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Le Giornate Mondiali della Gioventù: sviluppo storico, significato ecclesiale - pastorale e indagine tra i giovani lodigiani.

Alle radici della fede di oggi nei luoghi della testimonianza: Roma (2000)

L’edizione romana dell’estate 2000 – soprattutto per chi scrive da una prospettiva italiana – è un evento ancora difficile da inquadrare in una lettura unitaria. Le motivazioni di questa affermazione sono molteplici. Da un lato la relativa vicinanza di ciò di cui si parla, dall’altro la profonda ricaduta che esso ha avuto sulla pastorale italiana ed europea, da ultimo – fattore davvero difficoltoso – il moltiplicarsi in modo esorbitante della produzione e della riflessione, soprattutto tramite mezzi non convenzionali quali i siti internet curati da associazioni (spesso sorte per l’occasione o a seguito di essa), diocesi, parrocchie; interviste televisive e radiofoniche; documentazioni fotografiche e di risonanza dell’opinione dei partecipanti curata sempre da associazioni e diocesi; oltre allo spazio che quotidiani e periodici hanno lasciato a interviste, lettere, foto e messaggi scritti dai giovani stessi.

Alla luce della lettura che abbiamo tracciato della genesi e dello sviluppo storico del fenomeno GMG, la seconda edizione romana si pone come il modello compiuto, l’attuazione più completa e riuscita dello strumento GMG e nello stesso tempo un nuovo punto zero, un nuovo prototipo per le successive giornate dopo la prima edizione romana e dopo il successo di Denver; il frutto più maturo del cammino ormai ventennale di raduni giovanili e nello stesso tempo il riferimento da imitare o criticare per ogni tentativo di ripensamento – rinnovamento della pastorale giovanile. È proprio a partire dall’agosto 2000 infatti che ogni ripresa, valutazione, programmazione pastorale in Italia (assecondando quanto già si era iniziato – seppur in tono minore – dopo Parigi) ma più in generale in Europa e in molte regioni del mondo non può prescindere dal fatto Giornata Mondiale della Gioventù.

Persino le diverse analisi sul significato e il valore del pontificato di papa Wojtyla non hanno più potuto ignorare il privilegiato rapporto che il Pontefice ha instaurato con i giovani. La scelta di Roma – annunciata già al termine dell’edizione parigina119 – è stata dettata dalla coincidenza con la ricorrenza giubilare che ha motivato anche la prima sospensione della cadenza biennale dei raduni. Roma è la città sede del successore di Pietro e luogo di tanti martiri, centro indiscusso della Chiesa Cattolica. Roma è anche città moderna, carica di storia ma non meno carica rispetto a Denver, Manila, Parigi delle tensioni e delle contraddizioni della modernità che si sta spegnendo. Nel raduno della XV Giornata Mondiale della Gioventù celebratosi a Roma dal 15 al 20 agosto dell’anno giubilare 2000 si sono fusi in equilibrio tutti gli elementi che le precedenti edizioni avevano elaborato. I tentativi di definizione sono stati disparati ma nessuno riesce a rendere a pieno la portata dell’evento.

È stato il raduno più numeroso che si è svolto nel continente europeo, è iniziato con una duplice accoglienza del Santo Padre, duplice perché svolta su due piazze in successione, ma duplice anche perché erano i giovani pellegrini ad accogliere il Papa ma anche il Vescovo di Roma che accoglieva questi ragazzi nella sua diocesi. Sono seguiti i tradizionali tre giorni di catechesi di cui uno era sostituito dalla celebrazione della S. Messa al Circo Massimo, la Confessione sacramentale e il pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano. Come già nelle edizione francese, ma con una ampiezza molto maggiore, ogni giorno erano celebrati decine di incontri organizzati dai giovani stessi per i loro coetanei. Al Venerdì sera la Via Crucis è stata celebrata lungo la via dei Fori Imperiali fino al Colosseo – luogo del martirio di molti cristiani – ma anche in ogni quartiere di Roma non potendo garantire a tutti i giovani convenuti la partecipazione. A partire dalla notte tra venerdì e sabato i giovani pellegrini si sono avviati verso il campus universitario di Tor Vergata per attendere in clima di grande festa Giovanni Paolo II con il quale hanno celebrato una veglia di preghiera e la Messa conclusiva della domenica seguente.

Da questo sommario racconto128 di quanto è avvenuto nella calda estate romana si coglie l’intenso ritmo delle giornate che hanno suscitato prevalentemente stupore persino tra le personalità laiche. Al successo di questo raduno anche oltre la sua celebrazione hanno contribuito molti fattori. In primo luogo l’insistenza dell’insegnamento di Giovanni Paolo II sulla ricorrenza giubilare ampiamente preparata già a partire dal 1994, ad essa va affiancato come causa remota la vicinanza dal punto di vista geografico, ma anche cronologico dell’edizione francese che ha visto un gran numero di partecipanti italiani e il più grande espatrio di Vescovi; il pellegrinaggio della Croce del Giubileo – preliminare ad ogni edizione della GMG – ha inoltre riscontrato un significativo successo paragonabile a quello della Vergine pellegrina alla fine degli anni ’40; da ultimo possiamo constatare una felice coincidenza storica che gli studiosi di domani non potranno non considerare: nel panorama degli ultimi due/tre decenni l’anno 2000 ha rappresentato un tempo di relativa tranquillità internazionale che difficilmente lasciava presagire le difficoltà internazionali che hanno provocato e che sono seguite agli eventi dell’11 settembre 2001 che irromperanno nella preparazione e celebrazione della successiva edizione di Toronto (2002).

Questo brano è tratto dalla tesi:

Le Giornate Mondiali della Gioventù: sviluppo storico, significato ecclesiale - pastorale e indagine tra i giovani lodigiani.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bottoni
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale
  Facoltà: Facoltà Teologica
  Corso: Teologia
  Relatore: Angelo Manfredi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

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