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Il seicento a Foligno. I cicli pittorici delle residenze nobiliari.

Foligno, una città di Palazzi

L’importanza della città come polo fieristico e mercantile nell’ambito d’influenza dello Stato Pontificio, la sua centralità rispetto a importanti collegamenti viari ed i numerosi circuiti culturali e religiosi, hanno portato all’insediamento in città di famiglie di antica e nuova aristocrazia.

Così i bei palazzi dell’ospitalità patrizia si elevano grazie a questa centralità del flusso dei viandanti, dei pellegrini e dei personaggi illustri che vanno verso i grandi santuari, dei mercanti attivi nel sistema interregionale delle fiere e dei mercati. Fin dai secoli XVI e XVII la città aveva maturato uno specifico profilo produttivo e commerciale che aveva favorito il radicamento di una nuova classe mercantile spesso potenziata da ingenti flussi mercantili migratori esterni, ben presto inseritasi nei ranghi più elevati del governo locale, promotrice, in molti casi, di un notevole sviluppo urbanistico concentrato lungo i tradizionali assi artigianali dentro la primitiva cerchia di mura.

A partire dalla metà del Cinquecento, ragguardevoli costruzioni ex novo sono realizzate da mercanti forestieri che si recano a Foligno per la Fiera dei Soprastanti e talvolta restano in città, ospiti nelle sontuose residenze.
I palazzi gentilizi sono concentrati e allineati in determinate zone della città, considerate più elevate, corrispondenti all’antica forma urbis, distinte da quelle abitate da ceti più modesti come artigiani, contadini, nullatenenti, corrispondenti alle successive espansioni delle mura urbane. Gradualmente si stabilisce anche una centralità economica e simbolica nuova, fondata sulla direttrice verticale mediana, a congiungimento della porta di San Giacomo con la porta Contrastanga o Romana.

I palazzi della nuova aristocrazia svolgono ormai un ruolo di rappresentanza, stabilendosi lungo i tradizionali assi mercantili e centri di potere civico.
Questo ceto emergente e le sue residenze riflettono l’ascesa sociale dei committenti, dando luogo a sontuosi palazzi integralmente destinati ad alloggi e rappresentanze, lungo i maggiori assi urbani, splendidamente decorati da cicli affrescati che celebrano le virtù familiari e urbane, nella maggior parte dei casi ispirati a temi tratti dal repertorio mitologico della classicità. La città ha sempre mantenuto funzioni territoriali di rilievo ed è proprio da qui che nasce il topos del “porto di terra” dello Stato Pontificio, Foligno ha consentito ai soggetti sociali dotati di forza economica di trafficare, speculare, commerciare, stipulare vantaggiosi accordi, lucrare sui prestiti di denaro, accumulare rendite derivanti dalle proprietà fondiarie.

La rassegna delle dimore barocche di nobili e mercanti presenta la vocazione della società folignate che si conferma centro residenziale, polo di attrazione di risorse economiche, artistiche e culturali, che una nuova falda sociale convoglia sull’abitato, concorrendo a disegnare, per felice congiuntura storica, un volto rinnovato della tradizionale città di palazzi.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Il seicento a Foligno. I cicli pittorici delle residenze nobiliari.

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Marchetti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Giancarlo Gentilini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

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Parole chiave

barocco
foligno
il seicento
vii secolo
residenze nobiliari
cicli pittorici

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