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I nuovi player over-the-top nel settore dell'audiovisivo e il caso di DAZN

Il mercato del Vod in Italia: player e caratteristiche

Prima di entrare nel merito dell’analisi di DAZN, si propone – seppur solo sommariamente – una panoramica sul mercato di riferimento in cui la piattaforma del gruppo Perform si colloca, cioè quello dei servizi di streaming video on demand che operano nel contesto italiano. Si procede dapprima con la descrizione dei più importanti operatori subscription video on demand (Svod), successivamente dei transactional video on demand (Tvod) e infine degli advertising video on demand (Avod).
Nella prima categoria rientra innanzitutto Netflix, società fondata nel 1997 negli Stati Uniti da Reed Hastings e Marc Randolph.

A fronte della sottoscrizione di un abbonamento, vengono messi a disposizione dei consumatori – tramite il sito internet o l’applicazione dedicata – moltissimi film, serie tv, documentari e cartoni; con un catalogo estremamente ampio l’impresa riesce a raggiungere tutti i tipi d’età, genere e provenienza, incontrando i gusti di ognuno. I contenuti – in alcuni casi semplicemente distribuiti, in altri anche prodotti – sono accessibili on demand con l’opportunità di fare delle vere e proprie “abbuffate televisive” (binge watching) e di riprendere la fruizione in un secondo momento proprio dal punto esatto in cui la si è interrotta. È anche possibile effettuarne il download per accedervi offline tramite l’app su dispositivi mobile. Netflix propone tre tipi di abbonamenti mensili: il ticket base, che permette una solo fruizione a 7,99€; il ticket standard, con due utilizzi contemporanei e video Full HD a 11,99€; il ticket premium che consente quattro accessi simultanei e risoluzione UltraHD/4K a 15,99€.

Il principale concorrente di Netflix è Amazon Prime Video, nato nel settembre 2006. Il servizio è accessibile, in modo gratuito, esclusivamente per gli abbonati ad Amazon Prime (4,99€ al mese, dopo uno di prova gratuita, o 36,99€ all’anno), con il tetto limite di tre visioni contemporanee. Il legame con l’e-commerce, core business dell’impresa di Bezos, è dunque marcato e costituisce il punto di forza della piattaforma. La qualità e l’ampiezza dell’archivio – anche in questo caso composto sia da titoli originali che non, scaricabili e accessibili senza connessione ad Internet tramite l’applicazione – non sono probabilmente ancora a livello del precedente, ma nel tempo si sta registrando una crescita continua. Per esempio, negli ultimissimi anni, Amazon si sta espandendo – non ancora però in Italia – nell’area sportiva: in Germania sono stati acquisti i diritti prima degli anticipi del venerdì di Bundesliga (stagione 2016/17), poi quelli di altre 5 partite domenicali (stagione 2017/18) e infine tutti i diritti audio della massima e della seconda serie tedesca (stagione 2018/19); negli Stati Uniti dal 2017 vengono trasmesse 11 partite all’anno di National Football League (Nfl); nel Regno Unito fanno parte del catalogo l’ATP World Tour di tennis (dal 2017 per i successivi cinque anni) e, soprattutto, i 10 match del Boxing Day ed altri 10 di uno dei Bank Holiday di Premier League (per il triennio 2019/22).

