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Dai banchi ai campi. L’Outdoor Education come esperienza educativa e pratica didattica

Informazioni tesi

  Autore: Filippo Facco
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Marina Santi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

Imparare da e attraverso la natura è da sempre stato una parte essenziale del processo di sviluppo degli esseri umani. Parlare di Outdoor Education (OE) in relazione alla qualità della vita dell’infanzia riconduce il dibattito ad una visione nella quale il bambino sia pensato come soggetto attivo e partecipe, in una concezione di bisogno che ha senso e significato anche in una proiezione futura, in relazione ad alcuni valori etici sostenibili e salvaguardando il diritto delle generazioni future.
La tesi, attraverso un metodo di ricerca bibliografico, affronta dunque la tematica dell’OE partendo da un’analisi delle condizioni dell’infanzia oggi e ripercorrendo la nascita e gli sviluppi di questo orientamento educativo e didattico. Si fa riferimento ai benefici sul piano psico-fisico e relazionale derivanti dall’adozione e implementazione di un approccio outdoor, e si pone l’accento sul concetto di rischio e sul ruolo dell’attività ludico-ricreativa nel processo di sviluppo dei bambini.Tra i modelli di OE adottati nelle diverse esperienze educative internazionali, ci si sofferma sulla scuola nel bosco, esplicitandone gli obiettivi, l’orientamento pedagogico e le potenzialità educative, e relazionando anche un’esperienza osservativa di una scuola dell’infanzia nel bosco tedesca e una italiana. Per quanto attiene la progettazione didattica, si propone un approccio ‘a ritroso’, ancorandola al ruolo che gioca l’improvvisazione nei contesti educativi (indoor e outdoor).
Ciò che emerge è che oggigiorno l’approccio pedagogico proposto dall’OE più che una alternativa sembra rivelarsi una preziosa necessità. Sotto il profilo ambientale, educare i bambini sulla natura, nella natura e per la natura offre un potente antidoto contro la deriva ambientale che sta affliggendo il nostro pianeta, richiamando una sorta di responsabilità condivisa per il futuro della Terra e la tutela delle sue risorse. L’ambiente esterno dunque assume la valenza di un contesto educante che, oltre ad essere un luogo in cui si apprende,consente di esprimere e potenziare le competenze emotivo- affettive, sociali, espressive, creative e senso-motorie. Scegliere questo approccio significa rivalutare i boschi, il mare, i giardini, i campi, dal punto di vista pedagogico, concependoli come vere e proprie risorse per un’educazione efficace, stimolando la creatività, la cooperazione e un’interazione attiva ricca di stimoli. L’insegnante deve essere abile nel tradurre le opportunità provenienti dall’ambiente esterno in proposte e attività didattiche, curando una progettazione che lasci dei margini di sensibilità e apertura verso l’improvviso evolversi degli eventi, cogliendone e valorizzandone le potenzialità educative e relazionali. Accogliere l’improvvisazione nella metodologia didattica significa dunque includere nella propria intenzionalità pedagogica gli stimoli e le scoperte provenienti dai bambini durante la loro interazione con l’ambiente, interno o esterno che sia.

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  Lingua: Italiano
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10 I precursori dell’OE L’OE affonda le proprie radici nel pensiero pedagogico di illustri autori europei che, a vario titolo, hanno contribuito a sostenere e promuovere la centralità dell’ambiente naturale esterno come preziosa fonte di esperienze, risorse e scoperte in grado di stimolare la fantasia, la creatività e l’apprendimento dei bambini grazie alla sua molteplicità e diversità di forme, sostanze e colori. Secondo Montessori i bambini hanno bisogno di fare esperienze in natura ed entrare in contatto intimo con essa, facendone diretta e autentica esperienza. Nonostante l’immensità e la varietà del mondo naturale, l’approccio dell’uomo alla natura sembra però oggigiorno ridursi ad una osservazione distratta e superficiale di piante e animali, nonché al loro possibile sfruttamento, insomma ‘la natura si è a poco a poco ristretta, nella nostra concezione, ai fiorellini che vegetano, e agli animali domestici utili per la nostra nutrizione, pei nostri lavori, o per la nostra difesa. 11 ’. Ed ecco che, come accennato precedentemente, le ansie e le paure degli adulti si sono progressivamente tradotte in comportamenti iper-protettivi che di fatto, nel corso del tempo, hanno progressivamente allontanato i bambini dalle esperienze a contatto con la natura. Andrebbero perciò promosse attività che consentano al bambino di ‘vivere’ la natura, riscoprendo e valorizzando così quel legame profondo che unisce ogni 10 CECILIANI A., Il movimento del bambino e le ragioni dell’adulto, in FARNE’ R., AGOSTINI F., Outdoor education. L’educazione… Op. cit., p. 38 11 Cit. MONTESSORI M., Il metodo della pedagogia scientifica applicata nelle case dei bambini, Milano, Garzanti, 1909, p. 74

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Parole chiave

competenze
educazione ambientale
natura
improvvisazione
progettazione educativa
outdoor education
scuola nel bosco

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