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Heldenplatz 1938

Letteratura austriaca, memoria e identità

L'identità di un popolo si forma da una memoria comune, la quale svolge un ruolo fondamentale nella percezione del presente. Nietzsche aveva osservato che la memoria è anche la capacità di dimenticare. È chiaro che i conflitti e le problematiche del passato rappresentano aspetti necessari per la comprensione del presente. La chiave di lettura del tempo in cui viviamo sta dunque nel confronto con le esperienze e gli errori del passato. È proprio attraverso questo rapporto dinamico che si crea la nostra identità.
Una memoria comune ha tanti istituti che la consolidano e la rafforzano, tra questi vi è sicuramente la letteratura.

Essa si compone di esperienze passate che si uniscono nella convenzione della parola: la letteratura è quindi, prima di tutto, memoria; segno di un'identità che fissa e rende eterno il carattere di un popolo. Virginia Woolf scrisse che leggere un romanzo è "un'arte difficile e complessa", che richiede "una grande finezza di percezione" se si desidera "approfittare" di tutto ciò che il romanziere offre. L'immaginazione deve aprire vasti spazi e accogliere la pluralità di messaggi che il testo contiene: aprendo un libro si entra in un altro universo e si sospende quasi il tempo; ma nel momento in cui lo si chiude, si comincia a riflettere sul proprio presente. L'identità di un popolo è una realtà molto importante, e la letteratura contribuisce a fornirne le ragioni creando un lessico culturale comune. L'identità nazionale austriaca presenta una serie complessa di problemi, a cui è strettamente legata la storia recente, e di cui scrittori quali Bernhard, Jandl, Lothar, Jelinek, Handke e tanti altri sono testimoni altissimi.

La storica celebrazione del "ritorno" dell'Austria al Reich tedesco messa in scena da Hitler nell'Heldenplatz il 13 Marzo 1938 rimase incisa nella memoria degli innumerevoli ebrei, il cui destino era segnato.
Questa piazza diede il nome a due opere, che a tempo debito rappresentarono una minaccia a molto più che ad una semplice compiacenza della memoria austriaca durante gli anni del dopoguerra: la poesia di Ernst Jandl wien:heldenplatz (1966) e l'ultimo dramma di Thomas Bernhard Heldenplatz (1988). L'impatto della coreografica brutalità dell'ingresso delle truppe nazionalsocialiste in Austria – testimoniata dalla ventenne Ingeborg Bachmann a Klangenfurt, la capitale della provincia della Carinzia – fu un'esperienza determinante nel loro percorso poetico, potentemente rappresentato in una delle sue più significative short story: Jugend in einer osterReichiscen Stadt, scritta nel 1956 e inserita cinque anni dopo nella collezione Das dreissigste Jahr.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Heldenplatz 1938

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Pala
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Nicoletta Da Crema
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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