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Sul problema del sogno di Alphonse E. Maeder una proposta sulla funzione psichica dell’onirico.

Cenni sulla tecnica interpretativa maederiana all’interno di un paradigma teleologico

I temi trattati nei precedenti paragrafi, non solo vogliono essere una sintetica esposizione teorica di quei punti che meglio espongono le caratteristiche che Maeder rintraccia nei sogni. Essi, infatti, sono stati costruiti anche con il fine di suggerire al lettore, anche se finora perlopiù indirettamente, lo sforzo che Maeder compie nel tentare di costruire un approccio clinico personale verso il tema onirico; una prospettiva originale capace cioè di condurci ad esplorare nuove proposte anche sul piano della cosiddetta teoria della clinica.

E a ben notare, già la sola presentazione di una funzione prospettica del sogno, non solo si pone come argomentazione originale rispetto alle nozioni di una certa psicoanalisi "classica", ma, più o meno indirettamente, arriva a possedere le qualità di una vera e propria critica a quanto Freud aveva fino ad allora postulato sul tema.


Cerchiamo però ora di avanzare per gradi su quest'ultima idea che proponiamo.

Come abbiamo anche già parzialmente osservato in un precedente paragrafo, Freud porta avanti un discorso sul sogno (e non solo) che lo inquadra, lo studia e lo definisce attraverso un'epistemologia che potremmo definire: di tipo causale.

Motivato cioè a costruire un corpus di idee che portassero la psicoanalisi a divenire espressione di oggettivo pensiero scientifico, Freud, tramite la matrice causale, ricerca la spiegazione dei diversi eventi psichici (produzione onirica compresa), muovendosi analiticamente verso ciò che è, appunto, la causa che li produce (Albasi, 2006). Uno delle principali risultanze di una tale strategia di pensiero è l'essere, almeno potenzialmente, in grado di ricondurre un qualsiasi fenomeno psichico specifico ad un suo principio esplicativo generale.

Sulla base di queste premesse, tenendo dunque conto di questa prospettiva causale, del concetto di inconscio, e, ancora, dell'organizzazione in istanze della psiche umana che Freud propone secondo la prima topica, il maestro viennese arriva ad individuare la causa scatenante del fenomeno onirico nella presenza di desideri inconsci rimossi, che proprio attraverso il sogno possono raggiungere una propria forma di appagamento altrimenti preclusagli. In quest'ottica sono i desideri il motore stesso della costruzione dei sogni (Freud, 1899).

Tenendo a mente quanto appena detto, proponiamo qui, insieme a Maeder, come l'ipotesi di una funzione espressivo/auto-simbolica e di una funzione prospettica del sogno, sebbene non escluda del tutto le tesi freudiane, porti in sé una concezione psicoanalitica del sogno e del come approcciarlo in ambito clinico, profondamente differente dalle idee canoniche sullo stesso (Maeder, 1914).

Volendoci qui focalizzare proprio sul come i discorsi teorici fino ad ora discussi si leghino ad una riflessione maggiormente clinica, notiamo come nella lettura di Über Das Traumproblem si possano notare, sparse nel testo, tutta una serie di pensieri che rispecchiano, almeno in quel momento della sua carriera, il modo che Maeder ha di approcciarsi alla lettura del sogno e di tutto ciò che gli è concettualmente liminare. Vogliamo allora qui tentare di costruire una riflessione su tali tematiche più unitaria di quella presente nello scritto originale e che, basandosi sui vari spunti che l'autore condivide a proposito della lettura del sogno, ci permetta di approfondire il tutto sul piano della prassi clinica.

Un primo elemento che possiamo porre all'attenzione del lettore deriva da come Maeder, anziché focalizzarsi esclusivamente sulla singola esperienza onirica, spesso porti avanti una riflessione che contestualizzi i pensieri prodotti dall'analista e dal paziente stesso sul singolo sogno, all'interno di quella che è una più generale: serie progressiva di sogni (Florent, 2013).

In altri termini, Maeder riflette sì sulla singola esperienza onirica, ma immettendo le riflessioni ad essa relative all'interno di un discorso che coordini più sogni compiuti dallo stesso soggetto durante un certo arco di tempo (Maeder, 1914). Un esempio chiaro di tutto ciò, riportato in Über Das Traumproblem, è quello sulla serie di sogni fatti da Rosseger. Decidiamo però qui di citarlo solo a titolo esemplificativo e di salvare per dopo una sua trattazione più approfondita in quanto sarà un tema centrale nella trattazione del prossimo paragrafo.[...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Sul problema del sogno di Alphonse E. Maeder una proposta sulla funzione psichica dell’onirico.

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Giordano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Giuliano Carlo Geminiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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Parole chiave

sogno
manifesto
teleologia
maeder
prospettico

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