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Antitrust Private Enforcement: Stati Uniti e Unione Europea a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Basile
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Pardolesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

Il diritto antitrust è quel complesso di norme giuridiche poste a tutela della libera concorrenza. L'applicazione del diritto antitrust si fonda tanto sul pilastro pubblicistico del public enforcement, quanto su quello dello strumento privatistico. L'accertamento e la repressione di comportamenti anticoncorrenziali riguardanti un interesse pubblico sono posti in essere dalle Autorità pubbliche, potendo così parlare di public enforcement. Il termine “private enforcement” si riferisce invece all'applicazione della normativa antitrust nell'ambito delle controversie civili promosse a tutela dei diritti individuali. Entrambi i modelli di azione si prefiggono lo scopo di contrastare le pratiche restrittive della concorrenza, tutelando tanto gli operatori economici quanto i singoli consumatori. Per diversi anni, gli illeciti antitrust hanno interessato soltanto la sfera pubblica, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, grazie alle public Authorities che potevano intervenire comminando pesanti sanzioni pecuniarie nei confronti degli autori delle violazioni. Il cittadino-consumatore, in questa prima fase di applicazione pubblica del diritto antitrust, non aveva alcun potere di intervento diretto ed in caso di violazione della disciplina antitrust, il suo ruolo era confinato a quello di spettatore passivo. Soltanto recentemente, a partire dal caso “Courage”, anche l'ordinamento comunitario si è aperto alla possibilità, già prevista nella legislazione statunitense, che i privati, siano essi consumatori o imprese, possano ricorrere dinanzi al giudice ordinario del proprio rispettivo Stato membro. Ed oggigiorno, lo strumento del private antitrust enforcement si configura come un pilastro fondamentale nell'applicazione del diritto antitrust. Lo scopo della presente trattazione è, pertanto, quello di analizzare se esistono e come si configurano gli strumenti di esercizio delle azioni individuali esperibili dal singolo che si avvale della normativa antitrust per ottenere il ristoro dei danni arrecati da un comportamento anticoncorrenziale. Lo studio della disciplina è condotto attraverso un'analisi comparata tra l'ordinamento giuridico nordamericano e la più recente disciplina comunitaria, dando spazio anche ai rilievi del nostro ordinamento giuridico. La presente trattazione si compone di tre capitoli, che individuano delle “macro-aree” d'indagine. L'apertura del primo capitolo contiene un'analisi economica del diritto, al fine di analizzare le ragioni dell'esistenza di una normativa antitrust, districandosi tra le teorie economiche e ragionando sulle loro considerazioni. Ivi si è trattato prioritariamente la primissima (e a tratti controversa) legislazione antitrust, quale lo Sherman Antitrust Act, che riveste un ruolo fondamentale configurandosi come un “faro” per l'approdo in porto delle successive legislazioni americane sul tema della concorrenza. Sul versante della nascita di un diritto antitrust in Europa, ci si è soffermati invece sulle ragioni alla base dell'inserimento di un “nucleo di norme” a favore della concorrenza nel Trattato di Roma. Nel corso della elaborazione si evincerà, infatti, che il diritto antitrust ha rivestito un ruolo chiave nel progetto di costituzione di un mercato unico europeo libero e competitivo. Il capitolo secondo è interamente dedicato allo studio del private antitrust enforcement operante negli Stati Uniti. A tal fine, è stato riservato ampio spazio all'analisi degli strumenti di incentivo che il legislatore americano ha predisposto per favorire l'instaurazione di controversie per il risarcimento del danno antitrust, quali le class actions, che consentono di aggregare gli interessi di una pluralità di vittime di illeciti antitrust, l'ammissibilità del pactum de quota lite, le c.d. discovery procedures, e soprattutto la “treble damages action”, riconosciuta dal Clayton Antitrust Act. Infine, nel capitolo ultimo ha trovato spazio l'approfondimento della normativa antitrust comunitaria, con un'analisi dello “stato dell'arte” dell'applicazione del private antitrust enforcement in Europa ed in particolar modo nell'ordinamento italiano. I filoni dell'indagine comparativa del citato capitolo interessano particolarmente le differenze tra gli strumenti a disposizione del privato nell'ordinamento statunitense ed in quello comunitario. Si è cercato nel corso della trattazione di operare una comparazione continua tra i modelli di private enforcement statunitense e comunitario, evidenziando i punti di contatto ma soprattutto le enormi diversità, spesso dettate dalla differenza del modello di ordinamento giuridico di common law, in cui operano istituti fisiologicamente estranei alla cultura del civil law europeo ed in particolar modo italiano. La tematica delle azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme antitrust risulta quanto mai attuale oggigiorno.

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INTRODUZIONE Il diritto antitrust è quel complesso di norme giuridiche poste a tutela della libera concorrenza. L'applicazione del diritto antitrust si fonda tanto sul pilastro pubblicistico del public enforcement, quanto su quello dello strumento privatistico. L'accertamento e la repressione di comportamenti anticoncorrenziali riguardanti un interesse pubblico sono posti in essere dalle Autorità pubbliche, potendo così parlare di public enforcement. Il termine “private enforcement” si riferisce invece all'applicazione della normativa antitrust nell'ambito delle controversie civili promosse a tutela dei diritti individuali. Entrambi i modelli di azione si prefiggono lo scopo di contrastare le pratiche restrittive della concorrenza, tutelando tanto gli operatori economici quanto i singoli consumatori. Per diversi anni, gli illeciti antitrust hanno interessato soltanto la sfera pubblica, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, grazie alle public Authorities che potevano intervenire comminando pesanti sanzioni pecuniarie nei confronti degli autori delle violazioni. Il cittadino-consumatore, in questa prima fase di applicazione pubblica del diritto antitrust, non aveva alcun potere di intervento diretto ed 1

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