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Un restauro ''accogliente''. Una proposta per Villagonia (ME)

L’analisi diacronica delle vicende urbanistiche

Il convento e la chiesa dei frati Cappuccini di Villagonia hanno vissuto una storia che, anche se relativamente breve, si è intrecciata con alcune vicende rilevanti della vita ecclesiastica, civile ed economica del territorio, che saranno approfondite nel presente paragrafo. Non sono molte le notizie sulla storia urbanistica delle città di Taormina, e in particolare di Giardini Naxos, ma molte informazioni possono essere ricostruite sulla base di una lettura critica, in chiave urbanistica, degli scritti che molti studiosi hanno prodotto sulle due località.

TAORMINA - È noto che in seguito alla distruzione di Naxos ad opera di Dionigi, Taormina divenne una colonia romana.

Ai romani deve essere apparsa molto importante ed evoluta la civiltà che vi trovarono, tanto che fu consentito alla colonia di mantenere una certa autonomia, oltre che la lingua greca.
Alla pagina accanto, una illustrazione di Dillon rappresenta, in modo concettuale, un’ipotesi dello studioso e architetto su come la struttura urbanistica della colonizzazione romana si sia potuta innestare sull’impianto di epoca greca: si possono scorgere due direzioni principali, ortogonali tra loro, che si intersecano nel Foro Romano, il quale coinciderebbe con l’attuale piazza Vittorio Emanuele II. Gli edifici più importanti, i templi, il teatro, l’odeon ed il ginnasio si trovano tutti lungo queste due arterie principali, che esistono ancora oggi e si identificano nelle attuali via Teatro Greco e Corso Umberto I.

È interessante notare come anche i romani non poterono sfuggire al confronto con la situazione orografica a tratti impervia, e tenendo fede alla loro maestria ingegneristica, adottarono una particolare soluzione progettuale con lo scopo di ricavare una grande area pianeggiante: realizzarono infatti un terrazzamento e crearono un’intercapedine per mezzo di una imponente struttura in mattoni pieni, caratterizzata da una sequenza di nicchie, e nel vuoto tra il muro e la parete rocciosa fu ricavata una grande cisterna. Un tratto del muro, denominato impropriamente Naumachia è ancora oggi visibile.

In seguito ai Romani, Taormina fu dominata in sequenza dai Bizantini, dagli Arabi e dai Normanni. Si pensa che risalga al periodo arabo (X-XII sec.) l’ampliamento del sistema di mura di fortificazione della città, particolarmente necessario nel caso di Taormina per via della sua posizione strategica. Ma è noto che in epoca medievale esistevano già quattro ordini di mura di cinta, ciascuna con la sua porta d’accesso: di queste la più antica, è l’attuale Porta dell’orologio, le cui origini sembrano risalire all’età greca; seguono cronologicamente Porta S. Antonio (distrutta dai bombardamenti del 1943), Porta Catania e Porta Messina. Probabilmente i quattro ordini di mura avevano tutti come punto di congiunzione il Castello del Monte Tauro. Dal periodo medievale, dunque, l’assetto urbanistico del centro storico di Taormina rimase pressoché invariato, mantenendo come asse di sviluppo il Corso Umberto I.

GIARDINI NAXOS E VILLAGONIA - In seguito alla distruzione della polis greca, Naxos perse del tutto la sua importanza commerciale e religiosa, e fu ridotta unicamente a porto di Taormina. In epoca medievale esistevano già vari edifici di fortificazione che costituivano un sistema per la difesa dal mare; tra questi i più rilevanti sono il Castello di Schisò, di origine saracena, il Torrione Vignazza, posto nelle vicinanze del sito dell’antica polis greca, ed il Castello di Villagonia, oggi non più esistente.

Tali edifici rispondevano all’esigenza di difesa dalle coste dai corsari, ed appartenevano ad un più vasto progetto di difesa voluto nel XVI sec. che prevedeva per la costa orientale della Sicilia un sistema di torri d’avviso per comunicare con segnali visivi l’imminente pericolo proveniente dal mare. È noto che in questo periodo l’area giardinese fosse occupata prevalentemente da coltivazioni di agrumi (da cui deriva il nome moderno: “giardino”, in dialetto, è l’agrumeto). Questi prodotti, insieme all’olio d’oliva, rappresentavano uno dei fulcri dell’economia della zona, e venivano trasportati oltre che via mare, anche via terra, attraverso l’antica Via Consolare Valeria; tale strada, di chiara origine romana, fino al XIX secolo rimase l’unica via di collegamento con le città vicine.

