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Le operatrici dei Centri Antiviolenza: che le essenziali non siano invisibili agli occhi

Le operatrici dei Centri Antiviolenza: professioniste non riconosciute e negate, così come è negato il fenomeno della violenza di genere. Un'indagine qualitativa le pone al centro dell'interesse e le intervista esplorando il rischio di traumatizzazione vicaria insito in un lavoro così speciale, da cui però è possibile intraprendere vie resilienti.

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5 Introduzione “…noi operatrici è come se fossimo invisibili. Quando sei invisibile è logico che lo sia anche il maltrattamento e viceversa. Per cui se non si scrive o si scrive poco di chi si occupa in prima persona del fenomeno, e quindi non se ne mettono in evidenza gli apporti sociali, ritengo si sia in presenza di un chiaro segno di rimozione collettiva…” Prima del tirocinio presso la Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna anche io rimuovevo, inconsapevolmente forse, ma comunque non vedevo. Non sapevo nulla del maltrattamento inteso come violenza di genere, non ero a conoscenza dell’esistenza dei Centri Antiviolenza, guardavo con scetticismo al movimento femminista, come fosse qualcosa di anacronistico. Il mio era, insomma, un atteggiamento estremamente superficiale, anche se la percezione di una falsa emancipazione femminile era già presente in me: ho sempre percepito come irritanti certi atteggiamenti maschili e femminili, che poi ho saputo nominare come perfomance di genere dettate, ma accettate, da matrici culturali specifiche. Il contatto con la Casa delle donne mi ha quindi aperto non solo un mondo, ma un vero e proprio universo, non completamente nuovo, ma totalmente inesplorato. Ho trovato le parole per nominare tante sensazioni, ho visto con occhi diversi le realtà immediate e ho iniziato un percorso di scoperta di genere e della violenza di genere partendo innanzitutto da me, consapevole però della necessità di collocarmi all’interno di uno spazio, un tempo e una cultura precisamente connotati. Primo risultato concreto del viaggio intrapreso è il presente lavoro di tesi e di ricerca che ha preso avvio dal desiderio di esplorare il fenomeno della violenza in tutte le sue forme, ma da un punto di vista innovativo: quello delle operatrici dei Centri. L’intento è di dare un umile apporto alla trattazione della tematica, riflettendo sulle influenze del rispecchiamento che l’appartenenza allo stesso sesso e allo stesso genere comportano nella relazione d’aiuto che si realizza tra donna vittima di maltrattamento e donna operatrice in un Centro Antiviolenza.

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Ciccioli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Progettazione e gestione dell'intervento educativo nel disagio sociale
  Relatore: Elena Malaguti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 204

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Parole chiave

genere
traumatizzazione vicaria
resilienza
centro antiviolenza

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