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Circolazione dell'azienda e divieto di concorrenza nella giurisprudenza

Usufrutto di azienda e divieto di concorrenza

Il divieto di concorrenza imposto dall’art. 2557, 4° comma, al concedente l’azienda in usufrutto, costituisce la specificazione, con riferimento all’azienda, dell’obbligo generico “di non diminuire col fatto proprio il godimento dell’usufruttuario” (art. 981 cod. civ.). È piuttosto rara l’ipotesi di usufrutto di azienda sorto per effetto di un contratto fra l’imprenditore titolare della proprietà (piena) dell’azienda (poi nudo proprietario) e un altro soggetto (poi usufruttuario). In tal caso il divieto di concorrenza scaturisce dalla necessità che il concedente non svuoti di contenuto il diritto di usufrutto, per tutta la sua durata, data la normale compenetrazione esistente fra lui e l’azienda e considerato anche che durante l’usufrutto l’usufruttuario deve gestire l’universitas facti sotto la ditta che la contraddistingue (art. 2561, 1° comma, cod. civ.). Invece l’usufrutto mortis causa, che costituisce la fattispecie più frequente, si realizza quando, deceduto l’imprenditore titolare dell’azienda, vengano ereditate da persone diverse rispettivamente la nuda proprietà e l’usufrutto dell’azienda. Si pone allora il problema di applicare per analogia la norma contenuta nel penultimo comma dell’art. 2557, poiché “diversamente dall’alienante nei confronti dell’acquirente d’azienda, il proprietario (nudo) dell’azienda, nei confronti dell’usufruttuario, non è, non solo necessariamente, ma neppure normalmente, il suo predecessore nella titolarità e nella gestione dell’impresa esercitata mediante l’azienda.”

Questo brano è tratto dalla tesi:

Circolazione dell'azienda e divieto di concorrenza nella giurisprudenza

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Informazioni tesi

  Autore: Giancarlo Amorosa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Spada
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 347

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