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Lo stalking: un approccio sociologico, criminologico e giuridico

L'impatto dello stalking sulla vittima

La letteratura scientifica americana é la prima ad essersi occupata della Sindrome da Trauma da stalking o S.T.S.


In prima analisi si può dire che questa, pur essendo una sindrome a sé stante, per certi aspetti si rifà ad altre fattispecie, quali il disturbo post traumatico da stress, la sindrome da maltrattamento e quella da rapimento.
La S.T.S. é riconducibile sempre al noverp dei traumi psicologici ripetuti, ma non necessariamente comprende quella del maltrattamento fisico, che dipende appunto dal tipo di molestie poste in essere.
La S.T.S. prevede l' esposizione ad un evento stressante, solo che, diversamente da quanto accade nel disturbo post traumatico da stress, l'evento non si palesa giornalmente. Anzi, la sua manifestazione é per la vittima imprevedibile, con riferimento sia all'ambiente in cui si verifica sia al momento.
Il carattere di imprevedibilità può portare ad un sentimento di rassegnazione da parte della vittima, la quale ritiene appunto che la fuga sia poco proficua. E' così perché l' evento molestante é percepito dalla vittima come condizione che non risulta avere né un inizio né una fine definibile.

Parodi é convinto nel sostenere che non esista una vera Stalking Trauma Syndrome, infatti Il fenomeno delle molestie assillanti provocherebbe disturbi psichici che la medicina legale contempla già da tempo. Essi sono: il disturbo reattivo di tipo ansioso con depressione del tono dell'umore (DSM-IV F43.22); disturbo acuto da stress (DSM-IV F43.0 ); disturbo depressivo maggiore (DSM-IV F32.2); disturbo distimico (DSM-IV F43.1); disturbo post-traumatico da stress (DSM-IV F43.1); disturbo di somatizzazione (DSM-IV F45.0); disturbo somatoforme indiffernziato (DSM-IV F45.1) .

Ad ogni modo la S.T.S. prevede sintomi quali: un senso di paura ed angoscia, commisto a disagio e timore, che si manifestano in concomitanza con l' ipertensione arteriosa. La vittima non riesce a rilassarsi né ad essere felice, é costantemente in stato d' allerta perché ha timore di essere controllata dallo stalker, teme che si verifichino sue intrusioni ed episodi di molestie sessuali. E' solita percepire ogni tipo di comportamento come un avvertimento pericoloso.

Per tali motivi il soggetto passivo non di rado é insonne, vive un costante sentimento di fragilità intrapsichica e di perdita di controllo in varie situazioni di vita di carattere aggressivo.
Molto comuni sono sentimenti quali debolezza, disperazione ed ansia, vulnerabilità, insicurezza e la comparsa di ricordi intrusivi, quindi nervosismo, ipervigilanza ed aggressività autopunitiva.

Nel caso in cui la famiglia minimizzi il problema, la vittima può incrementare la condizione di isolamento e può arrivare al punto di ritenersi responsabile delle molestie dello stalker.
E' chiaro che la valutazione del disturbo dovrà tener conto di alcuni elementi fondamentali quali lo status quo ante e l'efficienza lesiva costituita dal comportamento dello stalker.

A lungo andare i suesposti sintomi, uniti ad un eventuale isolamento sociale e al profondo sconforto, possono portare la vittima a vere e proprie patologie, quali depressione ed attacchi di panico. Purcell, esaminando le conseguenze psicologiche determinate da una breve molestia, rispetto a quelle indotte da uno stalking prolungato nel tempo, ha riscontrato come I problemi di salute mentale fossero più gravi tra coloro che avevano subito condotte di stalking per più di quindici giorni. Il dato é ancor più significativo se si considera che il 10 % dei soggetti molestati per lungo tempo ammetteva di aver pensato di porre fine alla propria vita.

Al fine di ben capire i sintomi della S.T.S., pare opportuno esaminare il ciclo della crisi, il quale ben riassume ed esplica il meccanismo che sta alla base della tipica condotta persecutoria ed i suoi effetti.
Il ciclo della crisi é composto da tre fasi: la fase della crisi, la fase del recupero e quella dell'anticipazione.
La prima é quella in cui lo stalker inizia a porre in essere atti di tormento. La vittima é già intimorita, tuttavia reagisce e prova a difendersi.
La fase successiva matura nel breve tempo ricorrente tra il ripetersi dei singoli episodi di molestia e dipende dalla frequenza di questi. Si caratterizza per la ricerca, da parte della persona oppressa, di serenità e tranquillità.
Nel momento in cui la vittima matura l'aspettativa di un futuro attacco, quindi entra in stato di allerta, si realizza la terza fase, cosiddetta di anticipazione. E' la fase più deleteria per la vittima in quanto ella non ha tregua e si auto-tormenta, é diventata carnefice di se stessa.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Lo stalking: un approccio sociologico, criminologico e giuridico

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Rho
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandra Szego
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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