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L'opzione

L’articolo 1326 del codice civile stabilisce che “ Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’ accettazione dell’altra parte”, si parte dunque dal concetto che non c’è contratto senza proposta e senza accettazione. Proposta e accettazione considerati cioè come gli elementi strutturali essenziali e tipici per la formazione del contratto. Questo schema è sicuramente giustificato dall’ambiente economico e sociale, nel quale si riflette una semplicità di affari tipica dell’epoca a cui risale lo stesso codice. Infatti ai margini di tale nucleo della formazione del contratto, si pongono altri schemi, in parte diversi, introdotti da nuove esigenze proprie di una società più complessa si pensi ad esempio alla fattispecie della proposta irrevocabile (art.1329c.c.).
La scelta del tema dell’ opzione - oggetto della nostra indagine- è giustificata proprio da queste considerazioni, perché da un lato questo istituto è pur sempre collegato con i principi generali sulla formazione del contratto, e , quindi permette una loro considerazione; dall’altro esprime degli interessi nuovi sistemati in una disciplina non prevista dal precedente sistema. Pertanto tale indagine non solo può riuscire a soddisfare quella esigenza di rinnovamento precedentemente individuata ma comporta probabilmente – ed è questo un profilo di degna considerazione- una discreta utilità pratica ove si consideri, a conclusione di un giudizio retrospettivo, che dal punto di vista della tecnica giuridica e della tecnica degli affari tale modo di formazione del contratto costituisce un progresso rispetto alle forme tradizionali, le quali sono spesso anche rudimentali.
Probabilmente l’opzione può apparire a prime vista come una superflua complicazione del procedimento di formazione del contratto, ma non può sfuggire la sua utilità consistente nella soddisfazione di quegli interessi privati che in ultima analisi hanno generato la norma : utilità che sarà sempre maggiore ove occorra con il suo peso una chiara delineazione giuridica, come conferma a la giurisprudenza nella quale si prospettano sempre con maggiore frequenza questioni che confermano, in ogni caso, l’interesse giuridico e la rilevanza pratica del tema.
L’aumento delle decisioni giurisprudenziali sull’argomento è ancor più significativo, se è vero che solo un a parte dei conflitti di interessi cui dà luogo la realtà giuridica attuale arriva all’esame dei giudici togati; anzi vi arriva la parte meno nuova, perché di solito i conflitti tra le forze economiche, che hanno rilievo maggiore sul piano sociale e più implicano la composizione di interessi super individuali, trovano la loro composizione, non importa se volontaria o autoritativa, in altre sedi che non siano quelle giudiziarie.
L’optante è spesso un imprenditore o, di regola, un soggetto per il quale non è conveniente procedere alla conclusione del contratto attraverso lo scambio della proposta e dell’accettazione, in quanto gli occorre tempo per decidersi. Per converso, il soggetto passivo è, di regola, il tipo normale o medio di contraente, il quale non essendo portatore di vasti interessi economici è portato alla conclusione istantanea; ed egli accetta di assumere una posizione vincolata non solo perché gli interessa la conclusione del negozio finale ma anche perché si lascia sedurre da quei vantaggi economici, che l’optante che l’optante gli offre come corrispettivo della posizione assunta.
Inoltre pare opportuno sottolineare l’importanza che assume l’articolo 1331 c.c relativo all’opzione.Il più evidente e principale significato risiede nella sua posizione del sistema: la sua collocazione nei principi generali sulla conclusione del contratto rende indipendente l’opzione dalla tipicità o meno di questo o di quel contratto. Mentre cioè nella pratica contrattuale sviluppatasi prime dell’entrata in vigore del codice del 1942 il patto era conosciuto solo con riferimento ad alcuni tipi di contratto ( la compravendita, la locazione ed il mutuo)dei quali esso veniva a fare parte come disposizione accessoria ed accidentale; con l’introduzione dell’art. 1331 non solo da un lato si è riconosciuta la attitudine dell’opzione di poter inerire a qualsiasi contratto, ma anche della sua autonomia come strumento generale di formazione del contratto.

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II PREMESSA L’articolo 1326 del codice civile stabilisce che “ Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”, si parte dunque dal concetto che con c’è contratto senza proposta e senza accettazione. Proposta e accettazione considerati cioè come gli elementi strutturali essenziali e tipici per la formazione del contratto. Questo schema è sicuramente giustificato dall’ambiente economico e sociale, nel quale si riflette una semplicità di affari tipica dell’epoca a cui risale lo stesso codice. Infatti ai margini di tale nucleo della formazione del contratto, si pongono altri schemi, in parte diversi, introdotti da nuove esigenze proprie di una società più complessa si pensi ad esempio alla fattispecie della proposta irrevocabile (art.1329c.c.). La scelta del tema dell’opzione- oggetto della nostra indagine- è giustificata proprio da queste considerazioni, perché da un lato questo istituto è pur sempre collegato con i principi generali sulla formazione del contratto, e , quindi permette una loro considerazione; dall’altro esprime degli interessi nuovi sistemati in una disciplina non prevista dal precedente sistema. Pertanto tale indagine non solo può riuscire a soddisfare quella esigenza di

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Informazioni tesi

  Autore: Pasquale Di Carluccio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio De Simone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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