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Artiste di Allah: artefici e protagoniste dell'arte mediorientale contemporanea

La donna e il Corano

Il termine Islam significa abbandono, sottomissione totale e incondizionata ad Allah, Dio, e su questo principio si fonda il senso della religione musulmana: l’Islamismo si oppone ad ogni forma di politeismo e in un certo senso quindi anche alla Trinità cristiana. I principi dogmatici di questa religione sono contenuti nel Corano, che letteralmente significa lettura, recitazione, il quale venne rivelato al profeta Muhammad nel VII secolo d. C.
La religione islamica è totalizzante, in quanto comporta dei doveri religiosi che abbracciano ogni aspetto della vita politica, sociale e individuale di ogni musulmano. La legge islamica è detta Shar’ia e si occupa di questioni legali, morali, rituali e addirittura delle prescrizioni riguardanti l’igiene dei credenti.
Non vi è una distinzione tra sacro e profano o religione e politica e si può affermare che nell’Islam la giurisprudenza occupa un posto molto più rilevante rispetto alla teologia.
Le fonti della Shari’a sono quattro: oltre ai doveri sanciti dal Corano, ogni musulmano segue le prescrizioni dettate dalla Sunnah, la “Tradizione”, in cui sono contenuti gli hadith, ovvero il complesso di atti o detti del profeta Muhammad, i quali completano e spiegano i contenuti del Corano. La terza fonte è costituita dal qiyas, ovvero “analogia”, a cui si fa riferimento per questioni per le quali non sia prevista alcuna regola giuridica. In tal caso si rimanda quindi ad una regola già esistente per una questione analoga. Infine, alcuni problemi possono essere risolti tramite l’ijma’, il consenso dell’intera comunità. Su questi ultimi due punti considerati dalla Shari’a si sono accesi numerosi dibattiti sulla validità dell’interpretazione della legge. Ecco che gli oppositori della tesi ortodossa propongono la rilettura delle fonti distinguendo i principi eterni del Corano da quelli che fanno riferimento ad un contesto storico preciso. Ad esempio alcuni hadith impongono ad una donna di non risposare nessuno dopo la morte del marito; essi si rivolgono in realtà alle mogli del profeta, le quali erano sottoposte a maggior controllo, rappresentando un vantaggioso partito per gli eventuali successori del profeta. Infine i laici sostengono la necessità di separare la vita spirituale da quella quotidiana. Per questo motivo, all’interno dell’Islam si distinguono tre correnti principali: i sunniti, gli sciiti e gli scismatici.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Artiste di Allah: artefici e protagoniste dell'arte mediorientale contemporanea

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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Muscia
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Pittura
  Corso: Arti visive e discipline dello spettacolo
  Relatore: Emilia Valenza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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