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Dematerializzazione obbligatoria, dematerializzazione facoltativa e gestione accentrata di strumenti finanziari

Oggetto della trattazione è l’analisi del processo di dematerializzazione che ha coinvolto gli strumenti finanziari nell’ultimo decennio, attraverso il confronto e l’interazione delle normative emanate a cavallo del nuovo millennio.

A seguito di considerazioni preliminari concernenti l’excursus storico del fenomeno, si è proceduto a delineare i profili generali del regime dematerializzatorio, nelle singole componenti oggettive, soggettive e strutturali, evidenziandone altresì affinità e discontinuità rispetto al previgente, o meglio alternativo, sistema cartolare. Sono stati approfonditi i temi riguardanti la riconfigurazione, nel nuovo scenario, di concetti pregnanti come la “materialità” dei diritti, cui consegue l’introduzione di innovative modalità di documentazione scritturale delle posizioni giuridiche soggettive.

Nel corso della dissertazione, dopo un’analitica descrizione del sistema di gestione accentrata semplice così come disciplinato dal Testo Unico della Finanza, che ha il merito di aver introdotto una prima, seppur debole, forma di dematerializzazione della circolazione della ricchezza mobiliare; ci si è addentrati nell’articolata disciplina, contenuta nel Decreto Euro e nel corrispondente Regolamento Mercati, della dematerializzazione totale degli strumenti finanziari, capace di segnare un svolta senza eguali nel perseguimento degli obiettivi di celerità e certezza nei trasferimenti dei diritti di credito, ormai affrancatisi dalla comune incorporazione cartacea. Dopo aver esaminato le ipotesi legali di sottoposizione al servizio di gestione accentrata dematerializzata, si è scesi nel dettaglio delle varie fasi del procedimento di decartolarizzazione degli strumenti, dall’immissione nel sistema, passando attraverso la circolazione scritturale e l’esercizio intermediato o meno dei diritti, sino all’uscita dal contesto dematerializzato, cercando di cogliere appieno vantaggi e svantaggi di una vicenda che ha ridisegnato il modo di concepire le transazioni sui mercati regolamentati.

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 CAPITOLO I LA DEMATERIALIZZAZIONE: PROFILI GENERALI. 1.1. Introduzione: la “dematerializzazione” come processo storico. L’espressione “dematerializzazione” non designa di per sé un istituto giuridico, bensì, sotto il profilo semantico, una vicenda storica che ha riguardato in questi ultimi decenni l’investimento di massa e le modalità tecniche di circolazione della ricchezza, ossia i principali strumenti finanziari conosciuti dai mercati, all’interno del nostro paese come in tutti gli altri ordinamenti ad economia avanzata. Essa riassume, sostanzialmente, il passaggio da una forma di documentazione eminentemente cartacea ed individuale (incorporazione) delle situazioni giuridiche, caratteristica dell’istituto dei titoli di credito, ad una di registrazione contabile (oggi telematica), massificata ed accentrata, e da una tecnica di movimentazione materiale e parimenti individuale dei titoli ad una nuovamente contabile ed intermediata di allocazione delle registrazioni ( 1 ). 























































 ( 1 ) CIAN, La dematerializzazione degli strumenti finanziari, in Banca borsa titoli di credito, 2007, fasc. 6 pt. 1, 641 ss..

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Informazioni tesi

  Autore: Mattia Sala
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Giannelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

FAQ

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Parole chiave

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dematerializzazione obbligatoria
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