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Il preverbale in arte e psicoanalisi: analisi dell'opera di Kandinsky e Schonberg

Trauma, inconscio non rimosso e il pre-verbale

In questo capitolo parlerò della defaillance materna, delle rappresentazioni o fantasmi inconsci del caregiver e dei traumi che avvengono precocemente e destinati a rimanere nell’inconscio non rimosso. L’impossibilità di simbolizzare esperienze traumatiche conduce ad una serie di patologie del Sé, con meccanismi di difesa molto “arcaici” e incapacità di rappresentare, che si avvertono nell’espressione degli affetti-sensazioni, dalla condizione di blocco distorsione organizzativa del pensiero. Secondo Hautmann, infatti, l’evoluzione della mente primitiva può subire forme di sofferenza che vanno a strutturare sviluppi psicopatologici a seconda che l’impatto avvenga sullo sviluppo del Sé gruppale, o del Sé individuale, oppure nella relazione oggettuale, “ponendo il nodo della formazione-individuazione del Sé e il rischio del dolore mentale a crocevia fondamentale dello sviluppo mentale” (Hautmann, 1987, p.

54) Nel capitolo primo si è accennato ad esempio come le rappresentazioni stesse della donna in relazione al proprio vissuto infantile e allo stato gravidico, oltre a modificare il vissuto di sé, hanno dei riflessi sul comportamento interattivo con il figlio. Ammaniti, ad esempio, ha evidenziato come già durante la gravidanza vi siano tre stili di rappresentazione della maternità: lo stile integrato; lo stile disinvestito; lo stile non integrato-ambivalente e come essi influenzino le relazioni precoci madre-neonato. Fonagy (1991) ha rilevato delle correlazioni tra le rappresentazioni della donna nei confronti dei propri genitori, il suo stato mentale durante la gravidanza e la qualità dell’attaccamento del bambino, all’età di un anno, nei confronti della propria madre (Soubieux, 2007, p.28). La teoria di Bolwby e in seguito le ricerche di Main riportano il rapporto delle gravide con i loro genitori e le corrispondenze nella relazione con il loro bambino a 18 mesi dalla nascita. La problematica si pone quindi sia a livello di rappresentazioni più o meno inconsce, sia in caso di una relazione oggettuale inadeguata e che richiama ad una trasmissione dell’attaccamento. Ma è anche su tali basi che viene a fondarsi il sentimento dell’esserci, “dell’identità di Sé del neonato distinta e separata, dove soggetto e oggetto rischiano le angosce persecutorie come conseguenza degli attentati alle identità di ciascuno” (Hautmann, 1987, p.55). Questo significa che il dolore mentale nel lattante è una sofferenza costituita dal rischio del terrore, della disperazione, della persecuzione e depressione, ma propongono anche quel Sé gruppale dal quale si svilupperà il Sé individuale, lo strutturarsi dell’Io, dell’oggetto Esso è processo psico-genetico del pensiero e tramite il quale l’intelligenza creativa rifonda il Sé e la realtà.

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Il preverbale in arte e psicoanalisi: analisi dell'opera di Kandinsky e Schonberg

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Informazioni tesi

  Autore: Antonietta Di Renzo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Vittoria Costantini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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