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I Sistemi Turistici Locali. L'esperienza della regione Marche.

Problematiche e prospettive del turismo in Italia

Il turismo ha un ruolo molto importante nell’economia mondiale. La sua importanza, non solo economica, ma anche culturale, sociale ed educativa è andata crescendo a ritmi molto intensi a partire dalla seconda metà del Novecento. L’Italia ha da sempre rappresentato uno dei principali attori nel panorama turistico internazionale, leader per diverso tempo come meta per viaggiatori stranieri.
Da quanto possiamo apprendere esaminando i dati dell’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo), l’Italia nel 1970 era la prima destinazione turistica mondiale.
Oggi è scesa al quinto posto, superata da nazioni come Cina e Russia, le quali sono salite di posizione nel giro di pochissimi anni. Il tasso medio di crescita della presenza degli stranieri in Italia è stato del 3,8%, mentre la Francia con il 7,2% e la Spagna con il 6,0% ci superano nettamente. Il PIL turistico (circa il 12%) rappresenta la prima industria del paese, ma anche questo è inferiore a quello di nazioni come Francia e Spagna. Parallelamente sempre molti più italiani scelgono le mete estere dando prova del fatto che non viene apprezzato il made in Italy e si opta per la concorrenza. Constatato ciò non ci resta che capire dove si sbaglia e come rimediare ad un declino turistico sicuramente evitabile. Uno dei problemi di base sta negli investimenti pubblici in promozione turistica, problema che riguarda in particolar modo l’utilizzo dei fondi. Le Regioni Italiane, nel 2003, hanno speso 265 milioni di euro, mentre la Francia, che continua ad avere il primato degli arrivi, non è andata, sempre nel 2003, oltre i 100 milioni di euro. Ciò significa che i soldi per la promozione turistica possono essere spesi meglio. Altro problema ricorrente è quello della competitività sul prezzo. Molteplici indagini evidenziano infatti che i turisti stranieri valutano sfavorevolmente il rapporto tra disponibilità a spendere e qualità dei servizi in Italia. Il nostro paese è visto come caro, sia dai turisti italiani che vanno all’estero, sia dagli stranieri che decidono di non venire. Secondo N. Costa (I professionisti dello sviluppo locale, 2005), il problema alla base del declino turistico in Italia sta nel fatto che non c’è “sintonia socioculturale tra operatori dell’offerta e clienti, perché il mercato turistico è cambiato in tutte le sue componenti e gli operatori dell’incoming non si sono rinnovati”. Si ipotizza quindi che una soluzione risiederebbe nel posizionare nuove figure qualificate, con uno stile di vita simile a quello della clientela affinché possano comprendere meglio le loro esigenze. Come detto sopra, il turismo di massa tradizionale è nella fase declinante e, nel suo declino, trascina anche l’incoming italiano formato e gestito da personale superato. I nuovi turisti desiderano adattare l’esperienza del viaggio alla loro individualità e non viceversa.
Per capire meglio l’andamento del turismo in Italia andiamo a leggere variazioni e costanti dell’ultimo anno.
Analizzando specifici dati di arrivi, presenze e permanenze in Italia (ISTAT, 2008) possiamo notare che, su scala nazionale, il flusso dei clienti registrato nel 2007 nel complesso degli esercizi ricettivi è stato pari a circa 95,9 milioni di arrivi e 374,6 milioni di presenze, con un periodo medio di permanenza di 3,91 notti. Le variazioni rispetto all’anno precedente sono leggermente favorevoli (+3,0 % per gli arrivi e + 2,1% per le presenze) anche se, nonostante i dati mostrino miglioramenti negli ultimi anni, non è possibile giudicare positiva la situazione dell’incoming turistico italiano.

Questo brano è tratto dalla tesi:

I Sistemi Turistici Locali. L'esperienza della regione Marche.

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Garelli
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Nicola Boccella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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