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Processi Psicodinamici alla base del Disturbo Borderline della personalità

La dissociazione nella personalità borderline, il contributo di Pierre Janet

Siamo giunti all’ultimo capitolo di questo elaborato, nel quale approfondiremo una tematica per certi versi già argomentata, seppur in modo parziale e da diverse prospettive nei precedenti capitoli, ossia l’aspetto dissociativo nella patologia borderline. In questo capitolo analizzeremo però in modo più dettagliato tale condizione, esaminando gli importanti studi condotti da Pierre Janet. Iniziamo quindi ad approfondire i diversi contributi in merito, cercando però prima di comprendere in modo estremamente essenziale la modalità attraverso la quale tale condizione dissociativa venga vissuta dai soggetti borderline, a tal proposito, “Una donna affetta da DBP, racconta di vivere come disconnessa dalle cose.

Percepisce il suo corpo come strano, come se a volte cambiasse forma. E’ colpita da un senso pervasivo d’intorpidimento e d’irrealtà. La sua memoria sembra lacunosa. Secondo i più accreditati criteri diagnostici ella vive in uno stato di dissociazione, ovvero mostra sintomi di derealizzazione, depersonalizzazione e disturbi della memoria” (Waller, Putnam, Carlson, 1996). Osserviamo quindi come emergano alcuni elementi particolarmente significativi, ad esempio, la tendenza a percepire il proprio corpo come non appartenente a se stessi, il senso di estraneità dagli stimoli ambientali, la percezione che le cose non siano reali o che non stiano accadendo per davvero, ed anche l’importante funzione esercitata dalla memoria, risulta interessata da interferenze disfunzionali. Un primo passo che ci aiuta a far luce su tale tematica è probabilmente la classificazione elaborata da Emily Holmes e collaboratori (2005), in base alla quale è possibile categorizzare la dissociazione sulla base di due principali criteri che lei denomina “distacco” e “compartimentalizzazione”. Il primo criterio, ossia il distacco, è rappresentato da una disintegrazione psichica, quest’ultima potrà essere anche definita “dissociazione primaria”, lo stato di compartimentalizzazione invece, potrà essere definito “dissociazione secondaria” (Meares, 2012). La disintegrazione rappresenta quindi un elemento cruciale nell’ambito del fenomeno dissociativo, la si può considerare “la sconnessione delle funzioni, solitamente integrate, della coscienza, della memoria, della identità o della percezione” (DSM-IV, 1994). Proprio la disintegrazione rappresenta l’elemento centrale nella teoria di Janet in relazione ai fenomeni dissociativi e di seguito andremo ad approfondire i contributi di tale autore. Diverse erano le definizioni che Janet utilizzava in relazione al fenomeno dissociativo, tra queste vi sono, abaissement du niveau mental (abbassamento del livello mentale), restrizione o costrizione della coscienza, dèsagrègation (disintegrazione), dissociazione e idee fisse subconscie. E’ importante affermare che il termine “dissociazione”, era oggetto di un utilizzo diffuso da parte del mondo scientifico, tuttavia secondo Janet, la dissociazione rappresentava solo un aspetto di un fenomeno ben più ampio, egli considerava la dissociazione come un aspetto di una sindrome più complessa. Inoltre più che parlare del Sé, Janet tende a soffermarsi sul concetto di personalità, intesa come identità personale, quest’ultima tendenzialmente risulta orientata ad un’integrazione, ma senza la certezza di poter arrivare a tale obbiettivo (Meares, 2012). Appare quindi chiaro che per Janet il concetto di integrazione è alla base del Sé. Il modello della mente che Janet elabora, è sostanzialmente un modello gerarchico, tale gerarchia è fondamentalmente rappresentata da un’integrazione di tendenze, le quali implicano una disposizione all’azione. A tal proposito, possiamo riferire che “anche ai livelli più bassi della vita psichica non vi è sensazione senza movimento” (Ellenberger, 1970). Tale affermazione è infatti di supporto al concetto, secondo il quale le tendenze all’azione risultino estremamente connesse ai livelli meno complessi del funzionamento psichico, di contro invece, le “riflessioni personali” risultano essere correlate ad un livello più elevato dell’attività psichica, tale livello risulta implicato nella creazione dell’identità (Meares, 2012). [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Processi Psicodinamici alla base del Disturbo Borderline della personalità

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Galeandro
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Benedetta  Rinaldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

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Parole chiave

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trauma e dissociazione
psicologia del trauma

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