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Contributo alla carta archeologica di Antium

Informazioni tesi

  Autore: Manuela Micheli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: UNINT - Università degli studi Internazionali di Roma
  Facoltà: Lettere
  Corso: Operatore per i beni culturali
  Relatore: Docci Micheli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

La carta archeologica, soprattutto nei centri a continuità di vita, è lo strumento migliore per una corretta comprensione dello sviluppo urbanistico. Lo studio delle evidenze archeologiche si affianca quindi a quello delle fonti bibliografiche.
Man mano che si procede a ritroso nel tempo, le notizie storiografiche sulla colonia di Antium si fanno sempre più frammentarie e risulta difficile una ricostruzione topografica dell’area. Lo scopo di questo lavoro è quello di riassumere le informazioni a disposizione, per analizzare i dati ed elaborare una proposta di carta archeologica per una zona specifica del comune di Anzio.
L’inquadramento storico percorre i secoli precedenti all’occupazione romana fino al IV secolo d.C., momento in cui la colonia venne abbandonata ed ebbe inizio il processo urbanistico e culturale che portò all’incastellamento di Nettuno. Si tratta di un periodo storico molto lungo e ricco di eventi importanti per l’evoluzione della regione pontina e del Lazio, ma del quale come già detto rimangono poche testimonianze.
Infine, l’opinione di molti studiosi riguardo all’appartenenza dell’attuale borgo di Nettuno alla colonia di Antium è che non vi siano abbastanza testimonianze che possano indurci a pensare che vi fosse un insediamento precedente a quello altomedievale. Il dibattito è ancora aperto. Come verrà mostrato all’interno di questo lavoro, sono arrivate ai nostri giorni (o conosciamo tramite testimonianze del XIX secolo) evidenze archeologiche che sembrerebbero dimostrare il contrario.

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  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: UNINT - Università degli studi Internazionali di Roma
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2 INTRODUZIONE Storicamente la città di Antium è sempre stata al centro delle dinamiche politiche laziali sia in età pre-romana che nelle fasi successive. Città volsca o latina, a seconda dell’interpretazione che gli studiosi scelgono di dare a eventi ed emergenze archeologiche, Antium entrò presto a far parte degli interessi di Roma, che la dedusse come colonia due volte prima di riuscire a imporre la propria autorità. Nel 408 a.C., a seguito di una rivolta organizzata dai Volsci Anziati, infatti, Roma e Antium si trovarono di nuovo in guerra, finché la città non venne definitivamente conquistata nel 338 a.C. Centro produttivo e commerciale, privilegiato altresì per la posizione strategica sul mare e rispetto alla geografia del resto della regione pontina, Antium fu anche scelta come luogo prediletto per attività culturali, turistiche e ricreative dell’elitè romana soprattutto in età imperiale. Distrutta dai soldati di Mario durante la guerra civile, venne ricostruita e nel tempo arricchita di infrastrutture, fino a subire una vera e propria monumentalizzazione che si è protratta fino al III secolo d.C. I ritrovamenti archeologici ad Anzio furono quasi sempre frutto di scoperte fortuite e mai di indagini archeologiche sistematiche. Inoltre, lo sviluppo incontrollato della città moderna, soprattutto a seguito della costruzione della ferrovia Roma-Nettuno (1884), e l’urbanizzazione veloce dal XIX secolo in poi, hanno contribuito alla distruzione di numerosi contesti dall’alto valore documentale. È questo uno dei motivi per cui la documentazione relativa alle scoperte si presenta talvolta in maniera frammentaria e superficiale. È necessario tener conto anche del fatto che non solo Antium subì più volte cali demografici, al punto tale da spingere Nerone nel 60 d.C. a dedurre una nuova colonia di veterani, ma venne abbandonata tra il III e il IV secolo d.C., probabilmente a seguito delle invasioni che interessarono tutta la penisola italica. In questo contesto non si può non considerare l’attività di spoliazione dei beni dagli edifici antichi e il riciclo di materiale da costruzione tipico del periodo altomedievale. In un contesto nel quale gran parte del patrimonio archeologico è andato perduto, perché distrutto dall’urbanizzazione o perché riassorbito all’interno del tessuto urbano moderno, diventa di primaria importanza la messa a punto di strumenti conoscitivi adeguati, funzionali al recupero e alla salvaguardia del ricco patrimonio archeologico della città.

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Parole chiave

archeologia
topografia
carta archeologica
topografia antica
nettuno
anzio
antium

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