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Il giornalismo carcerario. Analisi degli organi di informazione dei detenuti

Il carcere oggi

L'Italia ha un record. Negativo. E' il Paese, tra i 47 del Consiglio d'Europa, con l'indice di affollamento carcerario più alto. Quasi 68mila detenuti popolano le carceri italiane, a fronte di una capienza di poco più di 43mila posti letto. Questo significa che il sistema carcerario ospita all'interno delle sue strutture quasi 25mila persone oltre il limite massimo.

Un record a cui si è potuti arrivare grazie al maggior tasso di crescita della popolazione detenuta rispetto al resto d'Europa, dal 2007 a oggi. Una crescita del 22,5% che ha portato in prigione circa 650 persone al mese negli ultimi tre anni.

"In queste condizioni non è più garantito, non solo il principio costituzionale del fine rieducativo della pena (ormai del tutto abbandonato, con un educatore ogni 1000 detenuti), ma anche lo stesso diritto alla salute, in quanto non sono assicurate le più elementari norme igieniche e sanitarie.

I detenuti vivono in spazi che non corrispondono a quelli minimi vitali, con una riduzione della mobilità che è causa di patologie specifiche. In alcuni Istituti, si dorme su letti a castello a tre ed anche a quattro piani e spesso manca lo spazio materiale per scendere dal letto; vi è un bagno comune, nella stessa cella, sprovvisto di porta; a volte i detenuti dormono a terra, perché non vi sono più letti." (Livio Ferrari – Garante dei diritti delle persone private della libertà – Comune di Rovigo)

Il paese con il più alto numero di detenuti al mondo sono gli Stati Uniti. L'aumento della popolazione reclusa, negli ultimi decenni del secolo scorso, ha assunto il carattere di un vero e proprio boom penitenziario.

Situazioni non molto diverse si riscontrano in molti paesi europei, dove dagli anni Ottanta si è assistito a una crescita costante della popolazione detenuta. La crescita ha provocato un grave sovraffollamento degli istituti penitenziari europei. Il sovraffollamento carcerario impedisce l'attuazione dei programmi trattamentali e il rispetto dei più elementari diritti dei detenuti.

Il sovraffollamento, poi, è spesso una causa dei numerosi atti di autolesionismo e, purtroppo, dei suicidi. Dal 2000 al 2010 sono morti in carcere 1714 detenuti (599 suicidi). Solo quest'anno i morti sono stati 116, 42 per suicidio. Gli individui che compiono quello che viene chiamato “l'insano gesto”, spesso lo fanno per svariate situazioni (familiari, giudiziarie, carcerarie), aggravate dal senso di impotenza che la reclusione dà.

"Alcuni si danno fuoco nelle celle imbottite dove sono rinchiusi per punizione; altri cercano di asfissiarsi aspirando il gas delle bombolette da campeggio utilizzate per cucinare nelle celle; altri ancora ingoiano grandi quantità di pasticche accumulate in giorni e giorni.

Qualcuno si getta nella tromba delle scale oppure dai ballatoi delle sezioni, nelle carceri in cui non esistono le reti di protezione. I più, con una striscia di lenzuolo, una cintura, le stringhe delle scarpe, le bretelle delle tute di lavoro, di nascosto dai compagni di cella fabbricano una corda, la conservano accuratamente in attesa della notte, poi la legano alle sbarre, infilano la testa nel cappio, si lasciano cadere dagli sgabelli." (De Vito, 2009, p. XXVI-XXVII)

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il giornalismo carcerario. Analisi degli organi di informazione dei detenuti

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Modolo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Raffaele Fiengo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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