È intorno alla prima metà del XVIII secolo che nacque il primo nucleo della moderna Giardini, come un aggregato di piccole abitazioni in quello che oggi è il quartiere Saja; si tratta di edificazioni modeste, appartenenti ai pescatori, o ai Taorminesi più abbienti che le utilizzavano come case di villeggiatura, e qualche “fondaco”, ostelli per i viaggiatori che sostavano nella zona provenendo dal mare o dalla terraferma. A fissare una data precisa è, nel 1719, l’edificazione della prima Parrocchia, quella di Santa Maria Raccomandata.
Nei primi anni dell’800 Giardini iniziò ad arricchirsi grazie al commercio degli agrumi, che venivano esportati verso il Nord, sia italiano che europeo, e pertanto ad accrescersi in popolazione, finché la frazione di Taormina cominciò a sentire il bisogno della propria autonomia, che ottenne nel 1846. In quel periodo l’abitato si era ampliato dal torrente Sirina al torrente San Giovanni.

Nell’illustrazione alla pagina accanto, lo studioso Salvatore Musorella ricostruisce come poteva presentarsi il territorio di Giardini nella prima metà del XIX secolo. Sono immediatamente individuabili i corsi d’acqua che bagnano il territorio, e la strada statale le cui estremità conducono da un lato in direzione Catania, dall’altro risalgono le alture per condurre a Taormina. L’abitato di giardini è distribuito in maniera non uniforme lungo la costa, ma il nucleo più consistente è certamente nella parte destra della rappresentazione, in direzione Messina; sono inoltre rappresentati i resti della colonia Naxos. La frazione di Villagonia appare rappresentata unicamente dal castello dei San Martino, tuttavia è visibile una piccola stradina che sale verso Taormina, che sicuramente è la già citata via Madonna delle Grazie.

È ipotizzabile quindi che in questo periodo, la già conosciuta frazione di Villagonia abbia iniziato il suo sviluppo urbano accodandosi a quanto stava avvenendo a Giardini.
Una svolta fondamentale all’assetto urbanistico della costa fu data dalle le realizzazioni infrastrutturali dell’800. Nel 1833 i Borboni vollero realizzare una litoranea che collegasse Messina e Catania: nacque quindi l’attuale strada statale 114. L’evento fu certamente determinante per l’assetto urbanistico di Villagonia in quanto l’attuale abitato si sviluppa quasi interamente lungo tale via di comunicazione. Nel 1866 fu invece inaugurata la tratta ferroviaria Messina-Siracusa.

Tale evento ebbe forse ancor più risonanza, in quanto poneva le basi per solidi rapporti commerciali con le altre città della costa ionica. La presenza della stazione di Taormina-Giardini proprio nella frazione Taorminese fece probabilmente da attrattore per gli imprenditori che intendevano stabilire qui le loro imprese, incoraggiati dalle possibilità commerciali del collegamento su rotaie. Nella metà dell’800 crebbe quindi l’importanza economica di Villagonia, che diventò a tutti gli effetti una piccola ma efficiente zona industriale, sede di attività legate alla lavorazione del ferro, del legno, dei prodotti agricoli, ma soprattutto alla produzione di calce idraulica. Di tali attività si hanno notizie sin dal XVIII sec., ma di certo esse furono ulteriormente rafforzate dalla realizzazione della linea ferrata.

Ulteriori informazioni preziose giungono dalle foto storiche di fine ‘800 (fig. 2.11 e 2.12): è possibile, infatti, vedere come il borgo si fosse già delineato nelle sue componenti strutturali principali; sono già presenti la strada statale e la ferrovia, e l’abitato si sviluppa ai piedi delle alture, ai lati delle vie di comunicazione. È ancora presente il castello dei San Martino, che sarà demolito nel 1928 per far posto all’ampliamento della stazione ferroviaria.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Un restauro ''accogliente''. Una proposta per Villagonia (ME)

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Informazioni tesi

  Autore: Salvatrice Alessia Miceli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura
  Corso: Ingegneria Edile-Architettura
  Relatore: Alessandro Lo Faro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 640

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