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La rete stradale di collegamento tra il Nord-Est italiano, l'Austria e la Germania

L’impatto antropico e la salute pubblica

L'inquinamento atmosferico è definito dalla normativa italiana come: "ogni modificazione della normale composizione chimica o dello stato fisico dell'aria dovuta alla presenza di una o più sostanze, in quantità e con caratteristiche tali da alterare la salubrità e da costituire pericolo per la salute pubblica" (D.P.R.

203/88).
Alle infrastrutture stradali sono associate emissioni gassose in maniera proporzionale al volume di traffico. Tali emissioni, essendo prodotte da un veicolo in movimento, dipendono non solo dal combustibile usato, ma anche dal regime di marcia e dallo stato di manutenzione del veicolo stesso.
Tra le cause che determinano inquinamento atmosferico è opportuno discernere tra due categorie di emissioni: quelle il cui effetto è immediatamente riconoscibile nelle aree più adiacenti all’infrastruttura (ossido di carbonio, metalli e polveri in genere) e quelle il cui effetto si ripartisce in una fascia di maggiore estensione, spesso non facile da individuare (quali idrocarburi, anidride solforosa, ossidi di azoto…); l’effetto dannoso prodotto da queste ultime può essere rilevato solo dopo la loro interazione con l’atmosfera attraverso fenomeni chimico-fisici e successivamente alla loro caduta al suolo.

Le sostanze inquinanti più comuni sono:
- l’Ossido di Carbonio, che costituisce il prodotto di combustione di tutti gli idrocarburi. Il biossido di carbonio (CO2), innocuo per l'uomo e responsabile del cosiddetto "effetto serra", costituisce il prodotto finale di ogni ossidazione di sostanza organica. Il monossido di Carbonio, invece, (CO) è un composto che nella combustione, in teoria, dovrebbe scomparire completamente; in realtà, l’ossidazione dell'ossido di carbonio a biossido può non avvenire in maniera totale, se la temperatura di reazione non è particolarmente elevata o il tempo di contatto tra questo inquinante e l'ossigeno non è sufficiente. Come tutti gli inquinanti primari, il monossido di carbonio raggiunge valori massimi nei mesi invernali quando all'inquinamento industriale e da traffico si aggiunge quello dovuto alle caldaie ad uso domestico;

-gli Idrocarburi i quali derivano principalmente da processi incompleti di evaporazione e combustione. Il traffico veicolare produce idrocarburi di vario tipo, in relazione al tipo di carburante utilizzato. Alcuni idrocarburi sono dotati di elevata tossicità e sono pertanto oggetto di campagne finalizzate. Tra questi sono da considerare, in particolare, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed il benzene, presente nelle benzine;

-gli Ossidi di Azoto, tra i quali predominano il monossido NO ed il biossido NO2, si formano come sottoprodotti delle reazioni di combustione dalla combinazione dell'azoto e dell'ossigeno dell'aria. In fase di reazione si forma quasi esclusivamente il monossido che, in seguito, si converte in biossido. Molto più tossico del monossido, il biossido di azoto ha potere irritante e corrosivo ed in presenza di umidità porta alla formazione del corrispondente composto acido (HNO3 -acido nitrico). Gli ossidi di azoto giocano un ruolo determinante nella produzione e distruzione dell'ozono e, in generale, nella formazione dello smog fotochimico;

-l'Ozono, che si forma in presenza di radiazione solare per reazione tra l'ossigeno molecolare (O2) e l'ossigeno atomico radicale prodotto da una serie di reazioni che coinvolgono gli ossidi di azoto (ciclo fotolitico). Questo tipo di ozono, di origine antropica, non deve essere confuso con quello naturale stratosferico che serve invece da filtro protettivo per le radiazioni UV solari. Sull'uomo ha effetti tossici, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio;

-i Particolati, i quali sono le sostanze solide e liquide che rimangono in sospensione nell’atmosfera e ricadono sulle piante circostanti creando effetto dannosi per l’accumulo di calore e la perdita di luce;

-il Piombo, contenuto soprattutto nei composti aromatici con cui viene additivata la benzina, risulta particolarmente dannoso per le persone, mentre in dosi non elevate può essere sopportato dalla vegetazione la quale però, risulta estremamente pericolosa se immessa nel ciclo alimentare;

-le polveri sospese, conosciute anche come "polveri respirabili" ovvero quelle che, per ridotte dimensioni, possono superare la barriera delle prime vie aeree causando un effetto di ostruzione delle vie respiratorie profonde. La loro pericolosità è aumentata dalla possibile presenza nelle stesse di sostanze tossiche (es. piombo, cadmio, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici).

Questo brano è tratto dalla tesi:

La rete stradale di collegamento tra il Nord-Est italiano, l'Austria e la Germania

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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Garna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Piero Pedrocco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 236

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