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Radio. Storia di un mezzo senza età

Esordio della radio in Italia

La radiodiffusione in Italia si sviluppò in contemporanea con l'instaurarsi del regime fascista e le loro storie s'intrecceranno per tutto l'arco del Ventennio.
Un ruolo rilevante nel rilancio delle attività in Italia lo ebbe Guglielmo Marconi: rientrato dagli Stati Uniti dopo la vittoria del premio Nobel per la fisica (1909), s'iscrisse subito al Partito fascista e s'impegnò a ottenere dal Regime quello che i governi liberali gli avevano negato. Egli si opponeva alla decisione dei ministri competenti di permettere l'espansione della Société Gènèrale de Telegraphie Sans Fil francese e della Telefunken tedesca sul territorio del Regno. Egli era dell'idea che fosse necessario costituire una società italiana, rappresentata da un ente nazionale indipendente dal capitale straniero, che fosse in grado di gestire il sistema radiofonico nazionale e di farlo espandere anche all'estero.
L'Italia, infatti, era l'unica tra le grandi potenze a non avere un completo e organizzato servizio pubblico radiotelegrafico. Marconi, più che da patriottismo, era spinto da ovvi interessi personali: nel 1921 aveva fondato la Società italiana per i servizi radiotelegrafici (SISERT) e in seguito anche la Radiofono e sperava di ottenere da Mussolini la gestione in esclusiva dei servizi radiotelegrafici e radiotelefonici. Nel novembre 1922 per conto delle SISERT, l'avvocato Filippo Bonacci inviò una lettera a Giacomo Acerbo, sottosegretario alla Presidenza del consiglio, per sottoporre all'attenzione del Duce le richieste del gruppo Marconi, che saranno però tutte respinte. Mussolini decise anzi di salvaguardare la posizione del Governo con un decreto, che riservava allo Stato l'impianto e l'esercizio di comunicazioni e gli permetteva di elargire concessioni. Marconi, assieme al suo fidato consigliere Luigi Solari, tentò anche nell'anno successivo di “strappare” a Mussolini una concessione, ma senza nessun esito positivo.
Alla fine la convenzione stipulata vent'anni prima tra Marconi e il governo italiano non fu rinnovata; si concluse invece un accordo con la Société Gènèrale de Telegraphie Sans Fil e la Telefunken per la creazione della Italo Radio.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Radio. Storia di un mezzo senza età

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Ferraro
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Anna Bisogno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

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