Sono servizi Svod anche le piattaforme non integrate di proprietà dei broadcaster tradizionali: Infinity, di Mediaset, e Now Tv di Sky. Il primo – creato nel dicembre 2013 –, con un abbonamento da 7.99€ (è sempre possibile avvalersi di un primo mese gratuito) garantisce l’accesso ad un ampio archivio di film e serie tv ad un massimo di due dispositivi nello stesso momento. Analogamente a Netflix e Prime Video, i contenuti possono essere scaricati e visti offline tramite l’app. Per quanto riguarda il secondo, nato in Inghilterra nel 2012, si tratta del principale competitor Ott italiano di DAZN e la sua offerta, in termini di contenuti, è pari a quella trasmessa sui canali satellitari dalla pay tv di Murdoch. Le possibilità tra cui un consumatore può scegliere sono quattro: il pacchetto cinema con film disponibili on demand e l’accesso al canale dedicato Sky Cinema; il pacchetto serie tv con tanti contenuti, originali e non, accessibili “su richiesta” e i canali Sky Atlantic, Fox, FoxLife e Fox Crime; il pacchetto intrattenimento con documentari, show e programmi per bambini fruibili on demand, e 13 canali tra cui Sky Uno, MTV, Disney Channel, History Channel e Sky Arte; il pacchetto sport, con l’accesso esclusivamente in diretta a tutti i canali dell’area sport di Sky. Tra i contenuti di cui vengono detenuti i diritti spiccano le 7 partite su 10 ogni settimana di Serie A, tutta la Champions League e Europa League, la Premier League inglese, la Bundesliga tedesca, la Moto GPTM, la Formula 1® e tornei di tennis, golf e rugby. Il ticket sport, dopo 14 giorni di prova gratuita, costa 7,99€ con durata giornaliera, 14,99€ con durata settimanale, 29,99€ con durata mensile e permette una sola fruizione alla volta, pur potendo connettere più dispositivi allo stesso account. Per quanto riguarda i tre precedenti, dopo sempre due settimane di free trial, l’utente può scegliere di acquistarne uno (9,99€ al mese), due (14,99€ al mese), o tutti e tre (29,99€ al mese), con la possibilità – pagando 2,99€ in più al mese, la cosiddetta Opzione + –, di due visioni contemporanee.

Un altro concorrente di rilievo per DAZN Italia è Eurosport Player – lanciato nel 2008 e arrivato in Italia tre anni dopo –, che permette di fruire live e on demand, con al massimo due utilizzi simultanei, tutti i contenuti sportivi che vengono anche trasmessi sui canali Eurosport 1 e Eurosport 2. L’abbonamento costa 7,99€ al mese, dopo la pressoché universale opportunità di usufruire di un primo senza esborsi, o 49,99€ all’anno. All’interno del catalogo offerto, oltre ad un evento di assoluto rilievo come le Olimpiadi – in ordine cronologico si disputeranno quelle di Tokyo nel 2020, Pechino nel 2022 e Parigi nel 2024 –, vi sono diverse competizioni di basket (Lega Basket Serie A, Eurolega, Eurocup, Fiba Champions League), ciclismo (Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta a España), motori (Superbike, Formula E, Campionato mondiale di rally), tennis (Australian Open, Roland Garros e US Open) e sport invernali (Coppa del Mondo di Sci Alpino, Fondo, Biathlon).

Un ultimo Svod rilevante, sebbene solo all’interno dei confini nazionali, è Tim Vision, di proprietà della Tim che lo ha fondato nel dicembre 2009. Il servizio, che punta molto sul cinema italiano e serie televisive inedite – oltre ad offrire qualche programma di intrattenimento –, costa 5,00€ al mese, con sempre la possibilità di testarlo gratuitamente per il primo e di effettuare il download dei contenuti. Molto spesso costituisce un’integrazione gratuita di alcuni pacchetti dell’offerta dell’impresa di telecomunicazioni.
Nella categoria dei Tvod la proposta principale è quella di Chili Tv. Lanciata da Fastweb nel 2011 in Italia, la piattaforma è stata rilevata l’anno successivo da un insieme di soci che hanno quindi creato una società per azioni indipendente. Dal 2014 l’impresa è diventata internazionale, espandendosi in Regno Unito, Polonia, Germania e Austria. I clienti possono noleggiare (da 0,99€ a 5,49€) o acquistare (da 5,00€ a 19,99€) serie tv e film, anche appena usciti in sala. Proprio questo è il punto di forza di un servizio – ma in generale di tutti gli altri Tvod come Apple e Google che offrono singolarmente, con prezzi simili, vasti cataloghi di contenuti audiovisivi – che scommette sulla scelta istintiva del consumatore più che sulla sua fidelizzazione.

Completano il quadro i servizi Avod che tendenzialmente costituiscono un’integrazione dell’offerta lineare dei broadcaster tradizionali, con la finalità di rendere sempre disponibili – per una fruizione in differita (catch-up tv) o anche in diretta ma tramite dispositivi differenti dal televisore – i programmi veicolati tramite digitale terrestre. I più importanti nel contesto italiano sono RaiPlay della Rai, MediasetPlay di Mediaset, DPlay di Discovery e Rivedila7 di La7.

Questo brano è tratto dalla tesi:

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Tonioni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Cecilia Penati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

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