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Vorremmo giocare di più tutti insieme

Quattro casi di inclusione a scuola in Italia: la voce degli insegnanti

In Italia, invece gli studenti ritenuti “inadatti” e per questo portati all’interno delle scuole “speciali” iniziarono a frequentare le scuole comuni circa quarant’anni fa avviando studi significativi in tale direzione. Ne sono un esempio i lavori di ricerca condotti a Bolzano, dalla Fondazione Agnelli e dal Comitato Valutazione del Trentino utilizzati poi come riferimento anche per il lavoro svolto nella città di Bergamo che verrà anch’esso sintetizzato di seguito. Comune denominatore sembra essere la raccolta e l’analisi dei punti di vista di insegnanti curricolari, di sostegno e degli assistenti educatori. Come campione, sono state coinvolte nella città di Bolzano, 3200 persone tra insegnanti curricolari, di sostegno, assistenti educatori e collaboratori, psicopedagogisti e dirigenti che hanno accettato di svolgere un questionario on-line (Ianes et al. 2010).



Nell’ambito invece del lavoro di ricerca svolto dalla Fondazione Agnelli (Treelle et al. 2011) è stato chiesto di svolgere un questionario on-line a 7700 docenti curricolari e di sostegno neo assunti in ruolo a partire dall’A.S. 2009/2010.
Il Comitato di Valutazione del Trentino si è infine preoccupato di studiare i possibili effetti dell’applicazione del regolamento per favorire l’ “Integrazione” e l’ “inclusione” degli studenti con “BES” (Allulli 2008); sono stati coinvolti a tal fine, 613 persone tra insegnanti curricolari e di sostegno, assistenti educatori e facilitatori della comunicazione. Nel complesso, l’esperienza è stata giudicata come positiva e secondo alcuni partecipanti, la presenza in classe di uno studente “disabile” ha favorito un miglioramento non solo del clima all’interno della stessa ma ha anche in termini di apprendimento per l’intero gruppo. Di questo parere, sembrano essere soprattutto gli insegnanti di sostegno. Si evidenzia inoltre, un bisogno di rinnovamento delle prassi didattiche e delle metodologie unita ad una più efficace specializzazione (Ianes et al. 2010, Sandrone 2011). Nonostante ciò, dal lavoro di ricerca della Fondazione Agnelli emerge che una piccola percentuale degli insegnanti preferisce collocare in classi speciali gli alunni con patologie complesse perché ritiene che essa sia un’opportunità al fine di favorire l’apprendimento. L’idea della separazione fisica degli alunni come opportunità di apprendimento sembra purtroppo essere ancora una costante in ambito scolastico anche sulla base di quanto raccolto nell’ambito della mia attività di tirocinio. Canevaro e colleghi hanno notato che gli insegnanti rivendicavano una maggiore collaborazione tra gli attori coinvolti anche intavolando un possibile annullamento di ruoli tra insegnanti curricolari e di sostegno anche se il rapporto spesso conflittuale tra insegnanti curricolari e di sostegno resta uno degli elementi di maggiore criticità che è possibile ritrovare anche nel lavoro svolto nell’ambito del mio tirocinio sulla base di quanto emerso dalle interviste svolte. È stato inoltre possibile rilevare altri nodi critici, alcuni dei quali ricorrenti e ben evidenziati anche nell’ambito del tirocinio svolto ad Inzago (MI) tra i quali si ricordano: l’attività di sostegno vista come “scorciatoia” al fine di diventare docente curricolare, l’organizzazione interna e la mancanza di figure specializzate, la collaborazione con le famiglie e le equipe socio-sanitarie ed infine il non soddisfacente rapporto con gli specialisti dovuto ad un alto numero di richieste, evidenziato da quasi metà del campione. È compito dei Dirigenti promuovere forme di collaborazione in tal senso (Rondanini, 2012- Ianes 2010).

Sulla scia dei lavori svolti nelle città sopra citate, anche la città di Bergamo ha attuato un progetto al fine di indagare come la città stessa si sta muovendo per attuare politiche inclusive. In primo luogo è stato operato un confronto tra il contenuto dei Piani per l’Offerta Formativa stilati all’interno dei vari istituti superiori della città oggetto di ricerca e le opinioni di insegnanti ed educatori. Sono state poi svolte in un secondo momento delle interviste non strutturate ad interlocutori privilegiati ed eseguita una mappatura degli utenti che usufruiscono dei servizio di neuropsichiatria della città. Sono stati infine analizzati i Piani dell’Offerta Formativa delle varie scuole ed analizzati i dati emersi da questionari, interviste e focus group realizzati in precedenza. Sono state raccolte 125 adesioni per lo svolgimento dei questionari e le tematiche affrontate nel corso del lavoro sono state molteplici, (in parte trattati anche nell’ambito del mio tirocinio sulla base dell’index per l’inclusione, Carocci 2014) tra le quali: accoglienza, rispetto dei Diritti Umani, sviluppo di valori condivisi, accoglienza degli spazi, riduzione delle forme di discriminazione, partecipazione, approccio comune, incoraggiamento all’aiuto reciproco,rimozione delle barriere all’apprendimento e alla partecipazione e valorizzazione del contributo di ciascuno. Nell’ambito di questo progetto, qui descritto come riferimento, sono state svolte interviste ai referenti per la “disabilità” dei quattro istituti ed ad un campione di 20 persone in totale formate da insegnanti sostegno ed educatori. Le tempistiche così anche nell’ambito del mio tirocinio, sono state definite a seconda degli intervistati. Le tematiche affrontate nel corso delle interviste e poi riprese durante lo svolgimento dei focus group riguardavano: l’organizzazione della scuola, i valori condivisi, i progetti di vita, il ruolo rivestito dalla funzione strumentale e dalla Commissione per la “disabilità” e la fase di orientamento in entrata ed in uscita per i ragazzi.

I risultati ottenuti sono stati successivamente suddivisi nei tre seguenti blocchi chiave: valori espressi dal P.O.F. (accoglienza e benessere, lavoro di rete, sviluppo delle capacità individuali e solidarietà), informazioni ricavate dai questionari effettuati e le informazioni emerse dalle interviste e dai focus group. Sono state approfondite infatti le percezioni degli insegnanti curricolari e ricavate le opinioni delle figure maggiormente coinvolte a livello educativo per i ragazzi ossia i referenti per la “disabilità”, gli insegnanti di sostegno e gli assistenti educatori relativamente a quattro grandi temi: corresponsabilità, alunni al centro del progetto, orientamento e ruolo dei pari. I temi della corresponsabilità, degli alunni al centro del progetto e il ruolo dei pari sono state in parte affrontati anche nell’ambito del mio progetto di tirocinio (Fonte: Zappella E., 2015: “The paths of students with disabilities in high schools in Bergamo: the voice of teachers”. In Rivista formazione e lavoro).

Questo brano è tratto dalla tesi:

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Cagnola
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Fabio Dovigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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