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Il triplice valore dell'introiezione. Identità, relazione e responsabilità

Il cibo come mediatore fra me e l’altro

L'universo alimentare è forse una delle strade più piacevoli per entrare in contatto con “l’altro-da-me”. Sicuramente il cibo ha facilitato il processo di interculturalizzazione che, volente o nolente, è avvenuto ed avverrà in misura sempre maggiore. E’ interessante riportare a questo proposito quei concetti di “paradosso dell’onnivoro" e "principio di incorporazione” di cui ci parlano Claude Fischler ne “L’Onnivoro. Il piacere di mangiare nella storia e nella scienza” e Michael Pollan ne “Il dilemma dell’Onnivoro.”

Questo paradosso parte dalla considerazione che l'uomo è caratterizzato da una elevatissima adattabilità (siamo a tutti gli effetti onnivori), cioè ha facoltà di trarre sostentamento da un gran numero di alimenti e di regimi alimentari diversi. Due tendenze contrapposte si muovono in lui: la neofilia (il piacere della varietà) e la neofobia (la forza rassicurante dei soliti sapori). Da una parte l’individuo è attratto dal nuovo, dalla varietà e dal cambiamento. Dall’altra lo teme, è diffidente e si rifugia nel conservatorismo. In questo senso il nuovo alimento è pericoloso, sia a livello fisiologico che simbolico, nell’accettazione del diverso. «Il numero eccessivo di alternative è fonte di ansie e di stress [..] i nostri sensi possono essere d’aiuto nel tracciare una prima distinzione tra cibi buoni e nocivi, ma noi umani dobbiamo affidarci alla cultura. Codifichiamo le regole della saggia alimentazione in una complessa rete di tabù, rituali, etichette e tradizioni.»

L’atto, attraverso il quale si supera lo stato di ansia, è l’incorporazione; il momento in cui il nuovo alimento (il diverso) varca il confine tra il mondo e il nostro corpo diventandone un tutt’uno. Incorporare un alimento significa incorporare le sue proprietà, sia su un piano biologico, sia su un piano simbolico. In questo senso, attraverso l’incorporazione di nuovi alimenti, aiutiamo, dentro e fuori da noi, il processo di interculturalità: introiettando al nostro interno il diverso.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il triplice valore dell'introiezione. Identità, relazione e responsabilità

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Informazioni tesi

  Autore: Caroline Sanchez
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Andrea Borghini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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