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Verso modelli regionali di welfare? Il caso dei servizi di cura agli anziani

Nel corso degli ultimi decenni gli assetti tradizionali di welfare sono entrati in crisi. I mutamenti del profilo demografico della popolazione, dei modelli familiari, del mondo del lavoro, dei corsi di vita hanno determinato la nascita di bisogni sociali nuovi e molto più complessi, che costituiscono vere e proprie sfide per le politiche pubbliche, in modo particolare quelle assistenziali. Contemporaneamente a questi cambiamenti, e in parte in risposta ad essi, si è verificata anche una ridefinizione dei confini del welfare. Fin dall'inizio, gli stati europei si sono caratterizzati come welfare state per l’attenzione data ai diritti sociali e perché i confini della cittadinanza sociale venivano fatti coincidere con quelli territoriali e geografici dello stato-nazione. A partire dagli anni ‘60, questa fase ascendente di nazionalizzazione del welfare sembra aver lasciato posto a una progressiva ridefinizione degli spazi di cittadinanza sociale, sia in senso sovranazionale che subnazionale. In particolare, sembra essersi avviato un intenso processo di region building competitivo che ha portato le realtà subnazionali a definire propri peculiari spazi e confini di cittadinanza sociale. Il quesito che mi sono posta per il mio lavoro di ricerca è se anche il sistema di welfare italiano si sia evoluto in questa direzione. Cercherò di dare una risposta a tale quesito focalizzando l’attenzione su un settore specifico di assistenza, ossia quella agli anziani, sia perchè l’invecchiamento della popolazione italiana impone la cura agli anziani come una delle maggiori sfide per il nostro sistema di welfare, sia perchè l’innalzamento dell’età ha portato all’aumento dei cosiddetti “grandi anziani”, che presentano un’alta incidenza di non autosufficienza totale o parziale e hanno bisogno di cure molto complesse e differenziate.Se, dunque, c’è un terreno sul quale le regioni potrebbero potenziare la propria autonomia e la propria capacità di differenziazione rispetto alle altre, è proprio quello dell’assistenza agli anziani.
Nel corso della mia ricerca ripercorrerò, innanzitutto, l’evoluzione delle politiche assistenziali nel nostro Paese, sottolineando il progressivo decentramento delle competenze. Verificherò poi se il potenziamento delle realtà subnazionali sia stato colto dalle Regioni come opportunità di legittimazione interna e di differenziazione esterna nell’ambito di un processo di region building. Lo farò guardando sia al loro grado di attività normativo-legislativa nel settore sia alla loro capacità di intervento e di implementazione delle politiche. In particolare, nell’ultimo capitolo, approfondisco i modelli istituzionali di servizi agli anziani sviluppati da due Regioni particolarmente attive e con servizi avanzati: l’Emilia Romagna e il Trentino Alto-Adige, nelle sue due Province Autonome di Trento e Bolzano.

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Presentazione E’opinione ampiamente condivisa in letteratura che nel corso degli ultimi decenni gli assetti tradizionali di welfare siano entrati in crisi. I mutamenti del profilo demografico della popolazione, dei modelli familiari, del mondo del lavoro, dei corsi di vita hanno determinato la nascita di bisogni sociali nuovi e molto più complessi, che costituiscono vere e proprie sfide per le politiche pubbliche, in modo particolare quelle assistenziali. Contemporaneamente a questi cambiamenti, e in parte in risposta ad essi, si è verificata anche una ridefinizione dei confini del welfare. La costruzione e lo sviluppo di un proprio assetto di welfare è stato uno degli elementi centrali e decisivi nel processo di state building. Dopo il riconoscimento dei diritti civili, prima, e di quelli politici, poi, a partire dalla fine del XIX secolo tutti gli stati moderni hanno individuato un nucleo di diritti sociali e di corrispondenti doveri che devono essere garantiti a tutti i cittadini, tramite un insieme di standard e di regole che costituiscono la “cittadinanza sociale”. Gli stati europei si sono caratterizzati come welfare state proprio per l’attenzione data ai diritti sociali e perché i confini della cittadinanza sociale venivano fatti coincidere con quelli territoriali e geografici dello stato-nazione. A partire dagli anni ‘60, tuttavia, questa fase ascendente di nazionalizzazione del welfare sembra aver lasciato posto a una progressiva ridefinizione degli spazi di cittadinanza sociale, sia in senso sovranazionale che subnazionale. In particolare, sembra essersi avviato un intenso processo di region building competitivo che ha portato le realtà subnazionali a definire propri peculiari spazi e confini di cittadinanza sociale. Le regioni, cioè, avrebbero iniziato a sviluppare dei propri modelli di welfare e di policy, con il duplice obiettivo di legittimazione interna e di differenziazione esterna. Il quesito che mi sono posta per il mio lavoro di ricerca è se anche il sistema di welfare italiano si sia evoluto in questa direzione. Cercherò di dare una risposta a tale quesito focalizzando l’attenzione su un settore specifico di assistenza, ossia quella agli anziani. Ho scelto quest’area di intervento per due motivi. In primo luogo l’invecchiamento della popolazione italiana, unito a un bassissimo tasso di 4

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Filippini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
  Relatore: Maurizio Ferrera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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Parole chiave

anziani
assistenza sociale
bisogni di cura
cura
emilia-romagna
long term care
modelli regionali di welfare
non autosufficienza
servizi di cura
trentino
welfare

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