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Lo spettacolo come valorizzazione del Miglio d'Oro

Il Miglio D’Oro

C’è tratto di strada che corre tra Portici, Ercolano, e Torre del Greco che molti ancora chiamano “Il miglio d’oro”. Lungo questo rettifilo si addensano oltre 120 ville costruite nel XVIII secolo: una vera e propria collana di gioielli preziosi.
Ben diversa era la situazione due secoli fa, quando la strada regia delle Calabrie passava per questi luoghi stretta tra il Vesuvio da un lato e il mare dall’altro.
Questo miracolo architettonico e paesaggistico sorto alle falde del Vesuvio è stato realizzato nei primi decenni del Settecento, quando la regina Maria Amalia di Sassonia, figlia del re Augusto III di Sassonia, ebbe modo di ammirare presso la villa paterna di Dresda, due meravigliose statue acquistate dal padre e indicate come «Ercolanesi» per la loro provenienza da Ercolano, una delle città sotterrate dal Vesuvio nel 79 d. C. e al tempo ancora sepolte dalla lava. Dunque, secondo una famosa leggenda, l’origine e il diffondersi delle Ville Vesuviane è un fenomeno da attribuire alla volontà della Regina Maria Amalia, dato che quest’ultima, andata sposa al giovane re Carlo III di Borbone, propose al marito di far costruire per lei un “palazzo di delizie” posto nelle vicinanze del piccolo porto del Granatello a Portici. Questo luogo antico, non solo era circondato dall’incantevole mare, ma era anche ricco di antiche sculture, di sfarzosi edifici, ma anche dal Vulcano, dalla pianura e da fertili terre, adatte persino alla caccia, una delle più grandi passioni del re. Allora, la regina Maria Amalia, ammirando la bellezza del luogo e rimasta affascinata da tutto ciò decide di far sorgere, in quel gradevole posto, una villa reale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lo spettacolo come valorizzazione del Miglio d'Oro

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Informazioni tesi

  Autore: Rosanna Meca
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Ettore Massarese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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