverare:
La “Lega Consumatori”, nasce nel 1971 ed è la seconda associazione dopo la formazione dell’UNC. Ha sperimentato e sviluppato per la prima volta un nuovo modello ADR, ossia sistemi di conciliazione paritetica che mirano a comporre le controversie pacificamente e in chiave di giustizia coesistenziale. Questa sperimentazione ha portato all’emanazione della Direttiva 2013/11/UE la quale riconosce il nuovo modello di conciliazione, inserito successivamente dal Parlamento Italiano nella legge di recepimento della Direttive UE avvalendosi del Consiglio dei Ministri, il quale ha approvato il “decreto legislativo” ad hoc;
L’Adiconsum negozia e concerta condizioni di difesa individuale e collettiva dei consumatori per l’eliminazione delle vessazioni, delle pratiche commerciali scorrette, delle truffe che le persone e le famiglie quotidianamente subiscono da aziende senza scrupoli. Essa lavora in stretta sinergia con le Authority e con le Istituzioni che hanno la tutela del consumatore come propria missione e pone al centro del proprio agire: la formazione, l’informazione, la conciliazione paritetica dei contenziosi tra consumatori ed aziende e le buone pratiche quali strumenti di difesa e di “riscatto dei consumatori”;
“L'Adusbef”, l’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari è un'associazione di tutela dei consumatori specializzata nel settore finanziario, bancario, assicurativo, postale, delle telecomunicazioni e dei trasporti;
L’ACU, l’Associazione Consumatori Utenti svolge la propria attività sull’esercizio delle “ADR” senza oneri per la parte debole, ha partecipato alla fondazione di Accredia (ente nazionale di accreditamento) e preso parte al gruppo di lavoro speciale Social Responsability dell‘ISO (International Organization for Standardization), attuale Norma ISO 26000.

Ciò attribuisce il titolo della più importante associazione con la maggiore influenza nel settore della normazione e della certificazione, sostenendo la filosofia del “consumo ecosostenibile”;
Il “Codacons” - Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – ha la particolarità di essere nata come “associazione di associazioni” perché esso è composto da associazioni che operavano per la tutela degli utenti dei servizi pubblici, della giustizia, della scuola, dei trasporti, dei servizi telefonici, dei servizi radio televisivi, dei servizi sanitari, dei servizi finanziari, bancari e assicurativi, della stampa e dei diritti d'autore ed altri. Attualmente è una associazione autonoma con singoli associati e con una propria organizzazione.

Molteplici sono state le campagne a difesa del consumatore intraprese da quest’ultima, tra cui la campagna di autoriduzione delle bollette telefoniche e le ingiuste clausole del regolamento del servizio telefonico, le iniziative a promuovere l'obbligo delle cinture di sicurezza, l'annullamento degli aumenti dei prezzi autostradali, la scoperta del clan “Poggiolini” nello scandalo della malasanità, la battaglia per l’ottenimento della forma democratica della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) dopo 40 anni di gestione autoritaria. Fulcro dell’attività iniziata nel 1990 dal Codacons è quella che lo vede impegnato a garantire la trasparenza, l'efficienza e l'equità dell'attività svolta dalla pubblica amministrazione, alla corretta applicazione della Legge n. 241/90 sul diritto d'accesso e la partecipazione nel procedimento amministrativo, inoltre, sempre nel campo dei servizi pubblici, si ricordano le iniziative per il rimborso del pedaggio autostradale in caso di rallentamenti per cantieri, la limitazione della circolazione dei TIR nei giorni festivi, i parcheggi gratuiti di Fiumicino, la chiusura dei centri storici al traffico per uso privato, le vertenze rivolte all’Enel per l’emissione di bollette gonfiate, le iniziative a favore del divieto di fumo nelle strutture pubbliche o aperte al pubblico, le battaglie per preservare i paesaggi naturali dal processo costante della cementificazione come ad esempio il parco di Migliano, la Costa Smeralda e i paesaggi floristici della Val d’Aosta.

Altra importante scoperta del Codacons fu quella che ha reso noto il tesoro di Tangentopoli grazie ad una denuncia mossa contro il Direttore del SSN (Servizio Sanitario Nazionale);
“Altroconsumo” svolge utili ricerche nel mercato dell’offerta, confronta i prezzi al pubblico dello stesso prodotto o servizio ed effettua i più curiosi, ma interessanti test sugli stessi al fine di offrire ai propri soci e a tutti i consumatori che leggono la relativa rivista “Altroconsumo” validi consigli agli acquisti. Propone costantemente numerose class action.

La nascita sin dal 1955 della prima organizzazione a difesa del compratore ha spinto, d’altro canto, allo sviluppo di “un’opposta” associazione, questa volta però a tutela del produttore il quale specialmente in Italia, ricopre un ruolo cardine dal punto di vista dell’origine delle materie prime utilizzate per la lavorazione e trasformazione del prodotto finito, con l’aggiunta della combinazione vincente del “Know-how” utilizzato dall’imprenditore, fondamentale skill che deve far parte del bagaglio culturale-professionale di quest’ultimo. Per questi motivi nel 1999 nasce “l’ITPI” (Istituto Tutela Produttori Italiani) ma la ragione principale della sua costituzione non è tanto quella di garantire una larga serie di diritti sulla stipula dei contratti di compravendita con eventuali risoluzioni di controversie, ma lo scopo sostanziale è quello di difendere i prodotti italiani dalla concorrenza sleale dei produttori, che delocalizzano le proprie aziende per risparmiare sulla manifattura e sul costo delle materie prime, oltre alla diversa imposizione fiscale e all’erogazione di incentivi previsti dagli Stati esteri.

Anche il livello di sviluppo tecnologico raggiunto dai Paesi orientali più evoluti ha permesso la realizzazione in quantità elevate di prodotti contraffatti immettendoli sul mercato a prezzi ridotti, ma che per fortuna, non possono competere con l’alta qualità della manifattura e della creatività italiana, basi portanti della produzione Made in Italy. Manifattura e creatività, caratteristiche che devono essere sempre il biglietto da visita di ogni prodotto e che rivestono indicatori di carattere generalmente preferenziale nelle scelte fatte dal consumatore. L’ITPI è l’unica organizzazione iscritta al CNEL dal 2004 e, appunto, ha la funzione di tutelare, valorizzare e promuovere il Made in Italy.
[…]

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Il Codice del consumo, la tutela dell'eccellenza italiana e il ''nuovo'' vino Orange

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Mariano Cavaliere
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Edoardo Rulli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

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Parole chiave

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made in italy
vitivinicola
cantina
codice del consumo
d.lgs. 206/2005
l. 135/2009
orange wine
gravner
la castellada

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