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La religione dei Peligni

La tesi di laurea non è stato solo un semplice riepilogo di tutte le conoscenze acquisite sulle varie manifestazioni della religiosità dei Peligni fino al I sec. a.C., ma anche e soprattutto una rilettura critica delle stesse, nel tentativo di creare collegamenti logici fra elementi spesso distanti nello spazio e nel tempo.
La tesi si articola in tre capitoli, cui fanno da corredo due appendici, le tavole delle illustrazioni e le note bibliografiche che hanno cercato essere il più possibile esaustive.
Nel primo capitolo – “Il pantheon peligno e i ministri del culto” – è presentata una ricostruzione del pantheon di riferimento del popolo peligno e delle figure incaricate di essere il tramite tra le divinità e gli uomini, basata essenzialmente sulle uniche fonti disponibili (quelle epigrafiche e materiali mobili) per una comunità che non ha lasciato una propria letteratura.
Il secondo capitolo – “Per una ‘geografia del sacro’: i luoghi del culto” – si occupa, dopo una breve introduzione sul territorio peligno, di ricostruire la “geografia sacra” dei Peligni, intesa come la dislocazione spaziale dei luoghi di culto (santuari, templi, ecc.).
Il terzo ed ultimo capitolo – “Persistenze e trasformazioni” – è un tentativo di far riflettere su come alcune tradizioni e manifestazioni religiose presenti attualmente o nel recente passato in territorio peligno possano apparire come relitti di usanze più antiche e su come, inconsapevolmente, i Peligni di oggi tengano vivo il ricordo della religiosità degli antichi progenitori.
Le due Appendici vanno intese come integrazioni necessarie alla piena intelligenza del lavoro svolto: la prima (A), infatti, è una silloge delle testimonianze epigrafiche note sull’argomento, mentre la seconda (B) si compone di una serie di schede in ognuna delle quali viene illustrato un luogo di culto, una completa trattazione del quale all’interno del capitolo dedicato avrebbe oltremodo appesantito la struttura del capitolo stesso. L’Appendice B presenta inoltre due sub-appendici che trattano “I luoghi della tradizione” (C) e “I luoghi ‘sconosciuti’ ” (D).

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LA RELIGIONE DEI PELIGNI 4 PREFAZIONE L’argomento di questa tesi di laurea, “La religione dei Peligni”, è stato per me una materia di studio interessantissima, perchè a mio parere il sentimento religioso, in tutte le sue forme e manifestazioni, è l’unica costante della storia dell’uomo, che in tempi e luoghi diversi ha sempre percepito la propria natura fragile e caduca e, di conseguenza, ha avuto la necessità di trovare “qualcosa” stimato superiore cui affidarsi; a conferma di ciò, porto la testimonianza di Honoré de Balzac, che nel suo Catechismo sociale afferma: “una società di atei inventerebbe subito una religione”. Questo argomento, però, si è rivelato per me potenzialmente infinito, per la mole delle attestazioni epigrafiche e delle testimonianze materiali (mobili e immobili) che ad esso possono essere ricondotte, pur avendo stabilito fin dal principio un ambito cronologico di riferimento, che si pone come terminus post quem non il I sec. a.C. Per questo motivo il mio compito è consistito non solo nel reperire tutto il materiale pubblicato sull’argomento ma, essenzialmente, nel rielaborarlo criticamente per presentarlo in maniera sintetica. Questo lavoro, però, non vuol essere solo un semplice riepilogo di tutte le conoscenze acquisite sulle varie manifestazioni della religiosità dei Peligni fino al I sec. a.C., ma anche e soprattutto una rilettura critica delle stesse, nel tentativo di creare collegamenti logici fra elementi spesso distanti nello spazio e nel tempo. La tesi si articola in tre capitoli, cui fanno da corredo due appendici, le tavole delle illustrazioni e le note bibliografiche che spero possano essere il più possibile esaustive. Nel primo capitolo – “Il pantheon peligno e i ministri del culto” – è presentata una ricostruzione del pantheon di riferimento del popolo peligno e delle figure incaricate di essere il tramite tra le divinità e gli uomini, basata essenzialmente sulle uniche fonti disponibili (quelle epigrafiche e materiali mobili) per una comunità che non ha lasciato una propria letteratura. Il secondo capitolo – “Per una ‘geografia del sacro’: i luoghi del culto” – si occupa, dopo una breve introduzione sul territorio peligno, di ricostruire la

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Bencivenga
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Raffaella Papi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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Parole chiave

abruzzo
archeologia
castelvecchio subequo
corfinio
ercole
peligni
popoli italici
religione
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